Intossicati in baita, Piemonte, Baceno: tragedia all’Alpe Devero con un morto e cinque intossicati da monossido
Intossicati in baita, Piemonte, Baceno, la notte di tragedia all’Alpe Devero che ha sconvolto la Valle.
Una notte di lavoro trasformata in tragedia. E’ di un morto e cinque intossicati il bilancio gravissimo dell’incidente avvenuto tra il 29 e il 30 agosto 2026 in una baita isolata all’Alpe Buscagna, nel territorio comunale di Baceno, in alta Valle Devero, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Sei margari, addetti alla cura del bestiame in alpeggio, sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio mentre dormivano all’interno del rifugio. L’allarme è scattato intorno alle 00.30.
Secondo le prime informazioni rese note dal 118 e rilanciate dall’ANSA, la vittima è un uomo di 37 anni, morto sul posto nonostante i tentativi di soccorso. Tra gli intossicati baita Piemonte Baceno, le condizioni più critiche sono quelle di un ragazzo di 19 anni, trasportato d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Niguarda di Milano, centro specializzato per i casi di intossicazione grave. Altri due uomini di 62 anni sono stati trasferiti all’ospedale di Novara in codice giallo. Gli altri due margari coinvolti hanno riportato intossicazioni più lievi ma sono stati comunque ospedalizzati per accertamenti.
La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli inquirenti, ma la causa sembra chiara: una concentrazione letale di monossido di carbonio accumulatasi all’interno della baita durante la notte. Un killer invisibile, inodore, che ha colto nel sonno i sei lavoratori.
Cosa è successo all’Alpe Buscagna, nel comune di Baceno
L’Alpe Buscagna si trova in un’area molto isolata dell’Alpe Devero, una delle conche alpine più suggestive e selvagge del Piemonte settentrionale. Siamo a oltre 1800 metri di quota, in un territorio dove le baite dei margari sono sparse e spesso prive di collegamenti telefonici stabili. La baita dove si è verificata la tragedia era utilizzata dai pastori per la stagione dell’alpeggio, che in queste settimane è nel pieno dell’attività.
Secondo una prima ricostruzione, i sei uomini avevano acceso una stufa o un generatore per riscaldarsi o per cucinare, come avviene abitualmente nelle strutture d’alta quota dove le temperature notturne, anche a fine agosto, scendono di diversi gradi sotto lo zero. La combustione incompleta, forse dovuta a un malfunzionamento dell’impianto, a una canna fumaria ostruita o a una scarsa ventilazione del locale, avrebbe sprigionato monossido di carbonio che ha saturato l’ambiente.
Essendo il monossido più pesante dell’aria e completamente privo di odore, i margari non si sarebbero accorti di nulla fino alla comparsa dei primi sintomi: mal di testa, nausea, confusione, sonnolenza. Sintomi che, durante il sonno, diventano quasi impossibili da riconoscere. Uno di loro, probabilmente quello che si è sentito male per primo, è riuscito a dare l’allarme intorno a mezzanotte e mezza, facendo scattare la macchina dei soccorsi.
I soccorsi nella notte: elisoccorso e intervento difficile
L’intervento è stato estremamente complesso a causa della posizione isolata della baita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino e i Carabinieri. Data l’impossibilità di raggiungere rapidamente l’Alpe Buscagna con le ambulanze, è stato necessario l’uso di due elicotteri per il trasporto dei feriti più gravi.
Il 19enne, intubato sul posto, è stato stabilizzato e trasportato a Milano al Niguarda, che dispone di camera iperbarica, fondamentale per trattare le intossicazioni gravi da monossido. I due uomini di 62 anni, coscienti ma con chiari segni di intossicazione, sono stati portati all’ospedale Maggiore di Novara. Gli altri due sono stati soccorsi e portati all’ospedale di Domodossola.
I Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza la baita e hanno effettuato i rilievi per misurare i livelli di monossido ancora presenti all’interno, livelli che sarebbero risultati altissimi. L’area è stata sequestrata per consentire gli accertamenti tecnici.
Chi sono i margari coinvolti
Le sei persone coinvolte sono margari, termine piemontese che indica i pastori d’alpeggio che trascorrono l’estate in quota per accudire mucche, capre e pecore e produrre formaggi tipici come il Bettelmatt, eccellenza della Val Devero. Un mestiere antico, duro, fatto di isolamento e di sacrifici, che ancora oggi rappresenta un presidio fondamentale per la montagna.
La comunità di Baceno e di tutta la Val d’Ossola è sotto shock. I margari sono figure conosciute e rispettate, legate profondamente al territorio. La notizia della morte del 37enne, nel pieno della vita e della sua attività lavorativa, ha suscitato profondo cordoglio.
Monossido di carbonio, il pericolo silenzioso nelle baite di montagna
Questa tragedia riporta l’attenzione su un pericolo troppo spesso sottovalutato: l’intossicazione da monossido di carbonio. Il monossido, indicato con la sigla CO, si forma quando la combustione di legna, gas, kerosene o carbone avviene senza sufficiente ossigeno. Basta una stufa difettosa, un camino otturato, un generatore acceso in un locale chiuso o una griglia usata per riscaldarsi per creare una trappola mortale.
Il monossido è particolarmente pericoloso perché non si vede e non si sente. I primi sintomi sono subdoli e vengono spesso scambiati per stanchezza o influenza. In pochi minuti, a concentrazioni elevate, provoca perdita di coscienza, danni cerebrali irreversibili e morte. Nelle baite di montagna, dove spesso non c’è energia elettrica e ci si affida a stufe a legna e a bombole a gas, il rischio è molto più alto che in città.
Gli esperti raccomandano di installare sempre rilevatori di monossido di carbonio, piccoli apparecchi dal costo di pochi euro che possono salvare la vita emettendo un allarme acustico quando la concentrazione supera la soglia di sicurezza. Fondamentale è anche garantire una costante aerazione dei locali, far controllare annualmente canne fumarie e stufe e non utilizzare mai bracieri, barbecue o generatori a combustione all’interno di spazi chiusi.
Le indagini e gli accertamenti
Sulla vicenda ha aperto un fascicolo la Procura di Verbania. L’ipotesi al momento è quella di morte accidentale, ma saranno necessari accertamenti tecnici per stabilire con esattezza cosa abbia causato la fuoriuscita di monossido. I Carabinieri della compagnia di Domodossola hanno ascoltato i sopravvissuti non appena le loro condizioni lo hanno permesso e stanno raccogliendo informazioni sulle condizioni della baita e sugli impianti presenti.
Il Comune di Baceno, attraverso il sindaco, ha espresso vicinanza alle famiglie e ha annunciato che seguirà con attenzione l’evolversi della situazione sanitaria dei feriti. In queste ore, molti allevatori della valle si sono stretti attorno ai colleghi.
Una valle ferita ma unita
La Valle Devero è una meta amata dagli escursionisti per la sua bellezza incontaminata, per i laghi alpini e per i pascoli. Ma è anche una terra di lavoro duro, dove la montagna non fa sconti. La tragedia degli intossicati baita Piemonte Baceno ricorda a tutti quanto sia fragile l’equilibrio tra uomo e natura quando vengono a mancare le più elementari misure di sicurezza.
In attesa di conoscere gli esiti delle indagini e di avere aggiornamenti sulle condizioni del ragazzo di 19 anni, resta il dolore per una vita spezzata e la consapevolezza che una tragedia simile si può e si deve prevenire. La speranza ora è che i cinque margari intossicati possano riprendersi completamente e che quanto accaduto all’Alpe Buscagna serva da monito per tutte le strutture d’alpeggio del Piemonte e dell’intero arco alpino, affinché vengano dotate di sistemi di rilevamento e di impianti a norma.
La comunità montana ossolana, abituata a non piegarsi, oggi piange un suo figlio e prega per gli altri.
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