Mecka AI, la startup che raccoglie dati sul movimento umano per addestrare i robot umanoidi, ha chiuso un round di finanziamento di Serie B da 60 milioni di dollari guidato da Sequoia Capital. Alla raccolta hanno partecipato Kindred Ventures, Framework Ventures, Neo e quattro nuovi importanti investitori: Nvidia, Samsung, M12 (il fondo di corporate venture capital di Microsoft) e Qualcomm Ventures.
Secondo indiscrezioni, il round di Serie B – arrivato a tre mesi di distanza dal precedente round di Serie A sempre da 60 milioni – porterebbe la valutazione post-money di Mecka a 500 milioni di dollari. La startup prevede di utilizzare i capitali raccolti per potenziare il suo laboratorio di ricerca e continuare a sviluppare la sua missione: dotare i robot di esperienza umana.
In questo articolo:
- Cosa fa Mecka AI e perché Sequoia ha puntato sulla startup
- L’addestramento robotico con dati umani reali
- Chi c’è dietro l’azienda che insegna ai robot a muoversi
- A cosa serviranno i 60 milioni di dollari raccolti
- Un integratore di robotica moderno
Cosa fa Mecka AI e perché Sequoia ha puntato sulla startup
Mecka si presenta come un’azienda di data and development layer per la Physical AI, l’intelligenza artificiale che agisce nel mondo fisico, consentendo alle macchine di percepire, comprendere e interagire con la realtà. L’interazione con il mondo reale porta robot, modelli, sensori e digital twin nei processi industriali, domestici e operativi, con un ventaglio di applicazioni che va dalle automobili alle reti di satelliti.
Nel campo della Physical AI, i capitali stanno affluendo rapidamente verso aziende innovative di frontiera. L’investimento di Sequoia in questo ramo si estende oltre Mecka. La società di venture capital statunitense ha guidato il round di finanziamento angel da 300 milioni di yuan per Boundless Power, ha co-guidato il round Pre-A da 455 milioni di dollari di Zhifanghe e ha partecipato al round di Serie A da 1 miliardo di yuan di Independent Variable Robotics. Mecka, tuttavia, si distingue da queste realtà cinesi della robotica per il suo metodo crowdsourcing.
La startup paga persone comuni che registrano le proprie azioni quotidiane, come preparare un caffè, pulire una stanza o riparare un’auto, indossando sensori e smartphone. Il suo ecosistema si chiama Egoverse: tutti i dati raccolti sul movimento umano servono infatti ad addestrare i robot umanoidi. Egoverse è stato sviluppato in quattro laboratori accademici e tre partner industriali (tra cui Georgia Tech, Stanford, Uc San Diego, Eth di Zurigo, Mit e Meta) ed è progettato per consentire una scalabilità organica per l’apprendimento robotico human-centric.
L’addestramento robotico con dati umani reali
L’obiettivo di Mecka è insegnare ai robot a conoscere la vita. Per farlo, utilizza dati umani reali raccolti tramite sensori indossabili in una varietà di ambienti diversi in tutto il mondo, tra cui case, cucine, uffici e laboratori. Questi dati vengono poi elaborati nelle strutture dell’azienda, che creano e addestrano modelli di visione artificiale per il tracciamento del movimento umano e la costruzione 3D.
I dati con cui Mecka ha a che fare sono profondamente diversi dai dati con cui vengono addestrati gli Llm, i modelli linguistici di grandi dimensioni alla base delle diverse applicazioni di GenAI. A differenza dei dati testuali, statici e facili da ripulire, i dati di training dei robot sono una registrazione di eventi fisici ad alta frequenza, multimodale e fortemente interconnessa. Un’azione semplice come prendere un oggetto e tenerlo in mano per cinque secondi, può generare milioni di punti dati.
L’infrastruttura di dati, valutazione e implementazione della startup è costruita come un ecosistema vivente e non come un dataset statico. Grazie ai dati umano-centrici, Egoverse è progettato per studiare come le persone si muovono, manipolano oggetti e completano attività. In questo ambiente, le macchine apprendono il mondo fisico per acquisire una maturità tecnologica che permetterà loro di essere impiegate in modo affidabile e sicuro nei contesti commerciali.
Chi c’è dietro l’azienda che insegna ai robot a muoversi
Fondata nel 2024, Mecka ha sede a New York e uffici negli Stati Uniti, in Canada e in Cina. I founder della startup sono l’amministratore delegato Josh Gao, il responsabile tecnologico Jason Chong, il direttore operativo Duy Nguyen e il responsabile della strategia Mogen Cheng. I quattro sono canadesi di origini asiatiche e hanno formazione, esperienze e percorsi professionali molti diversi tra loro.
Nessuno dei quattro ha un background specifico nella robotica. Gao, Chong e Cheng arrivano dallo sviluppo di software. Chong in particolare ha lavorato per Microsoft ed è stato il co-founder della startup di pagamenti in criptovalute Utopia Labs, poi venduta a Coinbase in un’operazione di acqui-hire. Nguyen è stato invece il founder di Diamond, agenzia con cui è stato attivo dal 2021 al 2023.
A cosa serviranno i 60 milioni di dollari raccolti
Il capitale raccolto nel round di Serie B servirà a ampliare l’infrastruttura dati, potenziare il laboratorio di ricerca interno e sviluppare la distribuzione di robot commerciali. Mecka progetta e produce internamente il suo hardware di acquisizione, i modelli di ricostruzione e la quality infrastructure. Sin dagli inizi, la startup si rivolge a laboratori di robotica, team di ricerca all’avanguardia e aziende che implementano sistemi robotici integrati.
“La robotica è la più grande innovazione che ci attende in termini di produttività, dal piegare il bucato a costruire una città”, scrive Mecka sul suo blog. “L’intelligenza artificiale si basa su dati e capacità di calcolo, e anche i dati diventeranno un mercato da mille miliardi di dollari. Mentre tutti si affrettavano a costruire foundation model, noi siamo usciti dal laboratorio e abbiamo documentato il mondo”.
Un integratore di robotica moderno
È l’idea di Mecka: un’infrastruttura unica che alimenta tutte le implementazioni. L’integrazione tradizionale viene installata una sola volta e rimane statica, mentre l’applicativo dell’azienda acquisisce dati in loco, li utilizza per l’addestramento e migliora con ogni ora di funzionamento. In questa maniera, le imprese che desiderano l’AI fisica ma non dispongono di un team di robotica per realizzarla, possono rivolgersi a un integratore che fornisce hardware, acquisizione dei dati, training, integrazione e gestione operativa continua.
L’approccio di Mecka rimane sempre human-centered. Ispirata nel nome ai mecha, i robot giganti pilotati dagli esseri umani tipici della cultura pop giapponese, la startup punta ad “accelerare l’avvento della robotica utile”. “Questo impegno si basa su dati che devono essere creati, non trovati”, spiega l’azienda sul suo blog. “Questo finanziamento ci permetterà di crearne di più, più velocemente: più strumenti, ricerche più approfondite e robot impiegati dove c’è bisogno di aiuto”.
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