SPKTEATRO_GENERAZIONE CRITICA
Presenta
BEYOND ZETA
“Cambiamento”
III edizione
Un progetto di SpkTeatro
Con il sostegno di Regione Friuli-Venezia Giulia, Fondazione Friuli
E la partecipazione di Comune di Pordenone
Partner: Madame Rebinè
Nasce Generazione Critica: SpkTeatro affida ai giovani il potere di scegliere cosa va in scena
SpkTeatro non chiede più ai giovani di guardare uno spettacolo già scelto da altri: gli chiede di sceglierlo. È questo il cuore di Generazione Critica, il progetto di direzione artistica partecipata che l’associazione presenta oggi alla cittadinanza, dopo due anni in cui lo ha messo alla prova sul campo attraverso Beyond Zeta, il bando nazionale U35 cresciuto da 90 a 130 candidature in una sola edizione, arrivate da tutta Italia.
Da giurati a promotori: come nasce l’idea
L’idea nasce nel 2023, dopo anni di partecipazione di SpkTeatro come giurati al premio nazionale In-Box. Da quell’esperienza matura la sensazione di avere gli strumenti per promuovere in autonomia un proprio bando nazionale rivolto alle compagnie under 35. Ma fin da subito la domanda era un’altra: una call è sempre, prima di tutto, uno strumento di scouting, un modo per intercettare e monitorare produzioni che altrimenti non si vedrebbero mai dal vivo. Bastava questo?
Per SpkTeatro no. Da anni oltre il 50% degli spettacoli scelti per la propria programmazione arriva dalla produzione nazionale under 35: valorizzare quella scena non è un’iniziativa collaterale, è già l’essenza del lavoro dell’associazione. Restava però un problema molto concreto: come si promuove una programmazione fatta di nomi sconosciuti, compagnie giovanissime, titoli mai sentiti — mentre si prova, allo stesso tempo, a portare a teatro proprio i più giovani, cresciuti pensando al teatro come a un luogo rivolto sempre al passato?
La risposta è stata costruire un ponte diretto fra chi produce e chi, in teoria, dovrebbe essere il pubblico di domani: una giuria di giovani dai 15 ai 30 anni, chiamata a partecipare attivamente al processo di selezione — leggere le proposte, guardare i video, scoprire in prima persona cosa stanno facendo i propri coetanei che lavorano nel teatro contemporaneo.
Per costruirla, SpkTeatro ha scelto fin da subito una strada indipendente, coinvolgendo un collettivo del territorio già attivo nel mondo dell’arte e della cultura — APID Artisti Per Il Domani — invece di affidarsi a un canale istituzionale. Una giuria nata così, dal basso, è anche una giuria più libera di crescere ed evolversi negli anni.
Beyond Zeta, per questo, non è un bando che rappresenta una quota under 35 aggiunta a una programmazione. È la dichiarazione esplicita di ciò che SpkTeatro fa e cerca di fare da anni: presentare una scena giovane e viva, e farlo insieme al pubblico che quella scena dovrebbe rappresentare. È una sfida che da questa edizione viene condivisa anche da Ricò, la rassegna multidisciplinare di San Quirino dedicata al contemporaneo diretta da Madame Rebinè.
Beyond Zeta è la call nazionale ideata e promossa da SpkTeatro e curata da Lisa Moras dal 2024. Quest’anno la call arriva alla sua terza edizione e, per la prima volta, cambia pelle: nel tema — il sottotitolo diventa “Cambiamento” — e nella portata. Da questa edizione la selezione si allarga a due programmazioni: un primo spettacolo entrerà a far parte di Guarda Oltre – Festival del teatro presente, il festival indipendente che SpkTeatro promuove a Pordenone. Un secondo spettacolo entrerà nella programmazione di Ricò, negli spazi del Centro Livio Poldini a San Quirino.
Il 2027 è anche l’anno in cui Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura: un traguardo che porterà i riflettori nazionali sul territorio. SpkTeatro arriva a questo appuntamento con un progetto che cresce nella stessa direzione: più programmazioni, più compagnie coinvolte da tutta Italia, e una giuria giovane che da spettatrice diventa, sempre di più, protagonista delle scelte.
Dichiarazione di Lisa Moras, direttrice artistica
“Si dice da anni che il teatro ha un problema di ricambio generazionale, eppure le programmazioni restano spesso conservative — e lo dico non come un’accusa: molti finanziamenti guardano ai numeri, e puntare su un pubblico stabile e più adulto è il modo più sicuro per raggiungere quella quota. Il rischio, però, è che il teatro resti indietro proprio mentre il presente cambia. Dove il teatro è vivo, invece, si punta sempre sul contemporaneo e sulla continuità fra una generazione e l’altra — perché senza quella continuità il teatro rischia di diventare un contenitore vuoto, privo della scoperta e della lettura del presente in cui riconoscersi e discutere insieme.
Dietro un approccio conservativo, in fondo, c’è anche una forma di diffidenza verso il pubblico: se non gli si propone niente di nuovo, è perché in qualche modo lo si sottovaluta. E questa diffidenza funziona in entrambe le direzioni. Se la scena non rappresenta i giovani, loro si sentiranno sempre esclusi dal discorso; se a un adulto o a un anziano l’arte non racconta mai cosa sente davvero un giovane, quell’adulto finirà per credere che il giovane non abbia nulla da dire.
Per questo non possiamo mai smettere di innovare: significa non dimenticarci che esistono molteplici modi di guardare il mondo, e che scoprirli insieme, tutti insieme, è un processo di coesione sociale di cui non possiamo fare a meno. Non a caso è la giuria stessa, quest’anno, ad averci chiesto di andare a cercare proprio questo: spettacoli che sappiano guardare al cambiamento, non come tema astratto ma come esperienza che stanno vivendo loro per primi. Ce lo hanno scritto loro, nella call: è la loro voce, non la nostra, a chiederci di andare a cercarlo.”
Le compagnie interessate potranno candidarsi al bando Beyond Zeta attraverso Il Sonar, la piattaforma gestita da Straligut che ne cura anche la diffusione a livello nazionale, dal 3 al 28 agosto 2026. La prima fase di selezione sarà comunicata entro il 24 ottobre 2026, mentre i due spettacoli vincitori e le rispettive assegnazioni saranno annunciati entro il 12 dicembre 2026.
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