Boccia invoca la polizia americana, il sindaco di Bologna convoca la piazza: per i progressisti l’occasione di denigrare le forze dell’ordine
La morte di Fakir Aberrahim, l’uomo marocchino deceduto ieri a Bologna durante un fermo di polizia, ha già fatto scatenare la messe di dichiarazioni della sinistra e i processi sommari di chi si sente in dovere di giudicare prima di conoscere la verità e per mera speculazione politica. Per Pd, Avs e M5S i due agenti e i quattro operatori sanitari indagati dalla Procura, sono già colpevoli. E l’Italia è il Paese del Far west, tra il caso Roggero, la richiesta di grazia al gioiellere e il tragico evento nella città felsinea. Su cui si indaga, e siamo appena all’inizio.
Il punto fermo, il decreto sicurezza e la collaborazione della Polizia
La Procura di Bologna ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. Per i due agenti è scattato lo scudo previsto dal decreto sicurezza che, a differenza di quanto sostengono gli esponenti della sinistra, non significa affatto impunità. Significa non rendere automatico che gli agenti, le forze dell’ordine, vengano subito sottoposti a procedimento quando accadono fatti tragici nell’ambito di un lavoro che è pieno di rischi.
La Polizia, prima ancora che lo chiedessero i magistrati, aveva offerto da subito le immagini delle webcam in dotazione agli agenti durante il fermo. Dimostrando trasparenza. E facendo notare che i primi ad avere interesse ad fare chiarezza sulle modalità della morte di Fakir sono le forze dell’ordine. Sia chiaro che a differenza di quanto dice l’opposizione, lo scudo penale, che si applica in questo caso, non significa impunità ma garanzia di sostegno alle forze dell’ordine ogni qual volta nel loro servizio accadono fatti del genere. Dopo anni in cui sono stati costretti ad affrontare processi o indagini per avere compiuto semplicemente il loro dovere.
Il falso modello Ice e la poca simpatia per le forze dell’ordine
Il capogruppo al Senato del Pd, Francesco Boccia, ma anche Debora Serracchiani e tanti altri, hanno tirato in ballo, per la vicenda di Bologna, il “modello Ice”, cioè la polizia speciale americana. Che, bisognerebbe ricordarlo bene a questi signori, è entrata nell’occhio del ciclone anche quando c’erano i democratici al governo con il famoso caso Floyd. Ma la strategia è subliminale ed è legata alla vicenda Roggero.
L’Italia che “esiste” solo nei pensieri della sinistra
La difesa di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 15 anni per avere ucciso due rapinatori, ad opera del centrodestra si lega, per la narrazione di sinistra, a quanto accaduto a Bologna. “E’ un Paese poco democratico, che uccide gli immigrati e difende gli assassini”, è il mantra che giunge da tutti i settori del centrosinistra. Una pura fantasia che offende in realtà gli italiani.
Il capopopolo Lepore e le pipe gratis per il crack
Poi c’è il sindaco. Matteo Lepore, primo cittadino demagogo di Bologna, all’accertamento della verità ha preferito la mobilitazione prematura. Ed ecco subito convocare una manifestazione di piazza. Un fatto gravissimo, perché proviene dalla massima carica istituzionale della città. Perché condanna a priori e criminalizza le forze di polizia, anticipa i giudizi, rischia di far passare un messaggio distorto ai cittadini.
La giusta risposta di Bignami nell’intervista al Secolo
Un concetto ben sintetizzato in un’intervista al Secolo da Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera. Ciò che dice racchiude il pensiero comune: “Penso che la verità la vogliamo tutti. Sulla richiesta di giustizia bisogna essere chiari. Qualcuno vuol dire che è stata commessa una ingiustizia? E da chi? Dalle Forze dell’Ordine? Perché mi sembra che la sinistra voglia arrivare a dire questo ancor prima che venga accertato quanto avvenuto. Ieri ho sentito il Questore e gli ho chiesto una valutazione, per quanto possibile farlo, sull’intervento. L’ho chiesto anche a persone che sono sicuramente più preparate di me e mi hanno detto che da quanto si vede non si rilevano condotte improprie degli agenti. Nessuno voleva che una persona morisse, ma mi sembra che qualcuno voglia mettere sotto accusa le Forze dell’Ordine a prescindere. E questo non è accettabile”.
Il disprezzo per le divise
Marco Lisei, senatore di FdI, ha colto bene il senso di questa ondata travolgente di accuse che arrivano da sinistra: “A differenza di Lepore e De Pascale, oggi soccorsi dall’immancabile Boccia che richiama addirittura l’Ice, noi siamo certi che verrà fatta piena chiarezza. La loro richiesta trasuda odio e disprezzo per le divise, cosa grave per chi rappresenta le istituzioni. Ancor più grave il richiamo alla piazza fatto da Lepore. Siamo abituati a questa sinistra priva di qualsiasi senso istituzionale e sempre schierata contro le divise, ma ormai non hanno più limiti alla vergogna”. Anche lui, ineccepibile.
Il pianto ipocrita per i morti
Quando un poliziotto, un carabiniere, un rappresentante delle forze dell’ordine muore in servizio, quando si ricordano i martiri del terrorismo e della mafia, la sinistra piange. Ma al primo sussulto di un possibile abuso si lancia in una campagna a tamburo battente contro lo “Stato di polizia”. Sono le scorie di una cultura passata che non hanno nulla a che fare con la democrazia. Tutti, ma proprio tutti, condannerebbero gli agenti indagati se si provasse che la loro azione è stata dolosa e al di fuori dei doveri di servizio. Ma in questo caso il garantismo non vale. Sono già colpevoli.
Il vero problema? Governa la destra
Il vero problema è che l’Italia è governata dal centrodestra e da Giorgia Meloni. Bisogna costruire i castelli di sabbia com’è accaduto nel caso Ranucci, quando Elly Schlein andò a dire in Europa che, nel suo Paese, i giornalisti saltavano in aria. Creare una catena ideale, il sillogismo, le insalate fra “trumpismo”, Ice, Meloni, xenofobia e tutto il male possibile. Un male che non esiste ma che fa male: all’Italia e alla verità.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Mario Campanella
Source link
