#Finsubito news – in Svizzera una persona su sei spende troppo


E tu, in quale fascia sei?

Vivere in Svizzera sta diventando più costoso. Da un’analisi emerge che il 36% delle famiglie con un reddito di 4’000 franchi spende troppo per l’alloggio.

KEYSTONE

Spendere 2’000 franchi al mese per l’abitazione non è più un’eccezione per molte economie domestiche. Ma questa cifra può rappresentare oltre la metà del reddito lordo. In Svizzera una persona su sei destina alla casa più di quanto raccomandato.

Samuel Walder

Samuel Walder

Oggi alle 18:15

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il 16% degli adulti in Svizzera spende più di un terzo del proprio reddito lordo per l’abitazione.
  • Tra le economie domestiche con un reddito fino a 4’000 franchi, la quota sale al 36%.
  • A essere particolarmente sotto pressione sono gli inquilini: il 22% supera la soglia di un terzo del reddito e il 30% paga più di 2’000 franchi al mese.
  • Tra i proprietari immobiliari queste percentuali sono nettamente inferiori.
  • Comparis avverte: costi abitativi elevati lasciano poco margine per far fronte agli imprevisti, alle spese sanitarie o per risparmiare in vista della pensione.
Riepilogo creato conmyAi

Per molte economie domestiche svizzere, le spese per l’abitazione stanno diventando un peso sempre più difficile da sostenere. Numerose amministrazioni immobiliari applicano una regola di massima: i costi abitativi lordi non dovrebbero superare un terzo del reddito lordo.

Eppure, secondo un sondaggio rappresentativo condotto da Comparis, il più grande portale immobiliare svizzero, il 16% della popolazione adulta supera ormai questa soglia.

La situazione è particolarmente critica per chi dispone di un reddito modesto. Tra le economie domestiche con un reddito lordo fino a 4’000 franchi, il 36% spende più di un terzo per l’abitazione. La percentuale scende invece al 6% tra quelle che guadagnano oltre 8’000 franchi.

Considerando gli inquilini nel loro complesso, il 22% supera la soglia raccomandata.

L’esperto immobiliare di Comparis Harry Büsser mette in guardia: «La regola di un terzo non è una legge di natura, ma rappresenta un importante campanello d’allarme. Chi supera stabilmente questa soglia deve risparmiare su altre voci importanti del bilancio familiare, eventualmente persino sulle spese sanitarie o sulla previdenza. Inoltre, rischia di trovarsi in difficoltà di fronte a spese impreviste».

Chi fa i conti troppo al limite rischia di trovarsi senza margine

Nemmeno i proprietari immobiliari sono al riparo da queste difficoltà. Il 7% di loro destina infatti più di un terzo del proprio reddito all’abitazione.

Un dato significativo, considerando che prima di concedere un’ipoteca le banche verificano la sostenibilità finanziaria dell’operazione, calcolandola generalmente sulla base di un tasso d’interesse teorico del 5%.

In realtà, secondo Comparis, le ipoteche a tasso fisso della durata di dieci anni sono attualmente disponibili a partire da circa l’1,6%.

«Quel 7% non significa automaticamente che siano stati fatti calcoli sbagliati al momento dell’acquisto», precisa Büsser.

«Il calcolo della sostenibilità finanziaria fotografa sempre la situazione in un determinato momento. Se successivamente viene meno una fonte di reddito, una coppia si separa, qualcuno riduce il proprio grado d’occupazione o va in pensione, un finanziamento inizialmente sostenibile può improvvisamente diventare problematico».

Per Büsser, questo è anche un motivo per non allentare troppo frettolosamente i criteri di sostenibilità applicati dalle banche.

«A prima vista, il tasso del 5% può sembrare elevato, considerando che oggi le ipoteche decennali sono disponibili a partire da circa l’1,6%. Ma non serve soltanto a proteggersi da un eventuale aumento dei tassi d’interesse: offre anche una garanzia contro i cambiamenti delle circostanze personali».

«Chi al momento dell’acquisto fa i conti troppo al limite rischia di ritrovarsi con poco margine di manovra se il reddito, le spese di manutenzione o i costi di finanziamento si discostano da quanto previsto».

Un adulto su quattro spende oltre 2’000 franchi al mese

Secondo il sondaggio, un quarto degli adulti in Svizzera spende più di 2’000 franchi al mese per l’abitazione. Tra gli inquilini, la percentuale sale addirittura al 30%.

Il peso di queste spese emerge soprattutto tra chi ha redditi più bassi: quasi il 10% delle persone con un reddito lordo inferiore a 4’000 franchi destina più di 2’000 franchi alla propria abitazione, ossia oltre la metà di quanto guadagna.

Per fare un confronto, il salario mediano in Svizzera ammonta attualmente a 7’024 franchi. Applicando la regola di un terzo, con questo reddito le spese per l’abitazione non dovrebbero superare i 2’341 franchi mensili.

«Spendere 2’000 franchi per la casa non ha lo stesso peso per tutti. Chi ha un reddito elevato può permetterselo. Per chi guadagna poco o ha un reddito medio, invece, la stessa cifra può significare arrivare a fine mese praticamente senza riserve», osserva Büsser.

A essere particolarmente sotto pressione sono gli inquilini: mentre il 30% di loro paga più di 2’000 franchi al mese, tra i proprietari immobiliari questa quota si ferma al 17%.

Essere proprietari conviene davvero?

Sul fronte delle spese abitative correnti, i proprietari si trovano spesso in una situazione più favorevole: il 50% paga meno di 1’500 franchi al mese, contro il 36% degli inquilini. Il 27% dei proprietari spende addirittura meno di 1’000 franchi, una soglia sotto la quale rientra soltanto l’11% degli inquilini.

Büsser mette però in guardia dai confronti troppo semplicistici: «Se si considerano le spese abitative mensili, essere proprietari risulta spesso più conveniente che vivere in affitto. Ma si dimentica frequentemente che una parte considerevole del capitale proprio rimane immobilizzata nella casa o nell’appartamento».

A questo si aggiungono i costi di manutenzione, le ristrutturazioni e le riparazioni più importanti.

La conclusione dell’esperto è chiara: «La proprietà immobiliare può essere interessante sul lungo periodo, ma non è automaticamente più conveniente».


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