“Siamo in dirittura d’arrivo sulla legge di bilancio” con “l’obiettivo di fare quadrare i conti e mantenere gli impegni presi”, afferma la premier che spiega i capitoli della manovra: “i salari, la difesa del potere d’acquisto, attenzione al ceto medio e alle imprese che investono e assumono, l’attenzione che va dedicata al tema del costo dell’energia, la sanità, la famiglia, i giovani saranno un focus della legge di bilancio”
Taglio dell’IRPEF per il ceto medio ancora in bilico. Il governo punta su agevolazioni fiscali per i giovani, sostegno alle famiglie e incentivi al lavoro. Ma diverse misure devono ancora essere definite.
| Meloni e Giorgetti |
In sintesi: i 7 punti da conoscere
- Giovani lavoratori: allo studio una mini-IRPEF per gli under 30 con redditi bassi e una flat tax al 5% per i neoassunti under 35.
- Ceto medio: resta incerto il taglio dell’IRPEF per i redditi superiori a 50.000 euro. Mancano le coperture necessarie.
- Pensioni anticipate: previsto un fondo da circa un miliardo di euro per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro. Le modalità potrebbero essere definite successivamente.
- Partite IVA: si punta ad ampliare il regime forfettario, portando la soglia dei ricavi da 85.000 a 100.000 euro.
- Tredicesime: si valuta una riduzione delle imposte per i lavoratori con redditi più bassi.
- Famiglie numerose: possibile estensione dell’esenzione dal bollo auto ad alcuni veicoli destinati ai nuclei con almeno quattro figli.
- Dimensioni della manovra: il provvedimento parte da circa 23,5 miliardi di euro, ma le risorse disponibili per le singole misure restano limitate.
Manovra 2027, il governo cerca l’intesa sulle tasse
La legge di Bilancio per il 2027 entra nella fase decisiva. Il governo guidato da Giorgia Meloni punta a conciliare gli interventi promessi a lavoratori, famiglie e imprese con l’obiettivo di mantenere sotto controllo i conti pubblici.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lavora agli ultimi dettagli di una manovra che vale, nelle stime iniziali, circa 23,5 miliardi di euro. Il testo è atteso al Consiglio dei ministri del 28 ottobre, dopo il confronto con la maggioranza e la definizione degli accordi con la Commissione europea.
La linea indicata dalla presidente del Consiglio è quella di sostenere salari, potere d’acquisto, imprese che investono e assumono, sanità, famiglie e giovani. Non tutte le richieste dei partiti, però, potranno essere accolte: il problema principale è individuare le risorse necessarie per finanziare gli interventi.
1. Giovani, meno tasse per chi lavora
Una parte importante della manovra riguarda i giovani lavoratori. L’obiettivo è aumentare il reddito disponibile, rendere più conveniente l’occupazione regolare e migliorare l’attrattività del mercato del lavoro italiano.
Tra le misure in discussione figurano due strumenti distinti.
La mini-IRPEF per gli under 30 dovrebbe alleggerire il prelievo fiscale sui giovani con redditi più bassi. La flat tax al 5% sarebbe invece destinata, secondo le anticipazioni circolate, ai neoassunti under 35.
Le due misure non vanno confuse: la prima riguarderebbe una fascia di lavoratori individuata in base all’età e al reddito; la seconda sarebbe collegata alle nuove assunzioni e ai requisiti che verranno stabiliti dalla norma.
È stata inoltre ipotizzata un’estensione della cosiddetta no tax area per gli under 25, cioè una soglia di reddito entro la quale non si paga l’IRPEF. Le condizioni definitive, gli eventuali limiti economici e le modalità di applicazione dovranno essere verificati nel testo ufficiale.
Sul fronte delle imprese, sono previste maggiori deduzioni fiscali per chi assume, con percentuali più elevate per le assunzioni di giovani e donne con figli. Anche in questo caso sarà necessario controllare requisiti e decorrenze nella versione definitiva della legge.
2. Taglio dell’IRPEF al ceto medio: la misura più incerta
È uno dei punti politicamente più delicati. Forza Italia insiste sulla riduzione delle imposte per i contribuenti con redditi medio-alti, una priorità condivisa anche dalla presidente del Consiglio.
L’ipotesi discussa prevede di estendere l’aliquota IRPEF del 33% oltre la fascia attualmente interessata dalla riduzione, intervenendo sui redditi superiori a 50.000 euro e valutando un possibile ampliamento fino a 55.000 euro.
Il problema è finanziario: servono risorse aggiuntive e, al momento delle anticipazioni del 27 ottobre, la misura risultava ancora incerta.
Che cosa significa per i contribuenti? Non è ancora possibile affermare che chi guadagna più di 50.000 euro pagherà meno tasse nel 2027. Per capire se il beneficio arriverà, a chi sarà destinato e quanto varrà occorre attendere il testo definitivo.
3. Pensioni anticipate: un fondo da un miliardo
La manovra dovrebbe stanziare circa un miliardo di euro per favorire una maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro.
La cifra, tuttavia, non equivale all’introduzione automatica di una nuova forma di pensionamento anticipato. Il fondo dovrebbe finanziare interventi da definire successivamente, anche attraverso un provvedimento previsto nei mesi successivi.
Tra le ipotesi discusse c’è la possibilità di consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni attraverso il ricalcolo contributivo, ma non è confermato che questa soluzione sarà adottata. Il costo stimato per una misura di questo tipo sarebbe superiore alle risorse finora individuate.
Per i lavoratori prossimi alla pensione, quindi, la novità da seguire è soprattutto lo stanziamento del fondo. Età minima, contributi richiesti, eventuali penalizzazioni e platea dei beneficiari dipenderanno dalle regole che saranno effettivamente approvate.
4. Partite IVA: possibile soglia a 100.000 euro
Tra gli interventi fiscali attesi c’è anche l’ampliamento del regime forfettario per i lavoratori autonomi.
La soglia dei ricavi o compensi potrebbe salire dagli attuali 85.000 a 100.000 euro. Il regime prevede, per chi possiede i requisiti, un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività nei casi e per il periodo previsti dalla legge.
L’eventuale aumento della soglia permetterebbe a un maggior numero di professionisti e piccoli imprenditori di rimanere nel regime agevolato, evitando il passaggio al sistema ordinario per il solo superamento del limite attuale.
Attenzione, però: l’estensione a 100.000 euro deve essere verificata nel testo approvato. La soglia non va considerata già modificata sulla base delle sole anticipazioni.
5. Tredicesime: possibile riduzione delle imposte per i redditi bassi
Il governo valuta anche un intervento sulla tassazione della tredicesima mensilità, concentrato sui lavoratori con redditi più contenuti.
L’obiettivo sarebbe aumentare il netto ricevuto a fine anno, lasciando una quota maggiore della mensilità aggiuntiva nelle tasche dei dipendenti.
Le ipotesi circolate prevedono un’imposizione agevolata, ma restano da chiarire il limite di reddito, l’aliquota applicabile e le categorie interessate. Non si può quindi parlare di una detassazione generalizzata della tredicesima: l’eventuale beneficio sarebbe selettivo.
6. Famiglie numerose: possibile esenzione dal bollo auto
Tra gli interventi al vaglio figura l’estensione dell’esenzione dal bollo auto per le famiglie con almeno quattro figli.
La misura riguarderebbe determinati veicoli familiari da sei a nove posti, entro il limite di potenza indicato nelle anticipazioni, pari a 133 kW.
Si tratterebbe di un’agevolazione mirata ai nuclei numerosi, non di un’esenzione valida per tutte le famiglie o per qualsiasi automobile. Requisiti e durata dovranno essere confermati dalla disposizione definitiva.
7. Banche, energia e conti pubblici: da dove arrivano le risorse
Per finanziare la manovra, il governo lavora anche a un contributo del settore finanziario, indicato nelle ricostruzioni giornalistiche in circa cinque miliardi di euro. Il confronto con gli istituti di credito resta delicato: tra i temi discussi ci sono l’entità del contributo, la platea coinvolta e il trattamento delle banche di dimensioni più ridotte.
Un altro passaggio riguarda l’accordo con l’Unione europea sulla flessibilità connessa alle spese per energia e difesa. Questa flessibilità contribuisce a definire il quadro finanziario, ma non significa che tutte le risorse possano essere liberamente utilizzate per qualsiasi nuova agevolazione fiscale.
Il vincolo resta quello di finanziare ogni intervento in modo compatibile con gli obiettivi di bilancio.
Che cosa succede adesso
Il passaggio in Consiglio dei ministri rappresenta una tappa importante, ma non conclude l’iter della legge di Bilancio. Dopo la presentazione del testo, inizierà l’esame parlamentare, durante il quale potranno essere proposte modifiche e valutate nuove coperture finanziarie.
Per cittadini, lavoratori autonomi e imprese, la distinzione decisiva è tra le misure annunciate e quelle effettivamente approvate. Per conoscere i benefici reali occorrerà leggere il testo definitivo e verificare i requisiti previsti per ciascuna agevolazione.
La manovra punta dunque a concentrare gli interventi sui giovani, sulle famiglie e su alcune categorie di lavoratori. Resta aperta la partita del taglio dell’IRPEF per il ceto medio, mentre per le pensioni anticipate è previsto uno stanziamento che dovrà ancora tradursi in regole operative.
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