RAMSES CONSULTING NEWS n. 784 – 05 giugno 2026
50 milioni di euro nel biennio 2027-2028
Le imprese artigiane potranno presto contare su un nuovo strumento di sostegno dedicato alla crescita e allo sviluppo delle attività produttive. Con il Decreto Legge 38/2026, convertito in legge il 21 maggio 2026, è stato infatti istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un Fondo specificamente destinato alla promozione, allo sviluppo e al rafforzamento delle imprese artigiane italiane.
La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 50 milioni di euro per il biennio 2027-2028 e punta a favorire la realizzazione di programmi di investimento e progetti di sviluppo aziendale attraverso agevolazioni sull’accesso al credito.
L’obiettivo è fornire un supporto concreto alle imprese del comparto in una fase in cui il costo del denaro continua a incidere in modo significativo sulle scelte di investimento e sulla capacità di crescita delle attività produttive.
Di cosa si tratta
Il Fondo nasce per agevolare l’accesso al credito delle imprese artigiane e favorire la realizzazione di programmi di crescita, innovazione e consolidamento aziendale.
Negli ultimi anni molte imprese hanno dovuto confrontarsi con un aumento dei costi finanziari e con criteri di concessione del credito sempre più selettivi. In questo contesto, la possibilità di beneficiare di un contributo sugli interessi può rappresentare un importante elemento di supporto per la sostenibilità economica degli investimenti.
L’intervento si inserisce quindi tra le misure finalizzate a rafforzare la competitività del comparto artigiano, sostenendo le imprese che intendono investire nell’ammodernamento delle attività, nell’innovazione dei processi produttivi e nello sviluppo del proprio business.
Chi può beneficiare del fondo
La norma stabilisce che il beneficio sarà riservato alle imprese artigiane in possesso dei requisiti previsti dalla Legge 443/1985, la storica legge quadro sull’artigianato.
Il requisito centrale resta la figura dell’imprenditore artigiano, che deve:
- partecipare personalmente all’attività aziendale;
- assumere la piena responsabilità dell’impresa;
- svolgere in maniera prevalente il proprio lavoro nel processo produttivo.
Potranno accedere alla misura anche le imprese costituite in forma societaria, purché rispettino le condizioni previste dalla normativa di settore.
In particolare, sarà necessario che:
- la maggioranza dei soci partecipi personalmente al lavoro aziendale;
- l’attività lavorativa dei soci sia svolta in maniera prevalente nel ciclo produttivo.
Tra i soggetti potenzialmente interessati rientrano:
- società di persone;
- cooperative artigiane;
- società di capitali che rispettano i requisiti previsti dalla normativa sull’artigianato.
La platea dei beneficiari comprende quindi numerose attività operanti nei diversi comparti produttivi e dei servizi, tra cui:
- imprese manifatturiere;
- attività di installazione e manutenzione;
- lavorazioni specialistiche;
- produzioni su misura;
- artigianato artistico;
- servizi alla persona.
I requisiti definitivi di accesso saranno comunque disciplinati dal decreto attuativo che dovrà essere emanato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Le risorse disponibili
Il nuovo Fondo potrà contare su una dotazione finanziaria complessiva di 50 milioni di euro, ripartita su due annualità.
| Annualità | Dotazione |
|---|---|
| 2027 | 20 milioni di euro |
| 2028 | 30 milioni di euro |
| Totale | 50 milioni di euro |
Le risorse saranno destinate alla concessione di agevolazioni in regime de minimis sotto forma di contributi in conto interessi, con la finalità di sostenere investimenti e progetti qualificati di sviluppo aziendale.
Non si tratta quindi di una misura che finanzia direttamente le spese sostenute dalle imprese attraverso contributi a fondo perduto, ma di uno strumento che interviene sul costo dei finanziamenti necessari per realizzare gli investimenti.
Interventi ammissibili
Il legislatore ha previsto che il Fondo sia destinato a sostenere programmi di investimento e progetti qualificati di sviluppo aziendale.
Le tipologie di intervento ammissibili saranno definite nel dettaglio dal futuro decreto attuativo. Tuttavia, sulla base delle finalità della misura, gli investimenti potrebbero riguardare attività finalizzate al rafforzamento e alla modernizzazione delle imprese.
Tra gli ambiti potenzialmente interessati figurano:
| Possibili interventi finanziabili |
| Acquisto di macchinari e attrezzature |
| Realizzazione o ammodernamento di impianti produttivi |
| Innovazione tecnologica e digitale |
| Efficientamento dei processi aziendali |
| Rafforzamento della competitività dell’impresa |
| Progetti di crescita e consolidamento aziendale |
L’obiettivo è favorire investimenti capaci di migliorare la produttività, aumentare la capacità competitiva delle imprese e accompagnare percorsi di innovazione e sviluppo.
Come funzionerà l’agevolazione
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda la forma dell’incentivo.
Le agevolazioni saranno infatti concesse sotto forma di contributi in conto interessi. In pratica, il Fondo contribuirà a ridurre il costo degli interessi applicati ai finanziamenti bancari richiesti dalle imprese per realizzare investimenti o progetti di sviluppo.
Questo meccanismo permette di alleggerire il peso finanziario dell’operazione e di rendere più sostenibili i programmi di investimento, soprattutto per le imprese che necessitano di ricorrere al credito per finanziare la propria crescita.
Si tratta di una soluzione particolarmente interessante per le aziende che stanno pianificando investimenti di medio-lungo periodo e che devono confrontarsi con un contesto caratterizzato da costi finanziari ancora elevati.
Il regime de minimis
La norma prevede espressamente che le agevolazioni siano concesse nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti de minimis.
Ciò significa che ogni impresa potrà beneficiare del sostegno entro i limiti stabiliti dalla normativa comunitaria per gli aiuti di importanza minore.
Attualmente il massimale previsto dal regolamento europeo è pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni.
Prima della concessione dell’agevolazione sarà quindi necessario verificare:
- il plafond de minimis ancora disponibile per l’impresa;
- gli eventuali aiuti già ottenuti nell’ultimo triennio;
- la compatibilità con altre agevolazioni eventualmente percepite.
La corretta gestione del plafond disponibile rappresenterà quindi un elemento fondamentale per poter accedere al beneficio.
Quando sarà possibile presentare domanda
Nonostante l’istituzione del Fondo sia già stata formalizzata, la misura non è ancora operativa.
Per l’avvio effettivo sarà necessario attendere il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che dovrà essere adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il provvedimento definirà tutti gli aspetti operativi della misura, tra cui:
- modalità di presentazione delle domande;
- documentazione richiesta;
- criteri di ammissibilità e selezione;
- modalità di concessione delle agevolazioni;
- procedure di gestione del Fondo;
- eventuali priorità territoriali o settoriali.
Solo dopo la pubblicazione del decreto ministeriale sarà possibile conoscere le date di apertura dello sportello e presentare le richieste di agevolazione.
Un’opportunità da monitorare
Il nuovo Fondo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il sistema dell’artigianato italiano, un comparto che continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’economia nazionale e nella valorizzazione delle competenze produttive del territorio.
Pur non trattandosi di un contributo a fondo perduto sugli investimenti, il sostegno al costo del credito può tradursi in un importante vantaggio per le imprese che intendono realizzare programmi di sviluppo, innovazione e ammodernamento.
Per le aziende artigiane che stanno pianificando investimenti nel 2027 e nel 2028 sarà quindi importante monitorare l’uscita del decreto attuativo, verificare la propria situazione rispetto al regime de minimis e preparare per tempo la documentazione necessaria per accedere alle future agevolazioni.
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