Cosa ha detto Mauro Ferrari dopo la cessione di Brescia a Roma



Una lunghissima conferenza stampa – con il sottofondo della contestazione dei tifosi – di Mauro Ferrari dopo la sua decisione di cedere la Pallacanestro Brescia a Paul Matiasic, il quale ha dato vita alla Maxima Roma. L’amministratore delegato di Germani Spa ha raccontato le motivazioni che lo hanno portato a prendere questa decisione, anticipando la sua disponibilità a mettere sul piatto un titolo di B o A2 alla città nei prossimi giorni. Ecco tutti i temi principali (QUI la diretta testuale).

Perché Mauro Ferrari ha ceduto a Paul Matiasic?

“I dettagli della vendita sono coperti da un patto di riservatezza, in quanto il closing non è ancora stato firmato. E questi patti di riservatezza non mi permettevano di parlare. Sono stati fatti sforzi economici importanti e sono stati portati via giorni alla mia attività e alla mia famiglia. Sono stati investiti circa 30 milioni di capitali. Penso che la razionalità nella sostenibilità economica di un progetto sia alla base di tutto.

Il sistema basket è in crisi. L’avvento di fondi esteri è significativo, Trieste è americana, le due nuove Roma sono americane. In questi giorni ho ricevuto telefonate da due presidenti di A2 e tre di A1 che mi hanno chiesto se avessi conoscenze di capitali stranieri per l’acquisto dei loro club. Perché la sostenibilità del sistema sta diventando insostenibile in certe piazze. 

Oggi sul conto abbiamo poco più di 500 mila euro, e non più i 30 milioni di dieci anni fa. Capisco che qualcuno si diverta di più a fare anni di salvezza. Ma per fare una squadra di Serie A oggi, per potersi salvare, servono dai 5 ai 6 milioni di euro. E una sola famiglia, con relativi sponsor, non può continuare a sborsare dai 3 ai 4 milioni. Ed è bene che ci si fermi, e si resetti. Ci sono le condizioni per ripartire. Perché non l’ho fatto prima? Lo scorso anno ho convocato una cena con 40 imprenditori e si sono presentate solo due signore.”.

Quando Mauro Ferrari ha deciso di vendere a Matiasic?

“Graziella Bragaglio non ha fatto un passo indietro. Ho convocato il CDA solo quando ho capito che l’operazione Roma poteva andare a buon fine. Ho ritenuto opportuno salvaguardare il mio CDA, e la Graziella, e chiedergli di fare un passo indietro. Ho detto: “Non so quel che faremo e accadrà. Qualora non si verifichi un determinato evento, chi verrà a decisione libera tornerà al proprio posto.

Con Matiasic abbiamo iniziato a chiacchierare in modo coerente e serio dal 7 giugno. Ma è stato il primo approccio. Non sono a conoscenza delle tempistiche del progetto Roma. Non conosco assolutamente il progetto. Sicuramente è importante. Roma 1 e Roma 2, secondo me, ci sarebbero state comunque. Senza Brescia e Cremona, ci sarebbe stato qualcun altro”.

Ferrari pronto a mettere un titolo di A2 o B a disposizione. Pronto un title sponsor

Non ho nessun asso nella manica. Tuttavia, ho pensato che fosse cosa giusta e buona mettere a disposizione delle istituzioni un titolo. Oggi in Italia ci sono disponibili due titoli di Serie B e due titoli di A2 da poter acquisire per fare sì che si possa proseguire a fare basket a Brescia. Ho pensato sia interessante farlo e devolverlo al Comune, in modo che ne sia tesoriere con una delle società, la quale lo dia in concessione a un costo irrisorio a una Newco. La quale possa decidere in base alle disponibilità finanziarie di affrontare una B1 o A2, per poter proseguire a fare basket nella nostra città. C’è un title sponsor serio e disponibile per ripartire. Che possa garantire tranquillamente la B1 e, con altri soci, anche la A2. Abbiamo solo poco tempo per prendere queste decisioni, però il tempo c’è (fino al 7 luglio, dice Ferrari, che parla di un DG già pronto a lavorare e di 5/6 giocatori già pronti a venire). Bisogna sedersi a un tavolo da lunedì mattina e capire cosa si può fare”.

Quali squadre sono? Se vi dico i nomi, i titoli schizzano di 200/300 mila euro e anche di più. E tantomeno vi chiedo di non fare pubblicazioni astratte. Siamo già fortunati che siano 2 e 2. E riusciamo a fare trattative. Non potevo cercare un titolo prima. Come faccio a rivolgermi a campionato in corso a un terzo se mi vende il titolo sportivo? Peraltro eravamo in cima alla classifica. Come potevo mettere in giro la voce che cercavo un titolo? Ci sono timing da seguire. Non dico quali sono le squadre che vendono il titolo di A2 o B, lo dico per interesse nostro e di chi vorrà portare avanti il basket a Brescia. Il closing di operazioni come quella di Roma saltano anche due ore prima, dopo mesi e mesi di lavoro”.

Ho parlato con il title sponsor. Ci sono le condizioni già ottimali per poter partire dalla B1ò Per quanto riguarda la A2, ci sono due titoli. Le condizioni sono da costruire nella settimana entrante per fare quadrare il budget. Il title sponsor mi ha detto che se ci sono ce la facciamo. Io ci sono per portare il titolo, poi non ho grande voglia di mettermi a capo della prossima pallacanestro. Ci sarà sicuramente qualcuno che mi voglia sostituire”.

La moglie di Miro Bilan mi ha detto…

“Stamattina è venuto a trovarmi Bilan con la moglie e il bambino. La moglie di Bilan ha parlato con me per un’ora, mi ha detto che la città è arrabbiata con me perché tutta la città per tre/quattro anni si è divertita tanto tanto tanto, spendendo poco poco poco. Ora lei ha tolto il giochino e sono tutti arrabbiati.”

Uno schiaffo alla città?

“M viene difficile da dire che non sia uno schiaffo alla città. Può essere visto come tale. Ma preferisco per un senso di responsabilità dire che una sana sberla fa bene se ci rimettiamo in carreggiata. Sarebbe più grave se il club fosse in default, non ci fosse denaro per prendere titoli sul mercato, o un title sponsor pronto per far ripartire tutto. Oggi invece c’è la possibilità di ripartire. A mio avviso non è poco”.

L’assenza delle istituzioni non è un segnale

“La presenza oggi della sindaca sarebbe stata gradita, ma è sabato pomeriggio. Non vuol dire che non sia interessata. Mettiamo da parte questa ipotesi subito. La sindaca è interessatissima al basket, ci siamo sentiti ieri sera e stamattina. La questione titoli non è aleatorio. Con il title sponsor siamo d’accordo che come ci si riunisce, e si stabilisce su che linea andare, si entra in trattativa per l’acquisizione di un titolo, che non è un grande problema. Bisogna prendersi un po’ di rischi con una due diligence ma perché i tempi sono stretti”.

Germani pronto a restare come sponsor

“Mossa necessaria per la situazione in Germani? Assolutamente no. I fondi a disposizione di Pallacanestro Brescia tramite Germani e società collegate a Mauro Ferrari, sono andati avanti indistintamente a evolvere denaro per ripianificare a fine anno i bilanci. La presenza del fondo nulla a che vedere con la decisione odierna. Anzi, qualora ci fosse necessità, Germani sarà presente come sponsor”.

Palla alle istituzioni e il messaggio ai tifosi

“Io non convoco nessun tavolo per rispetto istituzionale. Non ho alcun titolo per convocare un tavolo al di fuori delle mie aziende. Già stasera parlerò con il title sponsor e la sindaca. Io non ho dato per scontato che Graziella Bragaglio o Matteo Bonetti siano pronti a rifare basket. Sono coloro che hanno riportato la squadra in Serie A, coloro che hanno accompagnato la squadra fino al 2020. Se vorranno esserci, penso sia doveroso che siano le prime persone ad essere chiamate. Diversamente si valuterà il dà farsi con il sindaco. L’importante è raggiungere l’obiettivo prefissato. Il tempo è poco, sarebbe interessante capire e vedere – senza Mauro Ferrari – se i signori fuori sono propensi a una B1 o a una A2. Visto che cantano, insultano, è giusto che vengano anche a parlare. Hanno fatto un bellissimo comunicato dove dicevano facciamo gruppo e squadra e ripartiamo”.

I contratti di Cotelli e i giocatori passando a Roma ma…

“Passano nella nuova società, nel frattempo c’è l’aspetto umano che sto valutando. Formalmente in blocco passano tutti a Roma. Ma il preparatore atletico per esempio è scomodo andare a Roma. Cotelli diventa papà, bisogna vedere anche cosa farà Brescia. Anche cosa facciamo noi. Se facciamo una B1 o un A2, bisogna chiedere a Cotelli se vuole restare”.


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