Angileri al Congresso UIL


SALUTI

Care delegate e cari delegati,

porto a questo Congresso il saluto affettuoso dell’intera comunità del CAF UIL che mi onoro di rappresentare. Un saluto al Segretario Generale, a tutta la Segreteria Confederale, alle categorie, alle strutture territoriali, a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno rendono viva la nostra Organizzazione.

Il Congresso è il luogo dove una comunità si guarda negli occhi e decide quale futuro costruire. Ed è dal futuro che vorrei partire, perché il tema che ci accompagna in questi giorni è l’Intelligenza Artificiale: una rivoluzione che cambierà il lavoro, l’economia, i servizi. Ma prima di parlare di tecnologia, vorrei parlare di persone.

Persone

Il CAF UIL non è un algoritmo, non è una piattaforma: ha un volto, una voce, una storia. È fatto di donne e uomini che ogni mattina aprono uno sportello e, prima ancora di gestire una pratica, accolgono una persona.

Ogni giorno migliaia di cittadini entrano nei nostri uffici. Non cercano un modulo: cercano qualcuno che li ascolti e li aiuti a capire. È qui il valore più grande del CAF UIL che sta nella professionalità di chi trasforma un servizio in una relazione di fiducia, che nessuna macchina potrà mai sostituire. Per questo dobbiamo continuare a investire nelle persone, attraverso la formazione e la valorizzazione delle loro competenze.

Ogni anno il CAF UIL elabora milioni di dichiarazioni fiscali, ISEE e pratiche sociali. Dietro questi numeri c’è un patrimonio straordinario di conoscenza: vediamo le disuguaglianze retributive e territoriali, le difficoltà delle famiglie, l’aumento delle richieste di bonus e prestazioni. Sono dati che raccontano quella che è la vita reale delle persone.

Questo patrimonio può essere letto in un’ottica attiva, insieme alla nostra Organizzazione, nei prossimi mesi. Noi lo mettiamo a disposizione, se può servire a costruire proposte concrete per le persone.

UIL

Il CAF UIL insieme a tutto il sistema dei servizi è parte integrante della UIL, ed è anche per questo un’occasione quotidiana per affermare la presenza del sindacato nella vita reale delle persone. Quando servizi, categorie e strutture territoriali lavorano in sinergia, siamo davvero una grande organizzazione al servizio delle persone.

Giovani

C’è una realtà che osserviamo ogni giorno e che dovrebbe far riflettere tutti: sempre più giovani entrano nei nostri uffici per chiedere un ISEE per poter accedere ad una borsa di studio, avere contributo per l’affitto o altri bonus.

Dietro quelle richieste c’è un pezzo d’Italia che fatica: una generazione che vive di precarietà e fatica a progettare il proprio futuro. Quando un reddito insufficiente rende difficile costruire una famiglia o accendere un mutuo, la precarietà economica diventa precarietà esistenziale.

Per questo la battaglia che la UIL sta conducendo per salari più alti, contratti migliori e lavoro stabile non è soltanto una rivendicazione sindacale: è una scelta di civiltà. La sfida non è soltanto creare lavoro. È creare buon lavoro: stabile, qualificato, ben retribuito.

Digitalizzazione

Allo stesso tempo, la digitalizzazione dei servizi pubblici è una trasformazione necessaria, ma non priva di rischi: mentre il mondo corre verso il digitale, milioni di persone — anziani, lavoratori con bassi livelli di istruzione, cittadini delle aree interne — restano indietro. Per loro il problema non è l’innovazione: è l’esclusione.

Ed è qui che il CAF UIL diventa il ponte tra lo Stato digitale e la vita reale delle persone. La nostra forza è la prossimità: essere presenti nei territori, vicino alle persone, nei luoghi dove vivono e lavorano. È questa prossimità che ci rende un presidio di inclusione e di cittadinanza, spesso il primo punto di accesso ai diritti.

Intelligenza Artificiale

Oggi in questo Congresso si è spesso affrontato che l’Intelligenza Artificiale cambierà molte cose, ma non deve cambiare ciò che siamo e ciò che difendiamo.

L’Intelligenza Artificiale non è solo una novità tecnologica: è una trasformazione profonda che toccherà l’organizzazione del lavoro, i tempi di vita, i servizi, i diritti delle persone. La UIL ha avuto il coraggio e il merito di essere la prima organizzazione sindacale a porre con forza il tema di una regolamentazione dell’IA nel mondo del lavoro. Non per paura del futuro, ma per responsabilità verso chi lavorerà in quel futuro. Rivendichiamo con orgoglio questa scelta, perché ancora oggi, mentre molti inseguono solo la narrativa dell’innovazione, noi mettiamo al centro le persone, i loro bisogni, la loro dignità.

Ed è una battaglia che dobbiamo continuare a portare avanti. Perché l’Intelligenza Artificiale porterà inevitabilmente meno carico di lavoro per il personale, e le aziende che ne beneficeranno potranno realizzare maggiori utili. Quegli utili devono essere redistribuiti sulla forza lavoro, non restare nelle mani di pochi: su questo punto il sindacato deve essere intransigente.

C’è poi un altro punto decisivo: la vita di una lavoratrice o di un lavoratore non può essere consegnata a un algoritmo senza regole. Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può decidere da solo assunzioni, licenziamenti, carriere, valutazioni di performance. Chiediamo con forza che ogni utilizzo dell’IA nei processi decisionali aziendali sia regolato, trasparente, verificabile, e che resti sempre un controllo umano effettivo. Dietro a ogni “dato” c’è una persona, con la sua storia, le sue fragilità, le sue aspirazioni. Ridurre la complessità delle vite a un numero significa aprire la strada a nuove disuguaglianze, a nuove forme di esclusione.

C’è poi un altro tema fondamentale.

La Intelligenza Artificiale non eliminerà semplicemente posti di lavoro. Molti lavori cambieranno profondamente. Altri nasceranno. Altri ancora scompariranno. Ecco perché la formazione continua deve diventare uno dei grandi diritti del lavoro del XXI secolo.

Nessun lavoratore deve essere escluso perché non ha avuto opportunità di aggiornare le proprie competenze. Noi non crediamo in una Intelligenza Artificiale che sostituisce l’uomo.

Anche noi, come CAF UIL, stiamo investendo per costruire una comunicazione sempre più puntuale con il cittadino, condividendo con la nostra confederazione il migliore utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale UILLY IA.

Ma il nostro punto cardine resta sempre lo stesso: le nostre operatrici e i nostri operatori.

Ed è per questo che li sosteniamo attraverso sistemi semplificati, pensati per liberare tempo, lasciare più spazio al rapporto umano e permetterci di offrire sempre più servizi per le persone.

Conclusioni

In un Paese in cui la digitalizzazione rischia di lasciare indietro milioni di persone — anziani, lavoratori poco qualificati, cittadini delle aree interne — il CAF UIL e l’insieme dei servizi della UIL sono e devono restare il ponte tra lo Stato digitale e la vita reale.

La nostra forza è la prossimità, la presenza nei territori, nei luoghi di lavoro e di vita e la proposta del nostro segretario di potenziarla con l’apertura di nuove sedi è la testimonianza di rimanere sempre più vicini ai cittadini.

Ecco allora la nostra idea di futuro: un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale elabora milioni di dati, ma la mano tesa a chi chiede aiuto è sempre una mano umana. Un futuro in cui la tecnologia non è un fine, ma uno strumento al servizio dei diritti, della giustizia sociale, della coesione. Un futuro in cui il lavoro non viene svalutato, ma qualificato e rafforzato dall’innovazione.

Care delegate e delegati, l’Intelligenza Artificiale cambierà gli strumenti, i processi, i servizi. Ma non deve cambiare tre cose fondamentali: la nostra capacità di stare accanto alle persone, la nostra idea di solidarietà, la nostra missione di rappresentanza. Questo Congresso ci consegna una responsabilità e una promessa. La responsabilità di guidare il cambiamento, non di subirlo. La promessa che la UIL continuerà a essere dove è sempre stata: dalla parte delle persone che lavorano, dei giovani che cercano il loro posto nel mondo, di chi rischia di essere lasciato indietro.

L’Intelligenza Artificiale può fare molto. Ma l’intelligenza, il cuore, la coscienza collettiva che servono all’Italia di oggi e di domani restano quelli delle donne e degli uomini della nostra Organizzazione. Continueremo a esserci con la nostra competenza, con i nostri valori, con la nostra grande comunità: la UIL.


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 Manuela Tiberi

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