Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato il 11 agosto 2026 n.248 l’aggiornamento delle Linee Guida relative ai sistemi compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) destinati al consolidamento strutturale delle costruzioni esistenti. Il nuovo documento sostituisce integralmente la versione del 2019 e introduce importanti novità per produttori, laboratori, direttori dei lavori e operatori del settore.
Un nuovo riferimento normativo per il settore
Le Linee Guida FRP 2026 rappresentano oggi il principale riferimento nazionale per l’identificazione, la qualificazione e il controllo di accettazione dei sistemi FRP utilizzati negli interventi di rinforzo strutturale. Il documento si inserisce nel quadro delle NTC 2018 e disciplina in particolare gli aspetti legati alla qualificazione dei materiali, alla produzione, alla documentazione tecnica e alle verifiche in cantiere.
La qualificazione continua ad avvenire tramite Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) per i prodotti non coperti da norme armonizzate europee o da marcatura CE.
Quali sistemi FRP rientrano nelle Linee Guida
Il campo di applicazione comprende sistemi costituiti da fibre continue ad alta resistenza impregnate in matrici polimeriche termoindurenti, tra cui:

- fibre di carbonio;
- fibre di vetro AR (alkali resistant);
- fibre aramidiche;
- fibre di basalto;
- fibre di acciaio ad alta resistenza.
Le Linee Guida distinguono due principali categorie:
Sistemi preformati
Sono lamine o nastri prodotti industrialmente mediante processi come la pultrusione e successivamente applicati alla struttura mediante adesivi forniti dallo stesso produttore.
Sistemi impregnati in situ
Comprendono fogli e tessuti che vengono impregnati direttamente in cantiere con resine termoindurenti. Anche in questo caso, fibre e resine devono essere commercializzate dal medesimo produttore.
Un’importante precisazione riguarda le fibre di vetro: il nuovo testo richiede esplicitamente l’impiego di fibre AR (alkali resistant), salvo dimostrazione documentata di equivalenza prestazionale per materiali diversi.
La principale novità: la temperatura di transizione vetrosa (Tg)
L’aggiornamento più significativo riguarda la determinazione della temperatura di transizione vetrosa (Tg), parametro fondamentale per valutare il comportamento delle matrici polimeriche alle variazioni termiche.
La nuova procedura introduce prove DSC (Differential Scanning Calorimetry) eseguite secondo UNI EN ISO 11357-2 e prevede modalità di campionamento e condizionamento più dettagliate rispetto al passato.
Per adesivi, impregnanti, primer e rasature vengono inoltre definiti due differenti cicli di condizionamento:
- uno rappresentativo delle condizioni immediatamente successive alla posa;
- uno rappresentativo delle condizioni dopo almeno una stagione estiva.
La documentazione tecnica dovrà riportare i valori ottenuti e la temperatura massima di esercizio sarà determinata sulla base del valore più cautelativo.
Laboratori: requisiti più stringenti
Un’altra novità rilevante riguarda i laboratori autorizzati a eseguire prove iniziali e controlli.
Le nuove Linee Guida richiedono che le prove siano effettuate da laboratori autorizzati ai sensi dell’art. 59 del DPR 380/2001 e dotati di una specifica estensione per i compositi FRP.
Rispetto al 2019, non è più sufficiente dimostrare genericamente esperienza e idonea dotazione strumentale. Occorre verificare formalmente che il laboratorio possieda l’estensione autorizzativa dedicata ai compositi FRP.
Aggiornamento al nuovo Regolamento europeo
Le Linee Guida 2026 recepiscono anche il riferimento al Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione, destinato a sostituire progressivamente il precedente Regolamento UE 305/2011.
Tale aggiornamento non comporta però l’automatica marcatura CE di tutti i sistemi FRP. Il direttore dei lavori dovrà continuare a verificare caso per caso il corretto regime di qualificazione del prodotto, accertando la presenza di CVT, marcatura CE o altra documentazione applicabile.
Controlli di accettazione in cantiere: restano obbligatori
Le verifiche in cantiere rimangono un elemento centrale della disciplina.
Il testo 2026 conferma infatti:
- l’obbligatorietà dei controlli di accettazione;
- la responsabilità del direttore dei lavori;
- le modalità di campionamento già previste nella versione del 2019;
- le soglie di accettazione già in vigore.
Non si tratta quindi di una rivoluzione nelle procedure di cantiere, bensì di un consolidamento del sistema esistente accompagnato da requisiti più rigorosi sulla qualificazione e sulle prove di laboratorio.
CVT: maggiore attenzione al mantenimento della validità
Il Certificato di Valutazione Tecnica continua ad avere validità quinquennale, ma il nuovo testo introduce una precisazione importante: la mancata esecuzione delle prove di controllo annuali può determinare la sospensione del certificato.
I produttori dovranno pertanto garantire:
- continuità nei controlli;
- aggiornamento della documentazione;
- mantenimento del sistema qualità conforme alla UNI EN ISO 9001;
- corretta registrazione delle attività di verifica.
Conclusioni
Le nuove Linee Guida FRP 2026 non modificano l’impianto generale della disciplina, ma introducono aggiornamenti tecnici e procedurali di notevole impatto operativo. Le principali novità riguardano la determinazione della temperatura di transizione vetrosa, i requisiti dei laboratori autorizzati, l’adeguamento al nuovo quadro normativo europeo e il rafforzamento degli obblighi legati al mantenimento del CVT. Per progettisti, produttori e direttori dei lavori, diventa quindi essenziale aggiornare procedure e documentazione per garantire la piena conformità ai nuovi requisiti
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