Assegno unico e universale
NOVITA’ PER I FIGLI ALL’ESTERO E LAVORATORI EUROPEI NON RESIDENTI
L’Istituto di previdenza, con la circolare Inps del 24 luglio 2026, n. 81, ha pubblicato le istruzioni operative sulle novità che ampliano la platea dei beneficiari dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, introdotte dal decreto-legge 19/2026 e confermate in sede di conversione dalla legge 50/2026.
Le due principali novità
La prima modifica riguarda i figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea: da ora possono essere considerati beneficiari della prestazione, ai soli fini del suo riconoscimento, se fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. Questa estensione non cambia le regole con cui si compone il nucleo familiare ai fini Isee, ma amplia semplicemente la platea dei figli per cui si può richiedere l’assegno.
La seconda novità interessa i lavoratori cittadini di altri Paesi Ue non residenti in Italia: per loro l’assegno viene riconosciuto e pagato in proporzione alla durata effettiva dell’attività lavorativa svolta nel nostro Paese. In pratica, il beneficio segue l’arco temporale del lavoro prestato in Italia, non l’intero anno.
Cosa cambia nei requisiti di accesso
Con l’aggiornamento normativo, cambiano anche le condizioni per accedere alla prestazione. Non è più richiesto, in una delle ipotesi previste, il possesso del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente: al suo posto, un richiedente può soddisfare il requisito anche avendo un contratto di lavoro subordinato o svolgendo un’attività autonoma che comporti l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria italiana, a condizione di essere in regola con i contributi.
Per chi lavora in Italia senza risiedervi, la domanda deve essere presentata con riferimento al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa e va rinnovata ogni anno, a partire dal 1° marzo.
Il periodo transitorio
Le domande presentate dal 21 aprile 2026, data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, vengono definite in via provvisoria in attesa dell’adeguamento dei sistemi informatici. A partire da maggio 2026, gli importi mensili saranno oggetto di verifica e, se necessario, di rielaborazione: potranno essere confermati, ricalcolati, integrati con somme a credito oppure sottoposti a recupero in caso di somme indebitamente percepite.
Resta fermo, in tutti i casi, il rispetto delle regole di coordinamento tra i sistemi di sicurezza sociale degli Stati membri previste dal regolamento europeo 883/2004.
Inps
NUOVA VERSIONE DEL SIMULATORE PENSAMI
È disponibile la nuova versione del servizio “Pensami” (Pensione a misura), il simulatore Inps dedicato agli scenari pensionistici, aggiornato alle principali novità normative, a partire dalla legge di Bilancio 2026, anche con riferimento all’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita.
A darne notizia è lo stesso Istituto di previdenza con il messaggio Inps del 12 agosto scorso, n. 2612 che annuncia l’aggiornamento del servizio nell’ambito del progetto Pnrr n. 17 “Consulenza virtuale scenari pensionistici futuri”.
L’Ente previdenziale ricorda che il simulatore, al quale si accede senza registrazione, sulla base dei dati anagrafici e contributivi inseriti dall’utente consente di conoscere le pensioni cui è possibile accedere nelle singole Gestioni previdenziali o attraverso il cumulo della contribuzione, senza indicare l’importo delle prestazioni.
Aggiornato anche l’apparato informativo, con il potenziamento delle funzioni “Scopri cosa dice il consulente” e “Approfondisci”, pensate per facilitare la comprensione delle caratteristiche delle diverse prestazioni.
Il servizio è raggiungibile dal portale Inps nella sezione dedicata a “Pensione e Previdenza” > “Esplora Pensione e Previdenza” > “Servizi” “Vedi tutti” > “Pensami – Simulatore scenari pensionistici” e, tramite l’app mobile, senza necessità di autenticazione. Le medesime novità sono state recepite anche nell’app “Inps Mobile” per dispositivi Android e iOS.
Previdenza
LE POSSIBILI NOVITA’ DELLA PROSSIMA MANOVRA 2027
La Legge di Bilancio 2027 è ancora in fase di elaborazione, ma con la fine della pausa estiva il governo deve iniziare a definire le misure da inserire. La prossima Manovra, l’ultima della legislatura prima delle prossime elezioni, potrebbe assumere un particolare significato a livello politico, anche se i margini finanziari non sembrano illimitati. Tra i dossier più delicati ci sarà ancora una volta quello previdenziale, sul quale la maggioranza dovrà trovare un equilibrio tra le richieste dei partiti e la sostenibilità dei conti pubblici.
Requisito 2027
Dal 2027 è previsto un primo aumento dei requisiti per il pensionamento. L’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe infatti salire di un mese, arrivando a 67 anni e un mese. Nel 2028 scatterebbero altri due mesi di incremento. Il meccanismo è legato all’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita: l’allungamento della vita media comporta, secondo la normativa vigente, un progressivo rinvio dell’uscita dal lavoro. Le proiezioni elaborate finora indicano ulteriori incrementi negli anni successivi. Nel 2029 potrebbe arrivare un altro salto di due mesi, seguito da ulteriori adeguamenti biennali. Se il meccanismo rimanesse invariato nel lungo periodo, nel 2067 il requisito anagrafico potrebbe arrivare a 70 anni. Ed è proprio su questo automatismo che la Lega vuole intervenire: il leader Matteo Salvini ha indicato come priorità della prossima Manovra la necessità di “sterilizzare la Fornero”, consentendo ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro prima dei 67 anni.
Uscita a 64 anni
Il progetto sul quale il partito di via Bellerio sta lavorando prefigura una nuova forma di flessibilità in uscita. L’idea è permettere ai lavoratori che lo desiderano di andare in pensione a 64 anni, senza quindi dover attendere il perfezionamento dei requisiti ordinari. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha spiegato che una maggiore libertà nella scelta del momento del pensionamento sarebbe particolarmente importante alla luce delle trasformazioni del mercato del lavoro, anche per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale. Secondo questa impostazione, offrire un canale di uscita anticipata renderebbe meno centrale anche il problema dell’aumento dei requisiti previsto dal 2027. La proposta sarebbe costruita con un calcolo interamente contributivo dell’assegno. Per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, del resto, questo sistema rappresenta già il metodo ordinario di calcolo. Restano però da definire alcuni aspetti decisivi, come l’eventuale anzianità contributiva minima e la soglia economica necessaria per accedere al pensionamento.
In forse quota 41
Più difficile, invece, appare la prospettiva di Quota 41, cioè la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Per ora non sembrano esserci risorse sufficienti per trasformare questa storica richiesta della Lega in una misura concreta.
Le scadenze della prossima manovra
Ecco, in breve sintesi le scadenze che attendono l’esecutivo in vista dell’ultima Legge di Bilancio. Il 22 settembre l’Istat aggiornerà i dati sui conti 2025, decisivi per definire gli spazi finanziari. Tra fine settembre e inizio ottobre è atteso il Dpfp, seguito dal voto parlamentare sul quadro di bilancio e sullo scostamento. Il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio sarà inviato a Bruxelles, mentre entro il 20 ottobre arriverà alle Camere il disegno di legge. Il 30 novembre è previsto il parere della Commissione europea. L’approvazione definitiva dovrà arrivare entro il 31 dicembre.
Allo studio del governo
PREVIDENZA PER I NUOVI NATI
Prosegue il confronto tra Governo e Parti sociali sull’ipotesi di un “Fondo previdenziale alla nascita”, misura allo studio per la prossima legge di Bilancio. Lo conferma il Ministro del Lavoro, Marina Caldeorne, in un’intervista al Corriere della Sera, definendola, «una proposta utile e opportuna sulla quale stiamo lavorando con la stessa Inps».
Il meccanismo prevede l’apertura di una posizione individuale per ogni neonato, con un contributo iniziale dello Stato alimentato poi da versamenti volontari di familiari e, in età lavorativa, del beneficiario stesso. Calderone prefigura per l’Istituto di previdenza un ruolo di gestione, monitoraggio e rendicontazione, sotto la vigilanza della Covip, in sinergia con gli operatori di mercato. Il Ministro ricorda che dal 1° luglio è già scattata l’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti e che il tetto di deducibilità dei contributi è salito a 5.300 euro l’anno.
Gestione del Fondo
Su chi dovrebbe gestire il fondo, il pubblico o il privato, l’esponente del governo immagina un sistema in cui la vigilanza sia ovviamente della Covip mentre la gestione del Fondo potrebbe fare capo all’Inps. «Questo non significa che ci sia una preclusione a operare in modo sinergico con realtà di mercato, ma, considerando che ci dovrebbe essere anche un iniziale contributo dello Stato, credo che l’Inps possa occuparsi della gestione, del monitoraggio e della rendicontazione mentre i ministeri del Lavoro e dell’Economia svolgono il ruolo di indirizzo e vigilanza».
Case del maestro
PUBBLICAT0 IL BANDO SOGGIORNI INVERNALI 2026/2027
È stato di recente pubblicato il bando di concorso “Soggiorni Invernali 2026/2027 presso le Case del Maestro”, rivolto agli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale in servizio o in pensione e loro parenti entro il secondo grado. Possono beneficiare dei soggiorni anche i vedovi e gli orfani di iscritti e pensionati, minorenni alla data di scadenza del bando, insieme all’altro genitore o al tutore.
Le Case del Maestro presso le quali si svolgeranno i soggiorni sono presenti nelle seguenti città:
Fiuggi (Frosinone): 146 posti letto;
Roma – Piazza dei Giuochi Delfici: 94 posti letto;
Lorica di Pedace (Cosenza): 98 posti letto;
Silvi Marina (Teramo): 132 posti letto;
San Cristoforo al Lago (Trento): 73 posti.
La durata del soggiorno è di dieci giorni (nove notti), compresi nel periodo indicato, con pensione completa e servizi accessori. Le consumazioni al bar saranno a completo carico degli ospiti.
La domanda può essere trasmessa dalle 12 del 7 settembre 2026 alle 12 del 23 settembre 2026 attraverso il Portale Prestazioni Welfare.
Carlo Pareto
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