#Finsubito news – allarme CGIL su lavoro e sportelli




L’ipotesi di incorporazione di BdM Banca in Credem suscita forti preoccupazioni in Abruzzo e Molise. La CGIL di Teramo e la FISAC CGIL Abruzzo Molise lanciano un allarme sulle possibili conseguenze dell’operazione, individuando tre questioni fondamentali: la salvaguardia dell’occupazione, il mantenimento degli sportelli bancari e il sostegno al tessuto economico locale.

Un’operazione che rischia di aggravare una situazione già fortemente compromessa dalla progressiva desertificazione bancaria, con conseguenze per lavoratrici, lavoratori, cittadini e imprese.

BdM Banca-Credem: a rischio occupazione e professionalità

In Abruzzo, BdM Banca dispone di 61 sportelli e circa 300 dipendenti, ai quali si aggiungono circa 160 lavoratrici e lavoratori impiegati nei back office di Teramo e Pescara. In Molise, i tre sportelli di Campobasso occupano complessivamente una decina di persone.

Secondo la CGIL, le operazioni di incorporazione bancaria comportano frequentemente processi di razionalizzazione degli organici. Anche quando le uscite vengono gestite attraverso il Fondo di solidarietà del settore bancario, evitando licenziamenti, il risultato può tradursi in una riduzione dell’occupazione nei territori interessati.

Particolare preoccupazione riguarda inoltre i possibili fenomeni di mobilità territoriale e demansionamento, che potrebbero incidere negativamente sulle condizioni di lavoro e sulle professionalità presenti.

Desertificazione bancaria: in Abruzzo 187 comuni senza sportelli

Il quadro territoriale evidenzia una situazione particolarmente critica.

Negli ultimi dieci anni l’Abruzzo ha perso 229 sportelli bancari, pari al 37% della rete. Attualmente sono 187 i comuni privi di una banca, corrispondenti al 61,3% del totale.

In questo contesto, BdM Banca rappresenta ancora un presidio fondamentale: in 17 comuni abruzzesi è l’unico istituto bancario presente.

Le province dell’Aquila e di Chieti hanno già subito le conseguenze della scomparsa di importanti realtà bancarie territoriali, come Carispaq, Carichieti e BLS. In queste aree, i comuni che dispongono di almeno uno sportello non raggiungono un terzo del totale.

Nelle province di Teramo e Pescara, invece, nonostante le numerose chiusure, la presenza della Popolare di Bari prima e di BdM Banca successivamente ha contribuito a mantenere una rete di servizi bancari sul territorio.

Il timore del sindacato è che l’incorporazione in un grande gruppo nazionale possa determinare ulteriori chiusure, riproducendo le dinamiche già osservate nelle altre province abruzzesi.

Molise: l’83,8% dei comuni è senza banca

La situazione risulta ancora più grave in Molise, dove la rete degli sportelli bancari ha registrato una contrazione del 43,1%.

Sono 114 i comuni senza una filiale bancaria, pari all’83,8% del totale regionale.

Emblematico il caso della provincia di Isernia, dove rimangono appena 16 sportelli distribuiti in 5 comuni su 52.

Anche a Campomarino, dove BdM rappresenta l’unico presidio bancario, un’eventuale chiusura avrebbe conseguenze dirette sull’accessibilità ai servizi finanziari.

La riduzione della rete bancaria si accompagna a una significativa contrazione dell’occupazione. In Abruzzo, secondo i dati richiamati dal sindacato, gli addetti del settore sono diminuiti del 39,9% in cinque anni, attestandosi a 2.656 unità, a fronte di una riduzione nazionale del 15,2%.

Credito alle piccole imprese: finanziamenti in forte diminuzione

La progressiva scomparsa delle banche dai territori non rappresenta soltanto un problema occupazionale, ma rischia di compromettere anche le possibilità di sviluppo economico.

Le piccole imprese, che costituiscono la parte prevalente del tessuto produttivo abruzzese, hanno bisogno di interlocutori bancari vicini, capaci di conoscere direttamente le attività e le esigenze del territorio.

Secondo i dati riportati dalla CGIL, a marzo 2025 il credito destinato alle imprese abruzzesi con meno di 20 dipendenti, che rappresentano circa il 98% del totale, risultava diminuito del 5,5% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, i finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni erano aumentati dello 0,4%.

La tendenza di lungo periodo è ancora più preoccupante.

In dieci anni i finanziamenti alle imprese abruzzesi si sono ridotti di circa 2,2 miliardi di euro, pari al 24,3%.

La contrazione ha colpito soprattutto le realtà produttive più piccole:

  • -64,16% per le piccole imprese;
  • -15% per le imprese di maggiori dimensioni.

Una dinamica che evidenzia il progressivo indebolimento del rapporto tra sistema bancario ed economia locale.

Artigianato e piccole imprese: il rischio di un ulteriore impoverimento

La difficoltà di accesso al credito si inserisce in un contesto economico già caratterizzato da una significativa riduzione delle attività artigianali.

Nell’ultimo decennio, l’Abruzzo ha perso il 28,3% delle imprese artigiane, collocandosi al quarto posto tra le regioni italiane per intensità della contrazione. In Molise la riduzione è stata del 25,2%.

Per la CGIL, l’ulteriore allontanamento dei centri decisionali bancari dai territori rischia di aggravare queste difficoltà.

La mancanza di finanziamenti adeguati può infatti compromettere la sopravvivenza delle piccole attività, aumentando il rischio di chiusure e di ricorso a forme illegali di finanziamento.

Il sindacato richiama inoltre la missione originaria di BdM Banca, nata con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico del Mezzogiorno, sottolineando la necessità di preservare questa funzione anche nell’eventuale nuova configurazione societaria.

Da Teramo l’allarme della CGIL e della FISAC CGIL

Le preoccupazioni per il futuro di BdM Banca sono state illustrate nel corso di un’iniziativa pubblica a Teramo da Pancrazio Cordone, segretario generale della CGIL di Teramo, e Luca Copersini, segretario generale della FISAC CGIL Abruzzo Molise.

All’incontro hanno partecipato anche Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, e Giovanni Cavallari, consigliere regionale.

Al centro dell’iniziativa, la necessità di richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze dell’incorporazione di BdM Banca in Credem.

Occupazione, tutela delle professionalità, presenza bancaria nei piccoli comuni e accesso al credito rappresentano questioni strettamente collegate, sulle quali il sindacato chiede particolare attenzione.

Il futuro di BdM Banca non riguarda quindi soltanto gli assetti societari del sistema creditizio, ma anche la capacità di Abruzzo e Molise di conservare servizi essenziali, posti di lavoro e strumenti finanziari indispensabili allo sviluppo delle economie locali.




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