#Finsubito news – Bonus mamme 2026, richieste al via: chi può ricevere 720 €


Una nuova opportunità economica interessa le donne che lavorano e hanno figli a carico. Dal 20 ottobre 2026, infatti, è possibile inoltrare all’INPS la richiesta per ottenere il bonus mamme 2026, un sostegno che può arrivare a 720 euro per chi soddisfa tutte le condizioni previste.

L’iniziativa interessa diverse categorie professionali e introduce un aumento dell’importo rispetto all’anno precedente. Per ricevere il denaro occorre rispettare specifici limiti di reddito, oltre alle condizioni relative alla composizione della famiglia. Le procedure sono già disponibili online, mentre le prime erogazioni sono programmate per la parte conclusiva dell’anno.

Bonus mamme 2026, la procedura per richiedere il contributo

Le indicazioni operative sono state diffuse dall’INPS il 20 ottobre 2026, attraverso una comunicazione che illustra le modalità di accesso al servizio e le informazioni necessarie per completare la richiesta.

Le interessate possono utilizzare direttamente il sito dell’Istituto previdenziale, entrando nella propria area personale mediante un sistema di riconoscimento digitale. Sono accettati SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi ed eIDAS, secondo i rispettivi livelli di autenticazione previsti.

Una volta effettuato l’accesso, bisogna individuare la prestazione dedicata alle madri occupate e compilare i campi richiesti. Tra le informazioni da comunicare figurano quelle anagrafiche, la situazione familiare e gli elementi riguardanti l’attività professionale.

Occorre inoltre fornire le coordinate necessarie per ricevere l’accredito. Prima della trasmissione è opportuno verificare attentamente tutti i dati, così da limitare eventuali richieste di integrazione.

Per chi ha poca familiarità con gli strumenti informatici rimane disponibile l’assistenza degli enti di patronato. In alternativa, è possibile contattare telefonicamente l’Istituto utilizzando il numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164164 da cellulare.

Quali madri possono ottenere il sostegno

La possibilità di ricevere il denaro dipende principalmente da tre elementi: numero dei figli, età del più giovane e reddito prodotto attraverso il lavoro.

Le donne con due figli possono accedere alla misura fino al mese in cui il secondogenito compie 10 anni. Per le famiglie più numerose, con almeno tre figli, la soglia anagrafica viene estesa fino al compimento dei 18 anni del più piccolo.

Sul piano economico è prevista una soglia massima di 40.000 euro annui di reddito da lavoro. Il rispetto di questo parametro è indispensabile per ottenere il riconoscimento delle mensilità spettanti.

La platea comprende numerose situazioni professionali. Possono presentare richiesta le dipendenti pubbliche, le occupate nel settore privato e le donne che esercitano autonomamente una professione, purché risultino iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria.

Rientrano nella misura anche le collaboratrici e le altre figure assicurate presso la Gestione Separata, quando sono presenti le condizioni stabilite dalla normativa.

Esistono tuttavia alcune differenze legate al contratto. Le madri con almeno tre figli, già destinatarie dell’agevolazione contributiva prevista per il lavoro subordinato stabile, non ricevono questo ulteriore pagamento nei mesi interessati dal rapporto a tempo indeterminato.

Per le donne con due figli, invece, la presenza di un’assunzione stabile non impedisce l’accesso alla prestazione. Restano escluse le persone occupate nel lavoro domestico.

Da 40 a 60 euro mensili: come viene stabilita la somma

L’aggiornamento introdotto per il 2026 modifica il valore del beneficio, portandolo da 40 a 60 euro per ogni mensilità riconosciuta.

Il massimo annuale corrisponde quindi a 720 euro, ma questa cifra riguarda esclusivamente chi mantiene tutti i requisiti per dodici mesi.

Per comprendere il funzionamento del calcolo si può considerare una madre che abbia lavorato per otto mesi, rispettando durante questo periodo tutte le condizioni previste. In tale situazione il pagamento ammonterebbe a 480 euro.

Una lavoratrice che possiede i requisiti soltanto per quattro mesi riceverebbe invece 240 euro.

La verifica riguarda i singoli periodi dell’anno e tiene conto delle eventuali variazioni nella posizione professionale o nella situazione familiare.

Un altro aspetto importante interessa il trattamento delle somme riconosciute. Il denaro viene erogato senza trattenute fiscali e previdenziali e rimane escluso dalla determinazione dell’ISEE.

Questo significa che il beneficio può essere ricevuto senza modificare, per effetto del suo importo, l’indicatore economico utilizzato per valutare l’accesso ad altre prestazioni sociali.

Le date da rispettare per presentare la richiesta

Il termine ordinario per trasmettere la documentazione è fissato al 31 dicembre 2026. Le lavoratrici che possiedono già tutte le condizioni necessarie possono quindi completare la procedura durante gli ultimi mesi dell’anno.

È stata prevista una possibilità aggiuntiva per chi acquisisce il diritto nel corso di dicembre. In questi casi la scadenza viene spostata al 31 gennaio 2027.

Dopo la trasmissione, il sistema informatico permette di seguire l’avanzamento della pratica. Attraverso l’area riservata è possibile recuperare la ricevuta, consultare le comunicazioni dell’Istituto e intervenire sulle informazioni relative al pagamento.

Le dichiarazioni vengono sottoposte ai controlli amministrativi necessari per stabilire l’effettiva presenza dei requisiti.

Qualora emergano differenze tra quanto dichiarato e le informazioni disponibili negli archivi previdenziali, l’importo potrà essere rideterminato. È prevista anche la possibilità di richiedere un riesame, allegando gli elementi utili a una nuova valutazione.

Accrediti previsti tra dicembre e gennaio

Per quanto riguarda l’arrivo del denaro, il programma dell’INPS indica dicembre 2026 come periodo principale per la liquidazione delle somme.

A differenza di altre prestazioni familiari, il bonus viene generalmente corrisposto attraverso un unico versamento, nel quale confluiscono tutte le mensilità riconosciute alla beneficiaria.

Le pratiche che richiedono ulteriori verifiche oppure vengono definite successivamente potranno essere liquidate nel gennaio 2027.

La data precisa dell’accredito dipenderà quindi dall’esame della singola posizione e dai tempi necessari per completare l’istruttoria.

L’aumento a 60 euro mensili rende il sostegno più consistente rispetto al 2025. Per una madre che lavora durante tutto l’anno e soddisfa le condizioni richieste, la differenza economica complessiva è di 240 euro.

Le interessate possono consultare il portale ufficiale dell’INPS per conoscere lo stato della propria domanda e verificare l’importo riconosciuto. La presentazione entro i termini previsti rimane il passaggio fondamentale per ottenere il beneficio.


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