Che accadrà ora? «I presidenti La Russa e Fontana faranno delle valutazioni, ma la paralisi finora è dipesa dalla sinistra» dice il senatore di Forza Italia
Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza Rai compresa la presidente Barbara Floridia del M5s si sono dimessi, consegnando una lettera ai presidenti delle Camere. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile . Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Uno spettacolo desolante, la misura è colma», afferma Floridia. «Un atto politico necessario, effetto della paralisi che da mesi impedisce alla commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia per le divisioni nella maggioranza», dicono i capigruppo di opposizione Graziano (Pd), Carotenuto (M5s), Bonelli e De Cristofaro (Avs) e Boschi (Iv).
“L’opposizione ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai”
Poco dopo arriva la risposta e la mossa speculare del centrodestra. “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare. È anomalo, infatti, che il presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di presidente della Repubblica. E le opposizioni, appunto, hanno sfruttato in maniera vergognosa questa legge, impedendo così alla Rai di avere un presidente nonostante sia stato designato già da tempo dallo stesso cda della Rai”. Lo dichiarano, in una nota, i componenti di centrodestra della commissione Vigilanza sulla Rai.
“L’avidità della sinistra ha prodotto lo stallo”
“Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima – prosegue la nota – inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il servizio pubblico, dopo aver perso il governo della nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in commissione. Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova commissione con un nuovo presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista”.
L’ironia di Gasparri: non è in cima alle notizie della giornata
«Se me l’aspettavo? No, l’ho appreso dai giornali, ma io oggi ho cominciato la giornata con l’ambasciatore dell’Ucraina che ci ha parlato dei bombardamenti di questa notte. Capisce bene che, nella classifica delle notizie della giornata, questa la metterei a fondo classifica”. Risponde così all’Adnkronos il senatore azzurro e componente della Vigilanza Rai Maurizio Gasparri commentando la notizia delle dimissioni in blocco dei componenti di minoranza e della presidente della Vigilanza Rai, alla vigilia della presentazione dei palinsesti della tv pubblica.
«Adesso i presidenti di Camera e Senato decideranno che cosa fare, si è dimessa la minoranza, non so cosa farà la maggioranza. Io mi uniformerò alle decisioni che saranno prese», precisa Gasparri. Che scandisce: «C’è una prassi che la presidente debba essere di minoranza, ma è solo una prassi, a differenza del Copasir dove invece è obbligatorio. Non credo comunque che la maggioranza eleggerà un presidente di maggioranza, anche perché sarebbe una cosa poco utile. Lo escludo assolutamente».
Che cosa accadrà dopo le dimissioni
Che accadrà ora? «I presidenti La Russa e Fontana faranno delle valutazioni – dice il senatore FI – Del resto, la paralisi è colpa della sinistra e della sua pregiudizievole opposizione alla designazione della Agnes, persona indipendente dai partiti, mentre la minoranza di centrodestra anni fa accettò Petruccioli, e fu un’ottimo presidente della Rai». Nel mondo «c’è una classifica di importanza di ciò che succede – chiosa poi Gasparri – Sono sempre i palinsesti che dettano la vita delle persone. Domani la Rai presenta i suoi palinsesti: ecco, loro hanno voluto far parte dei palinsesti».
Cosa prevedono i regolamenti parlamentari?
Il regolamento della Commissione di Vigilanza Rai disciplina espressamente la sostituzione dei componenti dimissionari. L’articolo 3 stabilisce che: in caso di dimissioni, i membri della Commissione sono sostituiti con le stesse modalità con cui erano stati nominati; non sono ammesse sostituzioni temporanee. In pratica, saranno i gruppi parlamentari interessati a indicare i nuovi componenti e i presidenti di Camera e Senato formalizzeranno le nuove nomine.
La Commissione può continuare a lavorare?
Sì, ma molto dipende dall’entità delle dimissioni e dalle decisioni dei presidenti delle Camere. Fino alla sostituzione dei commissari: la Commissione rischia di non avere una composizione pienamente operativa; se viene meno il numero necessario per deliberare o se manca una guida effettiva, l’attività può restare sospesa; i presidenti di Camera e Senato possono accelerare la ricostituzione dell’organismo convocando la nuova Commissione.
Di fatto, la Vigilanza era già bloccata da mesi sul piano politico; le dimissioni trasformano quello stallo in una crisi istituzionale.
Come verrà sostituita Barbara Floridia?
Le dimissioni di Floridia riguardano sia la presidenza sia il suo ruolo di componente. Una volta ricostituita la Commissione con gli eventuali nuovi membri: i presidenti di Camera e Senato convocheranno la Commissione; si procederà all’elezione del nuovo Ufficio di presidenza; il nuovo presidente sarà eletto a scrutinio segreto: nelle prime due votazioni è richiesta la maggioranza dei tre quinti dei componenti, successivamente è sufficiente la maggioranza assoluta. Non esiste una norma che imponga che il presidente appartenga all’opposizione: è una consolidata prassi parlamentare, come ha ricordato anche Gasparri. Diversamente dal Copasir, qui non c’è un obbligo di legge.
Quali effetti ci saranno sui lavori della Vigilanza?
Nell’immediato: è probabile un ulteriore rallentamento o una sospensione delle attività fino alla ricostituzione della Commissione; resteranno congelate le attività di indirizzo, controllo e audizione finché non sarà ristabilita una governance pienamente funzionante.
Sul piano politico, la vicenda aumenta la pressione sui presidenti di Camera e Senato affinché decidano rapidamente come ricostituire la Commissione. Resta inoltre aperto il nodo che ha causato mesi di stallo, cioè il mancato accordo sulla governance Rai e, in particolare, sulla presidenza dell’azienda.
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Carlo Marini
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