Le imprese innovative fondate da donne protagoniste della VI edizione del contest B Factor, promosso nell’ambito del 26° Seminario internazionale “Donna, Economia & Potere” della Fondazione Marisa Bellisario, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Tra le tre startup premiate figurano la napoletana Logogramma, attiva nell’intelligenza artificiale, e Comestai, che opera nella prevenzione e nella cura dei disturbi del comportamento alimentare e dispone di centri a Napoli e Roma. Menzione speciale per Empethy, impresa fondata a Napoli e impegnata nelle adozioni di animali attraverso una piattaforma digitale.
«Con B Factor diamo voce a un’imprenditoria femminile che non si limita a innovare, ma ridisegna il futuro del Paese attraverso la tecnologia, la scienza e la sostenibilità», dichiara Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario. «Le startup che abbiamo premiato dimostrano una straordinaria maturità nel coniugare visione d’impresa e impatto sociale, offrendo risposte concrete ai bisogni della persona e della collettività, dalla diagnostica di precisione all’intelligenza artificiale etica».
Il divario di genere nell’innovazione
Il contest parte dall’analisi delle disparità di genere nell’imprenditoria innovativa. Secondo gli ultimi dati del rapporto Unioncamere, le imprese femminili in Italia superano quota 1,3 milioni, pari a circa il 22,3% del totale. Si tratta di realtà che mostrano una maggiore strutturazione e una significativa resilienza: il tasso di sopravvivenza a cinque anni è infatti superiore a quello delle imprese maschili, con il 73,1% contro il 67,5%.
Nonostante questi risultati, le startup innovative a prevalenza femminile continuano a incontrare difficoltà nell’accesso ai capitali, barriere strutturali e pregiudizi nelle valutazioni, oltre a una presenza ancora molto limitata delle donne nei ruoli decisionali del venture capital. A livello internazionale, la maggior parte dei finanziamenti continua a essere assorbita da team interamente maschili, mentre le fondatrici devono affrontare tempi più lunghi per chiudere i round di investimento e una maggiore dipendenza dall’autofinanziamento.
Le startup vincitrici
Gli otto progetti in gara nella sesta edizione di B Factor hanno presentato soluzioni innovative in settori strategici come medicina, welfare ed economia circolare. La giuria, moderata da Carlo Alberto Carnevale Maffè della SDA Bocconi School of Management, ha premiato tre startup e assegnato una menzione speciale.
Ne hanno fatto parte Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario; Paolo Cellini, docente di Economia digitale alla Luiss Guido Carli; Danila Sansone, responsabile Sviluppo imprese di Invitalia; Valentina Picca Bianchi, presidente del Comitato Impresa Donna del ministero delle Imprese e del Made in Italy; Claudia Pingue, responsabile dei Fondi di Technology Transfer di Cdp Venture Capital; Paola Maria Anna Paniccia, presidente di PNICube e delegata allo Sviluppo imprese, startup e spin-off dell’Università di Roma Tor Vergata; Anna Roscio, executive director Sales & Marketing Imprese della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.
Logogramma, l’intelligenza artificiale made in Napoli
Fondata a Napoli da Valentina Russo e Azzurra Mancini, Logogramma è una Pmi innovativa che opera nell’intelligenza artificiale e nella gestione della conoscenza. Attraverso la piattaforma proprietaria AI.CODIUM®, trasforma dati e documenti complessi in informazioni accessibili e utilizzabili dalle imprese, garantendo trasparenza, tracciabilità e autonomia nella gestione dei dati.
La giuria ha riconosciuto la visione delle fondatrici, che hanno puntato sul linguaggio umano come elemento centrale dell’intelligenza artificiale prima della sua diffusione su larga scala. Linguista di formazione, Valentina Russo ha scelto di investire nel Mezzogiorno, affermandosi insieme ad Azzurra Mancini in un settore prevalentemente ingegneristico.
Il progetto coniuga innovazione tecnologica, rigore scientifico e valorizzazione del territorio, anche attraverso collaborazioni con grandi imprese, programmi di ricerca e iniziative per la formazione di nuovi talenti.
Comestai, cure accessibili per i disturbi alimentari
Tra le startup premiate c’è Comestai, fondata da Aurora Caporossi e specializzata nella prevenzione e nella cura dei disturbi del comportamento alimentare. Il modello integra percorsi clinici multidisciplinari online, strumenti digitali per il monitoraggio dei pazienti e centri fisici a Roma e Napoli, con l’obiettivo di rendere le cure più accessibili e compatibili con la vita quotidiana.
La giuria ha premiato la capacità della fondatrice di trasformare un’esperienza personale di malattia in un progetto imprenditoriale rivolto a un bisogno sanitario e sociale concreto. Dopo aver affrontato l’anoressia nervosa a sedici anni, Caporossi ha fondato prima l’associazione Animenta e successivamente Comestai.
In soli sedici mesi, la startup ha coinvolto oltre trenta professionisti e conquistato la fiducia di grandi aziende e investitori istituzionali. Un percorso che unisce empatia, organizzazione e visione imprenditoriale, con l’obiettivo di costruire un modello di cura strutturato e sostenibile.
Sense4Med, diagnostica più rapida e accessibile
Il terzo progetto premiato è Sense4Med, fondata dalla scienziata Fabiana Arduini. La startup sviluppa sensori elettrochimici e biosensori miniaturizzati su carta per rendere le analisi diagnostiche più rapide, semplici e accessibili.
Tra le innovazioni figura Cl-FAST, un dispositivo che misura la concentrazione di cloruro nel sudore a supporto della diagnosi della fibrosi cistica attraverso un test rapido e non invasivo.
La giuria ha valorizzato la capacità di Arduini di trasformare l’eccellenza scientifica in innovazione concreta al servizio dei pazienti. Professoressa ordinaria di Chimica analitica, dopo aver portato sul mercato e ceduto all’industria un primo spin-off, ha scelto nuovamente la strada imprenditoriale per dare applicazione ai risultati della ricerca. Il suo percorso rappresenta un esempio di integrazione tra scienza e impresa e di responsabilità sociale, rivolto anche alle giovani ricercatrici.
Empethy, menzione speciale per le adozioni digitali
La giuria ha assegnato una menzione speciale a Empethy, impresa fondata a Napoli da Annamaria Barbaro e Lorenza Silvestri. Il progetto nasce dall’esperienza dell’adozione di un cane e dalla constatazione che in Italia questo percorso passava ancora attraverso bacheche improvvisate e fogli di carta.
In quattro anni Empethy è diventata, secondo quanto riferito dall’organizzazione, la più grande infrastruttura digitale italiana per le adozioni, coinvolgendo oltre duemila rifugi e associazioni e contribuendo a trovare una famiglia a tredicimila animali.
Il modello economico si distingue perché non si basa sulla beneficenza né sui contributi delle famiglie: sono le aziende a sostenerlo, integrandolo nei programmi di responsabilità sociale e di coinvolgimento del personale. L’impresa ha già raggiunto l’equilibrio economico.
La menzione valorizza così un’esperienza che dimostra come l’innovazione sociale possa sviluppare un modello economicamente sostenibile, trasformando la responsabilità in un’opportunità di mercato.
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