C’è un confine tra informazione e propaganda che i sindaci non dovrebbero oltrepassare con gli strumenti di comunicazione istituzionale. «Galimberti l’ha oltrepassato». Ne è convinto Stefano Clerici, segretario cittadino di Lombardia Ideale, che ha preso una dura, durissima posizione contro il primo cittadino di Varese, Davide Galimberti, che guida la maggioranza di centrosinistra.
«Quella che il Comune di Varese sta mettendo in campo non è più semplice comunicazione istituzionale: è una campagna di promozione politica del sindaco e della sua giunta, realizzata attraverso i canali dell’amministrazione e con risorse pubbliche. Una scelta profondamente scorretta, che merita di essere denunciata con forza» , spiega Clerici commentando le notizia pubblicata oggi, giovedì 22 ottobre dalla Prealpina, relativa sul piano di comunicazione affidato dal Comune di Varese a una società esterna per raccontare i cantieri e gli interventi finanziati dal Pnrr.
«Abbiamo letto di un piano articolato, con video, campagne social, visite guidate e una precisa strategia narrativa che mette al centro il sindaco Galimberti e i suoi assessori. Non semplici informazioni sui lavori pubblici, ma veri e propri racconti costruiti intorno ai protagonisti politici dell’amministrazione. Il tutto mentre ci avviciniamo alle elezioni comunali. È evidente che siamo davanti a un’operazione che solleva interrogativi molto seri sull’utilizzo delle risorse dei contribuenti» aggiunge Clerici.
«Il confine tra informazione e propaganda si fa sempre più sottile»
«Nessuno – aggiunge il segretario varesino di Lombardia Ideale – mette in discussione il diritto, e anzi il dovere, del Comune di informare i cittadini sulle opere pubbliche, soprattutto quando vengono utilizzati finanziamenti europei. Ma esiste una differenza sostanziale tra spiegare ai varesini come vengono investiti i loro soldi e trasformare sindaco e assessori nei testimonial di una campagna di comunicazione»-
«Il confine tra comunicazione istituzionale e propaganda politica è già di per sé sottile. Ma più ci si avvicina al voto – sottolinea l’esponente di centrodestra -, più quel confine diventa delicato e impone prudenza, sobrietà e rispetto delle istituzioni. A pochi mesi dalle elezioni amministrative, Galimberti dovrebbe essere il primo a evitare qualsiasi sovrapposizione tra il ruolo di sindaco e quello di esponente politico interessato alla competizione elettorale. Invece assistiamo a una moltiplicazione di video, apparizioni e iniziative che hanno tutto il sapore di una campagna elettorale permanente».
«Il sindaco può naturalmente fare tutta la propaganda che desidera, ma – osserva Clerici – deve farla con gli strumenti e le risorse della propria parte politica, non utilizzando il Comune come una macchina promozionale personale».
«Il Pd non può fare pubblicità a se stesso con i soldi dei varesini»
Il segretario cittadino di Lombardia Ideale chiama quindi in causa il Pd: «È inaccettabile che un’amministrazione a guida Pd utilizzi denaro pubblico per una comunicazione che, per impostazione, protagonisti e tempistiche, appare funzionale anche alla valorizzazione elettorale della maggioranza uscente. I soldi dei cittadini devono servire ai cittadini, non a costruire la pubblicità del sindaco e degli assessori».
«C’è un elemento particolarmente significativo: secondo quanto riportato dalla stampa, soltanto il 28% dei varesini conosce il collegamento tra le opere realizzate e i finanziamenti del Pnrr. La risposta dell’Amministrazione è stata quella di affidare a un’agenzia esterna un piano di comunicazione. Ma se l’obiettivo è spiegare l’origine dei finanziamenti, perché mettere sistematicamente davanti alla telecamera il sindaco e gli assessori? Perché non privilegiare informazioni tecniche, dati, costi e tempi di realizzazione? La sensazione è che si voglia trasformare ogni cantiere in un’occasione di visibilità politica. Un’operazione che consideriamo vergognosa, soprattutto perché realizzata con risorse che appartengono alla collettività».
«Il consigliere Formato presenterà un’interrogazione: vogliamo sapere dove è finito ogni euro speso»
«Attraverso il consigliere comunale Franco Formato – annuncia il responsabile di Lombardia Ideale – presenteremo un’interrogazione per conoscere nel dettaglio quanto il Comune stia spendendo per questa operazione. Vogliamo sapere quale società abbia ricevuto l’incarico, con quale procedura sia stata selezionata, quale sia l’importo complessivo dell’affidamento, quali prestazioni siano previste e quanto venga destinato alla produzione dei video, alla gestione dei social, alle campagne sponsorizzate e alle altre attività promozionali. Chiederemo inoltre di conoscere i criteri con cui sono stati definiti i contenuti e selezionati i protagonisti dei filmati, oltre alle modalità di supervisione e approvazione da parte dell’amministrazione. I cittadini hanno diritto di sapere quanto costa questa comunicazione e, soprattutto, se ogni euro speso risponda realmente a una finalità istituzionale. Non accetteremo – avverte Clerici – che la trasparenza venga invocata soltanto quando fa comodo alla maggioranza».
«Pronti a un esposto alla Corte dei conti e al Prefetto»
Clerici non si limita all’invettiva: «Non intendiamo fermarci alla denuncia politica. Una volta acquisita la documentazione, siamo pronti a presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti, affinché venga valutata l’eventuale sussistenza di profili di danno erariale nell’impiego di risorse pubbliche per iniziative che potrebbero avere una finalità prevalentemente promozionale».
«Porteremo inoltre la vicenda all’attenzione del Prefetto di Varese, chiedendo che vengano valutati, per quanto di competenza, i profili relativi alla corretta distinzione tra comunicazione istituzionale e attività politica, anche in vista dell’approssimarsi della competizione elettorale», anticipa il segretario.
«Galimberti ricordi che il Comune appartiene a tutti, non al Pd»
«Davide Galimberti – argomenta Stefano Clerici – dovrebbe ricordare che il Comune di Varese non è la sede del Partito Democratico, che i dipendenti comunali non sono uno staff elettorale e che le risorse pubbliche non sono nella disponibilità politica della maggioranza».
“Davide Galimberti – argomenta Stefano Clerici – dovrebbe ricordare che il Comune di Varese non è la sede del Partito Democratico, che i dipendenti comunali non sono uno staff elettorale e che le risorse pubbliche non sono nella disponibilità politica della maggioranza».
«La sinistra che occupa Palazzo Estense da dieci anni ha il diritto di cercare un’immeritata riconferma da parte degli elettori. Non ha però il diritto di far pagare ai varesini il conto della propria campagna elettorale. È una questione di correttezza, di rispetto delle istituzioni e, prima ancora, di rispetto dei cittadini», conclude il segretario cittadino di Lombardia Ideale.
«La sinistra che occupa Palazzo Estense da dieci anni ha il diritto di cercare un’immeritata riconferma da parte degli elettori. Non ha però il diritto di far pagare ai varesini il conto della propria campagna elettorale. È una questione di correttezza, di rispetto delle istituzioni e, prima ancora, di rispetto dei cittadini», conclude il segretario cittadino di Lombardia Ideale.
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