Il Bonus Montagna 2026 non è una singola agevolazione, ma a un insieme di misure introdotte dalla Legge 12 settembre 2025, n. 131 dedicate al riconoscimento e alla promozione delle zone montane. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e rendere più attrattivi i territori montani attraverso incentivi rivolti se abiti, lavori o decidi di avviare un’attività in quelle zone.
Se stai pensando di acquistare o ristrutturare una casa in montagna c’è, in particolare, un credito d’imposta sugli interessi passivi del finanziamento per l’abitazione principale. Ma attenzione: non basta che l’immobile si trovi in un Comune genericamente definito “montano”. La Legge prevede infatti una distinzione tra i Comuni classificati come montani e quelli che saranno individuati come destinatari delle specifiche misure di sostegno.
Cos’è il Bonus Montagna e cosa prevede la Legge 131/2025
La Legge 131/2025, entrata in vigore il 20 settembre 2025, ha introdotto una serie di interventi per favorire lo sviluppo economico e sociale delle zone montane e contrastarne lo spopolamento.
Il cosiddetto Bonus Montagna comprende diverse agevolazioni fiscali e contributive rivolte a persone, lavoratori e imprese. Tra queste ci sono crediti d’imposta per favorire la permanenza del personale sanitario e scolastico nelle zone montane, incentivi per le nuove attività imprenditoriali avviate da giovani, agevolazioni per alcuni investimenti agricoli e forestali e il credito d’imposta destinato all’acquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione principale.
A queste misure si aggiunge l’agevolazione contributiva prevista per favorire il lavoro agile nei comuni montani interessati secondo condizioni e modalità stabilite dalla Legge e dalla relativa disciplina attuativa.
Il fine della Legge è più ampio rispetto a quello di un normale bonus edilizio: l’obiettivo è rendere più conveniente vivere e lavorare in montagna, intervenendo non soltanto sulla casa ma anche sull’occupazione, sulle imprese e sui servizi.
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Elenco dei comuni montani: come sapere se il tuo rientra
Per capire quali territori rientrano nella nuova disciplina occorre fare riferimento alla classificazione introdotta dalla Legge 131/2025 e attuata con il DPCM 11 maggio 2026, n. 121, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2026 ed entrato in vigore il 22 luglio scorso. Il Decreto stabilisce i criteri per classificare i comuni montani e contiene il relativo elenco.
La classificazione tiene conto principalmente di parametri legati all’altitudine e alla pendenza del territorio. Il regolamento considera, tra gli altri criteri, la presenza di una quota significativa della superficie comunale al di sopra di determinate altitudini e con una determinata pendenza.
L’elenco ufficiale dei comuni montani è riportato nell’allegato al DPCM 11 maggio 2026, n. 121, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2026. Puoi consultare l’elenco per verificare se il tuo Comune rientra nella nuova classificazione. La stessa Legge 131/2025 prevede inoltre che l’elenco possa essere aggiornato annualmente, con efficacia dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Attenzione: essere un comune montano non basta per accedere ai bonus
Questo è il passaggio più importante se stai valutando l’acquisto o la ristrutturazione di una casa in montagna e vuoi usufruire dei Bonus legati a queste zone.
La Legge distingue infatti tra comuni montani e comuni montani destinatari delle specifiche misure di sostegno. Il secondo elenco deve essere individuato con un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, utilizzando non soltanto i parametri geomorfologici ma anche elementi socioeconomici.
Per questo motivo, se trovi il tuo Comune nell’elenco generale dei comuni montani non significa automaticamente che tu possa usufruire di tutte le agevolazioni previste dalla Legge 131/2025.
La verifica dovrà quindi essere fatta sulla base dell’elenco specifico previsto dall’articolo 2, comma 2, della Legge 131/2025 e delle modalità stabilite dai Decreti attuativi delle singole misure.
Prima di acquistare una casa o mansarda in montagna è importante sapere quali agevolazioni spettano e se il Comune rientra tra quelli interessati
Agevolazioni per la casa in montagna: acquisto e ristrutturazione
La misura più interessante se vuoi acquistare una casa o mansarda in montagna è quella prevista dall’articolo 27 della Legge 131/2025.
La norma introduce un credito d’imposta commisurato agli interessi passivi dovuti su un finanziamento ipotecario o fondiario contratto per acquistare o ristrutturare un’unità immobiliare destinata ad abitazione principale. L’agevolazione riguarda anche i fabbricati rurali a uso abitativo.
Il credito spetta per il periodo d’imposta nel quale viene acceso il finanziamento e per i quattro successivi: in pratica, cinque periodi d’imposta complessivi.
Non tutte le abitazioni, però, possono beneficiare della misura. Sono escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, cioè le abitazioni signorili, le ville e i castelli o palazzi di particolare pregio storico e artistico.
Il credito d’imposta è inoltre riservato alle persone fisiche che non abbiano compiuto 41 anni nell’anno in cui viene acceso il mutuo. La Legge stabilisce un limite complessivo di spesa di 16 milioni di euro all’anno e demanda a un Decreto ministeriale la definizione dei criteri e delle modalità di concessione del beneficio.
Chi può richiederlo e a quali condizioni
In concreto, la misura è destinata alle persone fisiche che non abbiano compiuto 41 anni nell’anno in cui viene acceso il mutuo e che acquistano o ristrutturano un’abitazione principale in uno dei comuni montani destinatari delle misure.
Sono quindi centrali tre elementi: l’età del richiedente, la destinazione dell’immobile ad abitazione principale e la sua ubicazione in un Comune destinatario delle misure previste dalla Legge.
Il finanziamento deve essere stipulato dopo l’entrata in vigore della Legge 131/2025, quindi dopo il 20 settembre 2025.
Per conoscere però l’importo effettivamente spettante e le modalità operative non è sufficiente guardare alla Legge: l’articolo 27 prevede infatti uno specifico Decreto del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministero dell’economia e delle finanze. Il Decreto deve stabilire criteri, modalità di concessione, controlli e recupero delle somme eventualmente non spettanti.
Ristrutturare un immobile in un comune montano
Il riferimento alla ristrutturazione rende il Bonus Montagna particolarmente interessante anche se acquisti un edificio esistente da recuperare.
La misura, infatti, non riguarda soltanto l’acquisto dell’abitazione: il finanziamento può essere destinato anche alla ristrutturazione edilizia dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.
Questo si inserisce in un tema più ampio, quello del recupero del patrimonio edilizio esistente nei territori montani. In molte Regioni è infatti possibile recuperare gli spazi sotto il tetto secondo regole specifiche: puoi approfondire il tema del recupero dei sottotetti e verificare quali sono le Leggi regionali per il recupero dei sottotetti applicabili.
Prima di acquistare un immobile con l’idea di trasformare il sottotetto in una mansarda devi quindi verificare anche i requisiti di abitabilità previsti dalla normativa, a partire dalle altezze minime richieste.
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Come funziona il bonus per chi vive o lavora in montagna
Il Bonus Montagna non riguarda soltanto chi compra casa: la Legge 131/2025 prevede diverse misure pensate per rendere più conveniente anche vivere e lavorare nei territori montani. Tra le misure previste ci sono i crediti d’imposta destinati al personale sanitario e scolastico che sostiene determinate spese per l’abitazione nel Comune in cui presta servizio o in un comune limitrofo, le agevolazioni per le piccole e microimprese avviate da giovani under 41 e i crediti d’imposta destinati ad alcune attività agricole e forestali.
Se lavori da remoto è previsto inoltre un esonero contributivo a favore dei datori di lavoro che promuovono il lavoro agile nei comuni montani individuati dalla Legge, con criteri e modalità che devono essere stabiliti dalla relativa disciplina attuativa.
La Legge prevede anche un contributo una tantum per la nascita o l’adozione di un figlio nei comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti. Anche in questo caso importo, requisiti e modalità di concessione sono demandati a un apposito Decreto.
Si tratta quindi di un insieme di interventi che va oltre la semplice agevolazione per l’acquisto della casa: l’obiettivo è creare condizioni più favorevoli per abitare, lavorare e fare impresa in montagna.
Bonus Montagna 2026: quando parte e cosa manca ancora
Nel 2026 il quadro normativo è quindi più definito rispetto al momento dell’approvazione della Legge 131/2025, ma non tutte le misure possono ancora essere considerate completamente operative.
Un passaggio importante è arrivato con il DPCM 11 maggio 2026, n. 121, che ha stabilito i criteri della nuova classificazione dei comuni montani e il relativo elenco.
Resta però fondamentale la distinzione tra l’elenco generale dei comuni montani e quello dei comuni destinatari delle specifiche misure di sostegno. La stessa Legge prevede infatti un secondo DPCM, basato anche su parametri socioeconomici, per individuare i territori ai quali applicare le agevolazioni.
Anche per il tax credit casa dell’articolo 27 è previsto uno specifico decreto ministeriale che deve stabilire le modalità di concessione del beneficio. La Legge 131/2025 ne fissa l’adozione entro 60 giorni dalla propria entrata in vigore, ma il quadro attuativo va verificato alla data di presentazione della domanda o della dichiarazione dei redditi.
La Legge 131/2025 prevede inoltre un successivo riordino delle altre agevolazioni esistenti per i comuni montani, con l’obiettivo di coordinarle con la nuova classificazione.
Se stai pensando di recuperare una casa in montagna, dunque, il 2026 può rappresentare un momento interessante per informarti, ma è ancora più importante distinguere tra agevolazioni previste dalla Legge, misure già operative e incentivi che attendono i relativi Decreti attuativi.
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