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Si è conclusa tra i lunghi applausi e i sorrisi degli oltre mille partecipanti la VI edizione del Festival delle Terre d’Acqua, contenitore culturale promosso dalla Fondazione Re Manfredi che, attraverso la rassegna letteraria Ti Porto un Libro e la XXXIII edizione del Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi, ha animato il Marina del Gargano con incontri, spettacoli, dialoghi e momenti di riflessione capaci di coinvolgere pubblico, ospiti e operatori culturali provenienti da tutta la regione.
Una settimana che ha confermato la crescita di un progetto culturale capace di coniugare contenuti, spettacolo e partecipazione, trasformando l’Anfiteatro di Marina del Gargano e Piazza Falcone e Borsellino in luoghi di incontro tra istituzioni, cultura, impresa, giornalismo, arte e comunità.
All’indomani dell’evento, il Presidente Michele De Meo ha raccolto numerosi messaggi di affetto, stima e incoraggiamento da parte del pubblico, degli ospiti e degli operatori del territorio, testimonianza concreta di quanto il Festival sia riuscito a generare coinvolgimento, senso di appartenenza e una rinnovata fiducia nelle potenzialità culturali della città.
«La XXXIII edizione del Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi non è stata soltanto un evento – ha dichiarato De Meo – ma la dimostrazione che anche il nostro territorio può esprimere qualità, eleganza, contenuti e una visione capace di guardare lontano. Abbiamo scelto di raccontare donne e uomini che, con il loro talento, la loro competenza e la loro umiltà, rappresentano il volto migliore dell’Italia. Lo abbiamo fatto con la convinzione che la cultura non sia un momento celebrativo, ma uno strumento per ispirare, creare appartenenza e alimentare speranza».
Nei cinque appuntamenti di Ti Porto un Libro, il Festival ha accolto autori, giornalisti e protagonisti del dibattito pubblico contemporaneo, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del territorio. Gli incontri con Alessandro Di Battista, Floridiana Ventrella, Flavio Albano, Alessandro Maurizi, Paolo Di Giannantonio e Gennaro Sangiuliano hanno trasformato l’Anfiteatro del Marina del Gargano in uno spazio di confronto aperto su attualità, geopolitica, Mezzogiorno, giornalismo, identità e nuove prospettive per le giovani generazioni.
Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata la dimensione artistica della serata conclusiva – quella del noto Premio Re Manfredi – che ha alternato momenti di riflessione, intrattenimento e spettacolo, a partire dalla suggestiva performance aerea di ResExtensa, la compagnia fondata e diretta da Elisa Barucchieri, che ha trasformato il porto turistico in un grande palcoscenico sospeso tra danza, luce e architettura.
L’entusiasmo del pubblico ha accompagnato anche l’intervento di Pinuccio, che con il suo stile inconfondibile ha proposto un’esibizione diversa dal solito, brillante, ironica e fortemente legata al tema dell’edizione 2026, “L’Economia della Bellezza”, interpretato a modo suo, con quella satira intelligente e coinvolgente che da sempre contraddistingue il suo linguaggio artistico.
Applausi e sorrisi anche per Uccio De Santis, protagonista di un momento di comicità autenticamente popolare, capace di valorizzare il linguaggio, le tradizioni e l’immaginario del Mezzogiorno attraverso uno stile che continua a unire generazioni diverse.
A rendere ancora più suggestiva la serata è stata inoltre la presenza dell’Orchestra ICO Suoni del Sud, diretta dal Maestro Gianni Cuciniello, che ha regalato al pubblico un emozionante tributo a “Il Padrino” di Nino Rota, contribuendo a impreziosire ulteriormente il valore culturale dell’evento. Menzione speciale anche per l’inconfondibile voce del talento foggiano Antonino, che con una sola interpretazione ha saputo emozionare il pubblico, confermando ancora una volta una sensibilità artistica e interpretativa rara.
Fondamentale anche il contributo dei conduttori Antonio Stornaiolo e Carla De Girolamo, che hanno accompagnato il pubblico con professionalità, sensibilità e grande capacità narrativa, così come prezioso è stato il lavoro del Comitato Scientifico, coordinato dal professor Andrea Prencipe insieme a Rocky Malatesta, Nicola Tattoli e Giuseppe D’Urso.
Un ringraziamento particolare va inoltre all’avvocato Micky De Finis, anima e conduttore della rassegna letteraria Ti Porto un Libro, che anche in questa sesta edizione ha saputo trasformare l’Anfiteatro del Marina del Gargano in uno spazio di dialogo e confronto tra autori, giornalisti, istituzioni e pubblico. Una manifestazione ormai consolidata nel panorama culturale cittadino, capace di coniugare approfondimento, partecipazione e qualità dei contenuti, contribuendo in maniera significativa alla crescita del Festival delle Terre d’Acqua.
Un sentito ringraziamento è rivolto al Gruppo Gelsomino, che continua a sostenere con convinzione il percorso della Fondazione Re Manfredi, condividendone valori, visione e prospettive di crescita. Grazie al sostegno del Gruppo e all’ospitalità del Marina del Gargano, negli anni è stato possibile immaginare un percorso capace di andare oltre il Premio stesso, contribuendo a consolidare la Fondazione come un vero presidio culturale del territorio e promotrice di iniziative dedicate alla valorizzazione delle sue eccellenze.
Da questa visione sono nate esperienze come Puglia Vibes, dedicata al turismo, all’accoglienza e al destination management, Manfredonia Experience, progetto orientato al racconto contemporaneo del territorio attraverso i media nazionali, e oggi il Festival delle Terre d’Acqua, sintesi di un percorso che mette in relazione cultura, turismo, impresa e comunità.
«Questo affetto – ha concluso De Meo – non rappresenta un punto di arrivo, ma una responsabilità ancora più grande. Continueremo a lavorare con umiltà, determinazione e amore per la nostra terra, perché crediamo che valorizzare il merito, la cultura e l’identità sia il modo più autentico per costruire il futuro».
Il Festival delle Terre d’Acqua lascia così in eredità non soltanto una settimana di successo, ma una conferma importante: investire nella cultura, valorizzare le eccellenze e costruire occasioni di incontro tra persone, competenze ed esperienze rappresenta ancora oggi uno dei modi più autentici per immaginare e costruire il futuro di un territorio.
Un percorso che, anno dopo anno, continua a trasformare la Fondazione Re Manfredi in un laboratorio permanente di idee, relazioni e progettualità condivise.
Ufficio stampa
Fondazione Re Manfredi
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Alessandro Leone
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