Condividi l’articolo:
La produzione di idrogeno di origine rinnovabile destinato all’industria e ai trasporti può accedere a un nuovo meccanismo di sostegno basato su procedure competitive gestite dal GSE. L’incentivo viene riconosciuto sulla produzione effettivamente destinata agli usi ammessi ed è costruito per compensare, entro determinati limiti, il divario tra il costo dell’idrogeno rinnovabile e quello dei combustibili convenzionali che esso sostituisce.
La disciplina è contenuta nel decreto MASE 5 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto 2026, che introduce un sistema di aste destinato a sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile, idrogeno verde e bioidrogeno.
Chi può accedere al contributo
Il sostegno è rivolto ai soggetti che realizzano impianti per la produzione di idrogeno di origine rinnovabile e che riescono a collocarsi in posizione utile nelle graduatorie formate a seguito delle procedure competitive.
L’idrogeno incentivato deve essere destinato prevalentemente all’utilizzo diretto nei settori industriali e nel settore dei trasporti. Per l’industria, il decreto fa riferimento alle attività manifatturiere comprese nella sezione C della classificazione NACE.
Tra i prodotti ammessi rientrano:
- idrogeno rinnovabile, prodotto utilizzando energia rinnovabile secondo le metodologie europee previste per gli RFNBO e con una riduzione delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita di almeno il 70%;
- idrogeno verde, ossia idrogeno rinnovabile che raggiunge una riduzione delle emissioni di almeno il 73,4%, corrispondente a emissioni inferiori a 3 tonnellate di CO2 equivalente per tonnellata di idrogeno;
- bioidrogeno, ottenuto da fonti biogeniche quali biomasse solide, bioliquidi, biogas e biometano, nel rispetto dei requisiti di sostenibilità previsti dalla normativa nazionale.
Per poter partecipare alle procedure, il richiedente deve essere in possesso del titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto oppure avere almeno avviato il procedimento per ottenerlo. In quest’ultimo caso l’autorizzazione deve comunque essere conseguita entro 18 mesi dalla pubblicazione della graduatoria.
È inoltre richiesta un’adeguata capacità finanziaria ed economica, attestata da un istituto bancario o da un intermediario autorizzato, oppure l’impegno di quest’ultimo a finanziare la parte di investimento non coperta dalle agevolazioni.
Per gli impianti che prelevano energia elettrica dalla rete è necessario disporre anche della richiesta presentata al gestore competente per ottenere il preventivo di connessione o di adeguamento del punto di connessione.
Chi è escluso dal meccanismo
Il decreto MASE 5 giugno 2026 individua anche una serie di situazioni che impediscono l’accesso al contributo.
Non possono beneficiare del sostegno, tra gli altri:
- le imprese in difficoltà secondo la disciplina europea sugli aiuti di Stato;
- i soggetti interessati dalle cause di esclusione previste dal Codice dei contratti pubblici;
- le imprese destinatarie di determinate sanzioni interdittive ai sensi del Dlgs n. 231/2001;
- le imprese interessate da cause ostative previste dalla normativa antimafia;
- gli impianti che abbiano avviato i lavori prima della domanda di partecipazione, salvo le specifiche eccezioni previste per progetti già destinatari di determinate forme di sostegno.
Sono inoltre esclusi gli impianti che prevedono l’impiego dell’idrogeno rinnovabile nell’industria per usi termici in processi a bassa entalpia o per la produzione prevalente di energia elettrica, secondo le modalità che saranno precisate nelle regole operative.
Come viene determinato il contributo
Il sostegno non consiste in un contributo fisso. L’importo viene determinato mensilmente attraverso una formula che confronta il prezzo netto riconosciuto al produttore con un prezzo di riferimento dell’idrogeno di origine rinnovabile.
La formula di base è:
- Contributo = prezzo netto – prezzo di riferimento dell’idrogeno rinnovabile.
Il prezzo di riferimento tiene conto di un paniere composto da:
- prezzo del combustibile controfattuale, ossia il combustibile sostituito dall’idrogeno;
- valore delle garanzie di origine;
- valore delle emissioni di gas serra evitate, per gli utilizzi nei settori soggetti al sistema EU ETS.
Il combustibile controfattuale cambia a seconda della destinazione dell’idrogeno. Può essere il diesel per il trasporto, l’idrogeno grigio per determinati processi industriali oppure il gas naturale negli altri utilizzi industriali.
Il contributo è riconosciuto sulla quantità minore tra idrogeno rinnovabile prodotto e idrogeno effettivamente consumato negli usi ammessi. Non può, inoltre, essere incentivata una quantità superiore alla producibilità annua indicata dal beneficiario nell’offerta presentata in gara.
Prezzi di esercizio differenziati per tecnologia e taglia
Per le procedure svolte nel 2026 il decreto stabilisce specifici valori di riferimento.
Per gli impianti di produzione di idrogeno rinnovabile e verde mediante elettrolisi:
- fino a 10 MW, il prezzo di esercizio è pari a 11 euro/kg, con prezzo superiore di 13 euro/kg e inferiore di 8 euro/kg;
- oltre 10 MW, il prezzo di esercizio è pari a 9 euro/kg, con prezzo superiore di 11 euro/kg e inferiore di 7 euro/kg.
Per il bioidrogeno, indipendentemente dalla potenza, il prezzo di esercizio è fissato a 8 euro/kg, con valore superiore di 10 euro/kg e inferiore di 6 euro/kg.
Per l’idrogeno destinato all’uso diretto nel settore dei trasporti è prevista inoltre un’integrazione del prezzo di esercizio pari a 2 euro/kg, che interviene nel calcolo dello specifico correttivo riconoscibile al beneficiario.
Contributo riconosciuto per 15 anni
Il GSE eroga l’incentivo a partire dall’entrata in esercizio commerciale dell’impianto.
Il contributo viene riconosciuto mensilmente per un periodo di 15 anni. Se il valore risultante dalla formula è positivo, il GSE versa l’importo al beneficiario. Qualora invece il contributo risulti negativo, il GSE richiede al produttore il corrispondente importo, limitatamente alla quota di idrogeno non autoconsumata.
Il decreto prevede inoltre che il prezzo di aggiudicazione venga aggiornato per tenere conto dell’inflazione intervenuta tra il bando e l’entrata in esercizio attesa dell’impianto. Per gli impianti elettrolitici è possibile, a determinate condizioni, chiedere anche un aggiornamento collegato al prezzo dell’energia elettrica a partire dal decimo anno di incentivazione.
Accesso attraverso aste competitive del GSE
Il contributo non è riconosciuto tramite una procedura a sportello. L’accesso avviene attraverso procedure pubbliche competitive, nelle quali viene messo a disposizione un contingente prestabilito di producibilità annua.
Per il periodo 2026-2029 il contingente complessivamente disponibile è fissato in 200.000 tonnellate di idrogeno all’anno.
Il GSE dovrà pubblicare almeno una procedura competitiva per semestre, a partire dal 2026 e fino al 2029.
Per ogni procedura sono previsti 60 giorni per presentare le domande.
Graduatorie e adempimenti dopo l’aggiudicazione
Graduatorie in base al prezzo offerto
Il GSE ordina le offerte in base al prezzo risultante dal ribasso proposto e seleziona i progetti fino al contingente disponibile, nel rispetto dei requisiti minimi di concorrenza.
A parità di ribasso, prevale la domanda presentata prima. La graduatoria è pubblicata entro 45 giorni dalla chiusura delle istanze e l’inserimento in posizione utile dà diritto al riconoscimento del contributo.
Cauzione ed entrata in esercizio
Il beneficiario deve presentare una cauzione definitiva pari al 5% del costo dell’investimento e garantire l’entrata in esercizio commerciale dell’impianto entro 36 mesi dalla pubblicazione della graduatoria, salvo cause di forza maggiore o eventi calamitosi.
Il decreto MASE 5 giugno 2026 affida al GSE anche la gestione, l’erogazione e i controlli sul meccanismo, secondo modalità che saranno dettagliate nelle regole operative.

#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





