RAMSES CONSULTING NEWS n. 782 – 28 maggio 2026
Nuovo incentivo del MIMIT
La misura è destinata a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad alto contenuto tecnologico tramite agevolazioni che possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili. L’incentivo prevede un contributo a fondo perduto pari al 35% sotto forma di contributo in conto impianti e un ulteriore 40% tramite finanziamento agevolato a tasso zero, con un piano di rimborso della durata massima di 7 anni.
L’intervento punta a favorire la transizione green e il rafforzamento competitivo delle micro, piccole e medie imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, attraverso una dotazione finanziaria complessiva di 448 milioni di euro, con una quota pari al 25% riservata alle micro imprese e alle PMI.
Delle risorse complessive, circa 216 milioni di euro derivano dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, mentre circa 224 milioni provengono dal rientro delle rate relative a finanziamenti agevolati concessi nell’ambito di programmi operativi nazionali attivati tra il 2007 e il 2020. Alla dotazione iniziale potranno inoltre aggiungersi ulteriori fondi, anche di origine europea, qualora disponibili.
Soggetti beneficiari e requisiti di accesso
La misura è rivolta esclusivamente alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che operano, o intendono operare, con una sede produttiva localizzata in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le imprese beneficiarie devono possedere alcuni requisiti fondamentali:
- essere regolarmente costituite e attive nel Registro delle Imprese;
- adottare il regime di contabilità ordinaria;
- disporre di almeno due bilanci approvati e depositati;
- operare nel pieno esercizio dei propri diritti;
- essere in regola con normativa edilizia, urbanistica, ambientale e contributiva;
- aver restituito eventuali somme oggetto di revoca di precedenti agevolazioni ministeriali.
Per imprese individuali e società di persone è richiesta la presentazione di almeno due dichiarazioni dei redditi.
Possono partecipare anche imprese estere, purché dimostrino la disponibilità di un’unità produttiva nelle regioni ammesse entro la prima richiesta di erogazione.
Settori ammessi ed esclusioni
| Ammessi | Esclusi |
|---|---|
| Imprese manifatturiere (Sezione C ATECO 2025) | Settori esclusi dalla normativa UE sugli aiuti regionali |
| Telecomunicazioni | Attività non ammesse dal Regolamento FESR |
| Informatica e software | Imprese soggette a sanzioni interdittive |
| Ricerca e sviluppo | Imprese prive dei requisiti antimafia |
| Magazzinaggio e logistica | Imprese non in regola con l’obbligo assicurativo |
| Altri servizi previsti dall’allegato 4 del decreto | Imprese con condanne ostative alla partecipazione a bandi pubblici |
Resta inoltre confermato il vincolo anti-delocalizzazione: l’impresa non deve aver trasferito attività produttive verso l’unità interessata dall’investimento nei due anni precedenti la domanda e dovrà mantenere tale impegno anche nei due anni successivi al completamento del programma agevolato.
Imprese ammissibili e requisiti
Il bando è destinato alle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare programmi di investimento nelle Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono possedere i requisiti previsti dal decreto, tra cui:
- essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese;
- adottare il regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati, oppure di almeno due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone;
- trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
- rispettare la normativa edilizia, urbanistica, ambientale, in materia di lavoro e sicurezza;
- aver restituito eventuali somme dovute a seguito di revoca di precedenti agevolazioni ministeriali;
- rispettare i vincoli anti-delocalizzazione previsti dalla normativa, sia nei due anni precedenti la domanda sia nei periodi successivi alla concessione dell’agevolazione;
- aver adempiuto all’obbligo assicurativo contro i danni catastrofali introdotto dalla Legge di Bilancio 2024.
Tecnologie finanziabili e obiettivi ambientali
Le agevolazioni sono destinate ai programmi di investimento presentati dalle PMI che prevedono l’utilizzo di tecnologie abilitanti orientate alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali. Tra le principali tecnologie ammesse rientrano advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, Internet of Things, cloud computing, cybersecurity, big data, analytics, intelligenza artificiale e blockchain.
Per accedere agli incentivi, i programmi devono prevedere un utilizzo prevalente delle tecnologie riconducibili al paradigma Transizione 4.0 e risultare finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento competitivo dell’impresa attraverso investimenti produttivi innovativi.
Gli interventi agevolabili devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:
- ampliamento della capacità produttiva;
- diversificazione della produzione attraverso nuovi prodotti;
- cambiamento fondamentale del processo produttivo esistente.
Ambiti prioritari di intervento
Saranno maggiormente valorizzati i programmi capaci di contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea, con particolare attenzione a:
| Ambito | Interventi finanziabili |
|---|---|
| Economia circolare | utilizzo efficiente delle risorse, recupero e riuso dei materiali, trattamento dei rifiuti, smart packaging |
| Efficienza energetica | interventi in grado di garantire un risparmio energetico pari ad almeno il 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente |
| Innovazione produttiva | investimenti orientati alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi aziendali |
In continuità con le precedenti edizioni della misura, saranno quindi premiati i programmi caratterizzati da un elevato livello di sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione.
Spese ammissibili e limiti di investimento
I programmi di investimento devono prevedere spese comprese tra un minimo di 750 mila euro e un massimo di 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato.
Le agevolazioni coprono spese relative a immobilizzazioni nuove di fabbrica, materiali e immateriali, strettamente funzionali alla realizzazione del programma di investimento.
Spese finanziabili
| Tipologia | Limiti e condizioni |
|---|---|
| Macchinari, impianti e attrezzature | destinati all’unità produttiva oggetto dell’investimento |
| Opere murarie | ammesse entro il limite del 40% dei costi complessivi |
| Programmi informatici e licenze | collegati all’utilizzo dei beni materiali agevolati |
| Certificazioni ambientali | secondo quanto previsto dal provvedimento attuativo |
| Consulenze specialistiche ed energetiche | entro i limiti che saranno definiti dal decreto direttoriale |
Sono quindi ammissibili le spese per l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, opere murarie, software, licenze e certificazioni ambientali, oltre ai costi per consulenze specialistiche ed energetiche nei limiti previsti dalla normativa attuativa.
Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione del beneficio. Il Ministero potrà concedere una proroga massima di sei mesi, previa richiesta motivata da parte dell’impresa beneficiaria.
La struttura delle agevolazioni
Il pacchetto agevolativo previsto dal bando consente alle imprese beneficiarie di ottenere un sostegno fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
La misura si articola nelle seguenti componenti:
| Agevolazione | Intensità |
|---|---|
| Contributo a fondo perduto (contributo in conto impianti) | 35% delle spese ammissibili |
| Finanziamento agevolato a tasso zero | 40% delle spese ammissibili |
| Quota a carico dell’impresa | almeno 25% con risorse proprie o finanziamenti non agevolati |
Il finanziamento agevolato sarà concesso senza applicazione di interessi e dovrà essere restituito tramite rate semestrali nell’ambito di un piano di ammortamento della durata massima di 7 anni, senza la previsione di particolari garanzie.
Una quota pari al 25% delle risorse complessive sarà riservata alle micro e piccole imprese, con l’obiettivo di favorire l’accesso agli investimenti anche alle realtà imprenditoriali di minori dimensioni.
Le domande dovranno essere presentate tramite la piattaforma di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso una procedura valutativa a sportello. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda di agevolazione.
Elementi premiali in fase di valutazione
Oltre agli aspetti tecnici legati all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale, il decreto prevede specifici elementi premiali in fase di valutazione delle domande.
In particolare, saranno attribuiti punteggi aggiuntivi alle imprese che possiedono:
- il rating di legalità;
- la certificazione della parità di genere ai sensi dell’art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006.
Si tratta di requisiti non obbligatori ai fini dell’accesso alle agevolazioni, ma che potranno contribuire a migliorare il posizionamento delle imprese nell’ambito della procedura valutativa, premiando le realtà che hanno adottato modelli organizzativi orientati alla trasparenza, alla governance responsabile e alla sostenibilità sociale.
Le imprese interessate potranno presentare una sola domanda tramite la piattaforma di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
I termini operativi e le modalità di presentazione delle istanze saranno definiti con un successivo provvedimento ministeriale.
Erogazione delle agevolazioni e obblighi delle imprese
L’importo delle agevolazioni sarà rideterminato al termine del programma di investimento, sulla base delle spese effettivamente sostenute e riconosciute ammissibili a seguito delle verifiche previste.
Le imprese beneficiarie saranno tenute a:
- completare gli investimenti entro i termini stabiliti;
- rispettare tutte le condizioni previste dal decreto;
- garantire la copertura finanziaria della quota non agevolata del programma;
- mantenere gli obblighi previsti in materia di localizzazione dell’attività produttiva.
Resta inoltre confermato il vincolo anti-delocalizzazione: le imprese non devono aver trasferito attività verso l’unità produttiva interessata nei due anni precedenti la domanda e si impegnano a non effettuare delocalizzazioni fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento agevolato.
Domanda su Invitalia dopo il decreto direttoriale
Le domande di agevolazione dovranno essere presentate tramite la piattaforma informatica di Invitalia, soggetto incaricato della gestione amministrativa e tecnica della misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ogni impresa potrà presentare una sola richiesta di accesso alle agevolazioni.
Le date di apertura dello sportello, la modulistica ufficiale e l’elenco della documentazione da allegare saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sui portali del MIMIT e di Invitalia.
La procedura di accesso sarà valutativa a sportello. L’ordine cronologico di presentazione delle domande assumerà rilievo secondo le modalità che saranno stabilite nel decreto attuativo, insieme ai criteri di istruttoria e alle eventuali soglie minime di merito richieste per l’ammissione dei programmi di investimento.
Operatività
- Procedura a sportello valutativo: Le domande verranno valutate in base a una procedura a sportello; in caso di insufficienza delle risorse nel giorno di esaurimento dei fondi, verrà stilata una graduatoria basata sul merito del progetto.
- Punteggi premiali: Le imprese che possiedono il rating di legalità o la certificazione della parità di genere beneficeranno di un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione della domanda.
- Monitoraggio ed erogazione: L’erogazione avviene in un massimo di tre stati di avanzamento lavori (SAL) per l’importo di almeno il 25% dell’investimento
Scadenze
In attesa di decreto attuativo.
È fondamentale muoversi per tempo per poter presentare la domanda il giorno dell’apertura dello sportello (bando ad esaurimento fondi).
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