A dicembre 2026 la Commissione europea riapre le due aste dell’Innovation Fund: 1 miliardo di euro per la decarbonizzazione del calore industriale e fino a 500 milioni per la produzione di idrogeno. Non sono bandi come gli altri, e la differenza va capita prima di prepararsi: qui non si presenta un progetto sperando in una graduatoria di merito, si presenta un prezzo, e vince chi chiede meno soldi pubblici per la stessa quantità di decarbonizzazione.
Il precedente dice quanto è competitivo il meccanismo, e dice anche che le due aste non si somigliano. Nella tornata 2025 l’asta idrogeno ha ricevuto 58 offerte da 11 Paesi per 8,4 miliardi di euro richiesti contro 1,3 miliardi disponibili, oltre sei volte il budget. L’asta calore è andata diversamente: 85 offerte da 14 Paesi per 1,4 miliardi a fronte di 1 miliardo, secondo il comunicato della Commissione del 20 marzo 2026. Nell’idrogeno chi non spinge il prezzo al limite resta fuori; nel calore, nel 2025, il budget non si è nemmeno esaurito.
Innovation Fund IF26 in sintesi
- Cosa è: il fondo europeo per la decarbonizzazione industriale, alimentato dai proventi del sistema di scambio delle quote di emissione
- Per chi: imprese che producono idrogeno rinnovabile o a basso tenore di carbonio e imprese che decarbonizzano il calore di processo, di ogni dimensione, con una taglia minima di progetto: 3 MW termici per il calore, 5 MW elettrici di elettrolizzatore per l’idrogeno nelle bozze
- Quanto: 1 miliardo di euro per l’asta calore, fino a 500 milioni per la quarta asta idrogeno
- Quando: le due aste sono attese a dicembre 2026; le consultazioni sulle bozze delle condizioni si sono chiuse il 2 luglio 2026 per il calore e il 24 agosto 2026 per l’idrogeno
- Come: offerta di prezzo, premio fisso per unità prodotta pagato solo sulla produzione verificata: per cinque anni nell’asta calore, per un massimo di dieci nell’asta idrogeno
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1,5 mld
Fino a 1,5 miliardi sulle due aste di dicembre
5 o 10 anni
Durata del premio: cinque anni calore, dieci idrogeno
6 volte
Le richieste rispetto al budget nell’asta idrogeno 2025
Come funziona un’asta, e perché non somiglia a un bando
Nei bandi a cui siamo abituati si presenta un progetto, una commissione lo valuta e assegna un punteggio. Qui l’ordine è rovesciato. Le bozze delle condizioni IF26 descrivono la sequenza: dopo le verifiche di ammissibilità, le offerte vengono ordinate per prezzo richiesto, dal più basso al più alto; solo quelle che stanno dentro il budget del lotto, più quelle necessarie a formare la lista di riserva, passano alla valutazione di rilevanza e qualità, che è a superamento di soglia e non a punteggio. Le altre vengono respinte senza essere valutate. Il merito tecnico serve a non essere scartati, non a scalare la graduatoria.
L’offerta si esprime come premio fisso per unità: nel caso dell’idrogeno, euro per chilogrammo prodotto; nel caso del calore, euro per megawattora termico, che il modulo converte in euro per tonnellata di CO2 evitata con un fattore unico di 0,170 tonnellate per megawattora; è su questo valore che si fa la graduatoria. Il sostegno viene poi erogato sulla base della produzione certificata e verificata, per cinque anni dall’entrata in esercizio nell’asta calore e fino a dieci anni in quella idrogeno, senza indicizzazione. Il prezzo è quello offerto, non un prezzo di chiusura uguale per tutti (le bozze parlano di pay-as-bid): ogni progetto incassa esattamente quanto ha chiesto.
Attenzione, questo cambia il piano finanziario. I pagamenti avvengono solo sulla produzione verificata e non c’è prefinanziamento. Significa che l’impianto va costruito e messo in funzione con capitale proprio o con altri strumenti, e l’aiuto europeo arriva dopo, sulla base di quello che esce davvero dall’impianto. Chi imposta il conto economico immaginando un contributo in conto impianti erogato all’avvio ha capito lo strumento al contrario.
Il prezzo che serve per vincere non è teorico. Nell’asta pilota IF23 i sei progetti finanziati avevano offerto fra 0,37 e 0,48 euro per chilogrammo. Nell’asta IF24 i sei progetti che hanno poi firmato il contratto avevano offerto fra 0,33 e 1,88 euro per chilogrammo (1,88 è il lotto marittimo), dopo che diversi progetti selezionati a prezzi più bassi si erano ritirati davanti alla garanzia di completamento. Nell’asta IF25, i cui risultati sono usciti a maggio e giugno 2026, l’ultimo prezzo ammesso è salito a 1,48 euro sul lotto generale, 1,10 sul lotto per idrogeno rinnovabile o a basso tenore di carbonio e 3,49 sul lotto marittimo e aviazione. La bozza dell’asta IF26 fissa un tetto di 4 euro al chilogrammo. Sono i riferimenti su cui si costruisce un’offerta credibile.
Cosa è successo nella tornata 2025
I numeri della IF25 spiegano il livello di concorrenza meglio di qualsiasi previsione, e da maggio 2026 ci sono anche i risultati.
| Voce | Asta idrogeno IF25 | Asta calore IF25 |
|---|---|---|
| Offerte ricevute | 58, da 11 Paesi (una fuori dallo Spazio economico europeo, non ammissibile) | 85, da 14 Paesi |
| Sostegno richiesto | 8,4 miliardi di euro | 1,4 miliardi di euro nel comunicato del 20 marzo 2026 (1.234,9 milioni nel PDF dei risultati di maggio) |
| Budget disponibile | 1,3 miliardi di euro | 1 miliardo di euro |
| Rapporto domanda e offerta | Oltre sei volte il budget | 1,4 volte il budget |
| Risultati pubblicati | 7 maggio 2026, integrati a giugno con la lista di riserva | 22 maggio 2026 |
| Progetti selezionati | 13, cioè 9 alla prima selezione più 4 ripescati | 65 su 85 (65 dei 69 ammissibili ed eleggibili) |
| Contributo assegnato | 1,24 miliardi, oltre il 95% del budget | 396,5 milioni, meno della metà del budget |
| Offerte passate | 13 su 57 ammissibili, il 23% | 65 su 85, il 76% |
| Firma dei contratti | Attesa fra settembre e novembre 2026 | Attesa fra settembre e ottobre 2026 |
| Progetti italiani | Nessuno fra i 13 selezionati | Una proposta su 85, non selezionata |
Sulle due aste 2025 la Commissione aveva messo 2,3 miliardi di euro, ai quali si sono aggiunti 1,3 miliardi di fondi nazionali tedeschi e 490 milioni spagnoli attraverso il meccanismo delle aste come servizio, che consente a uno Stato membro di finanziare con risorse proprie i progetti del proprio territorio utilizzando la procedura europea già impostata. I risultati sono già usciti: il 7 maggio 2026 la Commissione ha selezionato 9 progetti idrogeno per 1,09 miliardi, saliti a 13 a giugno con i ripescaggi dalla lista di riserva (1,24 miliardi, oltre il 95% del budget); il 22 maggio 2026 ha selezionato 65 progetti calore su 85 per circa 400 milioni, meno della metà del miliardo disponibile. Le firme dei contratti sono attese fra settembre e novembre 2026. Nessun progetto italiano risulta fra i selezionati; nel calore l’unica proposta italiana non è passata.
La lettura utile per un’impresa italiana è duplice. La prima è che l’asta calore è molto meno affollata di quella sull’idrogeno, e per chi ha un problema di calore di processo la probabilità di spuntarla è molto più alta: nel 2025 è passato il 76% delle offerte calore contro il 23% di quelle idrogeno. La seconda è che due Paesi hanno scelto di mettere risorse nazionali dentro la procedura europea invece di costruire un bando proprio, ed è una scelta che riduce i tempi e i costi amministrativi. Per il 2026 nessuno Stato ha ancora confermato un contributo: la bozza idrogeno chiede ai governi di manifestare l’intenzione entro settembre e di confermarla pubblicamente entro il 1° novembre 2026.
Le due aste di dicembre
Asta calore, 1 miliardo
Punta alla decarbonizzazione del calore industriale in tutti i settori ed è aperta a imprese grandi, medie e piccole. È il secondo round di uno strumento nato di recente, e nella prima edizione la concorrenza è stata contenuta: 65 progetti selezionati su 85 e solo 400 milioni assegnati su un miliardo. Nella bozza il miliardo si divide in 700 milioni per il lotto a media temperatura e 300 milioni per l’alta temperatura.
Asta idrogeno, fino a 500 milioni
È la quarta asta sull’idrogeno rinnovabile e a basso tenore di carbonio. Il budget è meno della metà di quello del 2025 (1,3 miliardi), e già quella tornata era stata richiesta più di sei volte: la selezione sarà più dura, non meno. La bozza divide i 500 milioni in 350 per l’idrogeno rinnovabile e 150 per un lotto aperto anche all’idrogeno elettrolitico a basso tenore di carbonio.
Le condizioni definitive non sono ancora pubbliche. Per il calore la bozza è del 22 maggio 2026, la consultazione si è chiusa il 2 luglio e il testo definitivo è annunciato per settembre, quindi può uscire da un giorno all’altro, prima dell’apertura del bando a inizio dicembre con scadenza a metà febbraio 2027. Per l’idrogeno la bozza è del 9 luglio 2026, i contributi si sono chiusi il 24 agosto, la Commissione ne ha discusso in un webinar l’8 settembre e il testo definitivo uscirà con il bando, entro fine anno. Fino ad allora ogni dato su soglie, requisiti tecnici e lotti va trattato come provvisorio.
Quanto vale il premio: i numeri delle bozze e un esempio sul calore
Le bozze fissano già i parametri che decidono quanto può valere un contributo e quanto costa candidarsi. Sono valori provvisori, ma sono gli unici su cui oggi si può fare un conto, e sono quelli che i portali di bandi non riportano.
| Voce | Asta calore IF26 (bozza del 22 maggio 2026) | Asta idrogeno IF26 (bozza del 9 luglio 2026) |
|---|---|---|
| Unità dell’offerta | Euro per MWh termico, convertiti in euro per tonnellata di CO2 con il fattore 0,170 | Euro per chilogrammo di idrogeno |
| Tetto all’offerta | 400 euro per tonnellata nel lotto a media temperatura (pari a 68 euro per MWh), 800 nell’alta temperatura (136 euro per MWh) | 4 euro al chilogrammo, uguale per tutti i lotti |
| Durata del premio | 5 anni dall’entrata in esercizio | 10 anni dall’entrata in esercizio |
| Indicizzazione | Nessuna | Nessuna |
| Contributo massimo per offerta | 100 milioni a media temperatura, 250 milioni ad alta temperatura | 175 milioni nel lotto rinnovabile, 150 milioni nel lotto rinnovabile o a basso tenore di carbonio |
| Taglia minima del progetto | 3 MW termici di capacità nuova in un solo sito, senza sommare unità collocate in siti diversi | 5 MW elettrici di elettrolizzatore nuovo in un solo sito, senza sommare unità collocate in siti diversi |
| Garanzia di completamento | 6% del contributo massimo, con lettera d’intenti della banca già nell’offerta | 8% del contributo massimo, con lettera d’intenti della banca già nell’offerta |
| Termine per la chiusura finanziaria | 2 anni a media temperatura, 2,5 anni ad alta temperatura | 2,5 anni |
| Termine per l’entrata in esercizio | 4 anni a media temperatura, 5 anni ad alta temperatura | 5 anni |
| Pagamenti | Solo sulla produzione verificata, dopo l’entrata in esercizio | Solo sulla produzione verificata, con cadenza semestrale dopo l’entrata in esercizio |
Un esempio sul calore, costruito con le formule della bozza. Il contributo massimo è il prezzo offerto in euro per megawattora termico, moltiplicato per la produzione annua attesa e per i cinque anni di durata. Le ore sovvenzionabili sono limitate al 70% delle ore annue a capacità nominale, se non si chiede il bonus per la flessibilità. Prendiamo una caldaia elettrica da 10 MW termici, senza bonus: 10 MW per 8.760 ore per 0,70 fanno 61.320 MWh termici l’anno. Con un’offerta di 20 euro per megawattora il premio vale 1,23 milioni l’anno e 6,13 milioni in cinque anni. In graduatoria quell’offerta compare come 20 diviso 0,170, cioè 117,65 euro per tonnellata di CO2, ben sotto il tetto di 400 del lotto a media temperatura.
Lo stesso impianto, offerto al tetto del lotto (68 euro per megawattora, cioè 400 euro per tonnellata), varrebbe 4,17 milioni l’anno e 20,85 milioni in cinque anni: molto di più, ma in graduatoria starebbe dietro a chiunque abbia chiesto anche un solo euro in meno. Per l’idrogeno il calcolo è lo stesso su dieci anni: prezzo in euro per chilogrammo, per i chilogrammi annui attesi, per dieci, con il tetto di 4 euro e il massimo di 175 o 150 milioni per offerta.
Consiglio operativo. Ogni progetto incassa il prezzo che ha offerto, per tutta la durata e senza indicizzazione. Offrire alto per stare tranquilli riduce la probabilità di rientrare nel budget; offrire basso per vincere fissa per cinque o dieci anni un ricavo che non segue né l’inflazione né il prezzo dell’energia. Il prezzo va costruito dal conto economico dell’impianto, non dal tetto dell’asta.
Chi ha senso che si prepari, e chi no
L’Innovation Fund non è uno strumento per progetti piccoli: le bozze chiedono almeno 3 MW termici nel calore e 5 MW elettrici di elettrolizzatore nell’idrogeno. Finanzia impianti industriali di decarbonizzazione, e il costo di partecipazione, fra studi tecnici, verifica delle emissioni evitate e struttura della documentazione, è a carico dell’impresa. Ha senso muoversi se:
- esiste un progetto industriale con una quantità misurabile di emissioni evitate, non un’ipotesi di efficientamento;
- l’investimento può essere finanziato senza contare sull’aiuto europeo nella fase di costruzione, perché il premio arriva sulla produzione;
- si è disposti a impegnarsi su un prezzo per unità fisso e non indicizzato, che vincola per cinque anni nel calore e per dieci nell’idrogeno, con il rischio industriale che ne consegue;
- si trova una banca disposta a rilasciare una lettera d’intenti già in fase di offerta e poi una garanzia di completamento, pari nelle bozze al 6% del contributo massimo per il calore e all’8% per l’idrogeno, escutibile a prima richiesta (la Commissione la incassa alla semplice richiesta) se saltano i termini di chiusura finanziaria (2 anni, 2,5 per l’alta temperatura e per l’idrogeno) o di entrata in esercizio (4 anni, 5 per l’alta temperatura e per l’idrogeno). La banca deve avere sede nello Spazio economico europeo e un rating minimo BBB meno, Baa3 o BBB low a seconda dell’agenzia. Nell’IF24 è stata questa richiesta a far ritirare la maggior parte dei progetti selezionati.
Nel calore restano fuori per costruzione, secondo la bozza: il riscaldamento degli ambienti e il calore venduto al teleriscaldamento, i forni elettrici ad arco per l’acciaio, l’elettrolisi, il calore prodotto da biomassa o da idrogeno, e i progetti che aggiungono nuova capacità fossile nello stesso impianto.
Chi invece cerca un contributo su un investimento in efficienza energetica di dimensione ordinaria ha strumenti più adatti, sia nazionali sia europei, a partire dai bandi del sotto-programma LIFE Clean Energy Transition, che però finanzia azioni di supporto e non impianti.
Domande frequenti sull’Innovation Fund
Da dove arrivano i soldi dell’Innovation Fund?
Dai proventi della vendita all’asta delle quote di emissione del sistema europeo di scambio. Non è una dotazione fissata una volta per tutte in bilancio: dipende dal gettito, e questo spiega perché la dimensione delle call cambia da un anno all’altro.
Che differenza c’è fra le aste e le call ordinarie del fondo?
Le call ordinarie assegnano contributi a progetti valutati sul merito, con erogazioni legate all’avanzamento. Le aste assegnano un premio fisso per unità prodotta a chi chiede il prezzo più basso, e pagano solo sulla produzione verificata, per cinque anni nel calore e fino a dieci nell’idrogeno.
Quando aprono esattamente le aste IF26?
La Commissione indica dicembre 2026 per entrambe. Le date esatte, insieme alle condizioni definitive, vengono pubblicate al lancio: le bozze delle condizioni sono state in consultazione fino al 2 luglio 2026 per il calore e fino al 24 agosto 2026 per l’idrogeno. Per il calore un documento di orientamento della Commissione, non vincolante, colloca l’apertura a inizio dicembre e la chiusura a metà febbraio 2027.
Una media impresa può partecipare all’asta calore?
Sì. L’asta sulla decarbonizzazione del calore industriale è aperta a imprese di ogni dimensione. Il vincolo non è sulla dimensione dell’impresa ma sul progetto: almeno 3 MW termici di capacità nuova in un unico sito, temperature minime per lotto, e la capacità di sostenere l’investimento senza anticipo pubblico. Le PMI in consorzio hanno anche un criterio di spareggio a favore.
Cosa sono le aste come servizio?
È il meccanismo che permette a uno Stato membro di aggiungere risorse nazionali alla procedura europea, finanziando progetti del proprio territorio con la stessa asta. Nella tornata 2025 lo hanno usato la Germania, con 1,3 miliardi, e la Spagna, con 490 milioni. Per le aste 2026 nessuna conferma è ancora pubblica: la bozza idrogeno fissa al 1° novembre 2026 il termine perché gli Stati annuncino il proprio contributo.
Il premio fisso è cumulabile con altri incentivi?
La cumulabilità è disciplinata dalle condizioni della singola asta. Le bozze IF26 sono restrittive: il premio non si cumula con aiuti pubblici sul CAPEX o sull’OPEX del progetto, salvo i casi elencati (aiuti già ricevuti per ricerca, fattibilità o progettazione FEED, aiuti a capacità precedenti non incluse nell’offerta, compensazione dei costi indiretti ETS a condizioni, aiuti a infrastrutture energetiche non dedicate, riduzioni dei prelievi sull’elettricità ammesse dalla sezione 4.11 delle linee guida CEEAG). In domanda si firma un’autodichiarazione. Chi ha già un contributo in conto impianti sullo stesso investimento deve considerarlo incompatibile.
Cosa succede se il progetto non rispetta i termini?
La garanzia di completamento viene escussa a prima richiesta, senza che la Commissione debba dimostrare un danno, se saltano i termini di chiusura finanziaria o di entrata in esercizio riportati nella tabella delle bozze. Va emessa entro due mesi dall’invito a preparare il contratto e resta valida fino a sei mesi dopo il termine per l’entrata in esercizio: il suo costo va messo nel conto economico dell’offerta fin dall’inizio.
Ci sono progetti italiani fra i vincitori delle aste precedenti?
No. Nessun progetto italiano compare fra i sei contratti firmati dell’IF23, fra i sei dell’IF24 né fra i 13 selezionati dell’IF25 idrogeno. Nell’IF25 calore l’unica proposta italiana, su 85 ricevute, non è stata selezionata.
Come muoverti
I mesi fino a dicembre servono a preparare i numeri, non la domanda: la quantità di emissioni evitate, il costo per unità prodotta, il prezzo minimo a cui il progetto resta sostenibile per tutta la durata del premio, cinque anni per il calore e dieci per l’idrogeno, e la lettera della banca per la garanzia di completamento. È un lavoro da ufficio tecnico, da controllo di gestione e da direzione finanziaria insieme, e non si improvvisa nelle settimane di apertura.
Per gli altri strumenti europei aperti alle imprese la nostra guida ai principali programmi di finanziamento europei mette in fila destinatari e modalità, mentre gli sportelli italiani in scadenza sono raccolti nella panoramica mensile dei bandi a fondo perduto attivi.
Le fonti di questo articolo sono la pagina della Commissione europea sulle call dell’Innovation Fund, quella che spiega il meccanismo delle aste competitive, il comunicato sugli esiti delle aste 2025, le bozze delle condizioni dell’asta calore IF26 (22 maggio 2026) e dell’asta idrogeno IF26 (9 luglio 2026), e le pagine dei risultati dell’asta idrogeno IF25 e dell’asta calore IF25. Le condizioni definitive possono cambiare rispetto alle bozze: fanno fede solo i documenti del bando.
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