chi paga il conto del diesel in Sardegna


Tra il 24 e il 25 agosto scade lo sconto fiscale che dalla fine di luglio ha tenuto il prezzo del gasolio qualche centesimo sotto i livelli record del 2022. Il decreto del 4 agosto ha fissato la scadenza della misura alla mezzanotte del 24-25 agosto con il ritorno, salvo nuovi interventi dell’ultimo minuto, al regime ordinario di tassazione dal giorno successivo. Un dettaglio di calendario che pesa poco sulla sostanza della vicenda, ma che va chiarito: a differenza di altri provvedimenti fiscali, questo taglio nasce come misura-tampone rinnovata di settimana in settimana da fine luglio, non come agevolazione strutturale con scadenza fissa e nota in anticipo.

Una misura nata per durare poco

Il taglio disposto dal ministero dell’Economia il 27 luglio e poi prorogato dal Consiglio dei ministri del 4 agosto con una copertura di 245 milioni di euro, riduce il prezzo del gasolio di 17 centesimi al litro complessivi: 14 centesimi di minore accisa più circa 3 centesimi di Iva corrispondente. È intervento mirato esclusivamente sul diesel, la benzina non ne ha mai beneficiato, pensato per accompagnare l’esodo e il controesodo estivo in un contesto di rincaro del petrolio legato alle tensioni in Medio Oriente.

Va detto che l’efficacia della misura è già oggi oggetto di discussione: nonostante lo sconto il prezzo medio del gasolio in modalità self è rimasto sopra i 2 euro al litro, spinto al rialzo dalle quotazioni internazionali. Alla vigilia della scadenza, con lo sconto ancora attivo, il prezzo medio nazionale del gasolio self viaggiava intorno ai 2,1 euro al litro (2,17-2,19 in autostrada). Dal 25 agosto, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe subentrare un meccanismo diverso – le cosiddette “accise mobili”, che utilizzano il maggior gettito Iva generato dal rincaro del greggio per finanziare riduzioni parziali – ma senza un nuovo Consiglio dei ministri (non previsto prima di settembre) non è garantito che compensi in modo pieno la fine del taglio attuale. Il quadro, a ridosso della scadenza, resta dunque più incerto di quanto una lettura solo contabile lasci intendere.

Perché in Sardegna il tema non è congiunturale

Il punto sollevato sulla specificità sarda è confermato dai dati strutturali sulla mobilità dell’isola. La Sardegna non dispone di una rete autostradale nel senso tecnico del termine, né di un collegamento ferroviario ad alta frequentazione paragonabile a quello del continente: per la stragrande maggioranza degli spostamenti extraurbani, il mezzo privato resta l’unica opzione praticabile. A questo si somma un parco veicolare fortemente sbilanciato sui carburanti tradizionali: circa 1,11 milioni di veicoli circolanti nell’isola, con il 48,4% a gasolio e il 45,9% a benzina, contro una quota di ibride ed elettriche ferma al 3,1%. Cagliari risulta il terzo capoluogo italiano per tasso di motorizzazione, con 709 auto ogni mille abitanti. Il parco è inoltre tra i più vecchi d’Italia: oltre il 57% delle vetture è di classe Euro 4 o inferiore, un dato che rende la sostituzione del mezzo privato con soluzioni più efficienti un’opzione fuori portata per molte famiglie nel breve periodo.

I numeri sul singolo nucleo familiare

Applicando i parametri di consumo medio omologato (6,2 litri per 100 km, ciclo misto) a una percorrenza annua di 13.500 km – una stima plausibile per un uso quotidiano tra lavoro e commissioni – si ottiene un consumo annuo di circa 837 litri, pari a poco meno di 70 litri al mese. Se l’intero sconto di 17 centesimi dovesse venire meno senza alcuna misura sostitutiva, l’aggravio mensile diretto per un’auto diesel sarebbe di circa 11,9 euro, un valore molto vicino a quello indicato nell’analisi di partenza. Su base annua l’impatto salirebbe a circa 142 euro per una singola vettura. Per i nuclei con due veicoli diesel – una configurazione tutt’altro che marginale nelle aree interne e periurbane dell’isola, dato l’alto tasso di motorizzazione – la cifra raddoppia, avvicinandosi ai 280 euro l’anno.

Va precisato un punto: queste stime riguardano l’eventuale azzeramento integrale dello sconto attuale rispetto al prezzo scontato di questi giorni, non un confronto con i prezzi “pre-crisi”. Alcune analisi più prudenziali, ipotizzando il pieno ritorno alle aliquote ordinarie del Testo Unico Accise senza alcun correttivo, parlano di un possibile rialzo alla pompa fino a 30 centesimi al litro: quasi il doppio. La forbice tra i due scenari dipende in larga parte dalle decisioni che il governo assumerà o non assumerà nei prossimi giorni, e dal fatto che il meccanismo delle accise mobili in arrivo dal 25 agosto potrebbe assorbire solo in parte l’aumento.

La natura regressiva del meccanismo

Indipendentemente dall’entità esatta resta valido l’argomento di fondo: un’imposta sui consumi come l’accisa sul carburante colpisce in proporzione maggiore chi ha un reddito più basso e chi, per collocazione geografica, non ha alternative al mezzo privato. Nei comuni dell’interno sardo, dove le distanze dai servizi essenziali, ospedali, uffici, scuole superiori, sono strutturalmente più lunghe che nei centri urbani, l’incidenza della spesa per carburante sul reddito disponibile è più alta a parità di consumo. È un tema su cui, nel dibattito politico nazionale di questi giorni, opposizione e associazioni dei consumatori (Codacons, Assoutenti) chiedono l’adozione stabile del meccanismo delle accise mobili, mentre il governo finora ha preferito interventi tampone rinnovati di volta in volta, condizionati alla disponibilità di coperture di bilancio.

Cosa resta da verificare

Al momento in cui scriviamo, a ridosso della scadenza, tre elementi restano aperti e andrebbero monitorati nei prossimi giorni: se e come verrà attivato il meccanismo delle accise mobili dal 25 agosto; se il governo convocherà un nuovo Consiglio dei ministri prima di settembre; e quale sarà l’entità reale del rialzo che i distributori applicheranno ai listini, che storicamente non ha sempre rispecchiato in modo lineare le variazioni della componente fiscale.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.