AGEVOLAZIONI TURISMO 2026 – Ramses Consulting


RAMSES CONSULTING NEWS n. 778 – 04 aprile 2026

È stato pubblicato il decreto del Ministero del Turismo che definisce le modalità attuative degli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2026, con una dotazione complessiva pari a 109 milioni di euro.

L’intervento prevede la concessione di contributi a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 4,5 milioni di euro, a sostegno delle imprese turistiche impegnate nel rafforzamento e nell’innovazione dell’offerta nazionale. Accanto alla quota a fondo perduto, è prevista la possibilità di coprire il restante 70% dell’investimento tramite finanziamenti agevolati.

Le finalità della misura si articolano in quattro direttrici principali:

  • la destagionalizzazione dei flussi turistici,
  • la digitalizzazione delle strutture,
  • la sostenibilità ambientale
  • la promozione di investimenti coerenti con i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance).

Il richiamo esplicito a destagionalizzazione, digitalizzazione dell’ecosistema turistico, sostenibilità e criteri ESG evidenzia la volontà di orientare le agevolazioni non solo verso investimenti tradizionali, ma anche verso progetti capaci di generare una trasformazione strutturale dell’offerta territoriale.

I potenziali beneficiari saranno presumibilmente le imprese private operanti nel settore turistico, comprese strutture ricettive, operatori dei servizi turistici, imprese della filiera e altri soggetti giuridici che realizzino investimenti conformi ai criteri che verranno definiti con decreto attuativo.

I programmi di investimento devono essere orientati allo sviluppo e al miglioramento dell’offerta turistica sul territorio nazionale, con particolare attenzione a interventi capaci di favorire la destagionalizzazione, la digitalizzazione del settore, il rafforzamento delle filiere e il rispetto dei criteri ESG.

L’obiettivo è incrementare la competitività e il livello di innovazione delle imprese turistiche.

Tali finalità possono essere perseguite attraverso:

– interventi di efficientamento energetico sugli immobili, anche su porzioni funzionalmente autonome, con risparmio energetico misurabile;
– installazione di impianti e attrezzature nuove, comprensive delle opere murarie necessarie, finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale e dell’inquinamento;
– introduzione di tecnologie digitali, inclusi sistemi per l’intelligenza artificiale, cablaggi strutturati e infrastrutture interne di rete;
riqualificazione di strutture quali piscine, impianti termali, centri wellness, spazi per eventi e congressi, anche in ottica di sostenibilità e accessibilità;
– acquisizione o sviluppo di software, brevetti, licenze e know-how legati a innovazione, sostenibilità e destagionalizzazione dell’offerta.

Anche in questo caso, le PMI possono includere le spese di consulenza fino al limite del 4% del costo totale ammissibile.

Possono candidarsi con proposte di investimento le imprese operanti nel settore turistico, individuate attraverso i codici ATECO riportati nella tabella seguente:

Codici ATECO
55.10.00 Servizi di alloggio di alberghi e simili
55.20.10 Ostelli
55.20.20 Rifugi e baite di montagna
55.20.41 Bed and breakfast
55.20.42 Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze
55.22.09 Altri servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d’acqua interne
55.30.01 Campeggi
55.30.02 Villaggi turistici e alloggi glamping
55.30.03 Aree attrezzate per veicoli ricreazionali
55.30.04 Marina resort
55.90.00 Altri servizi di alloggio
56.11.11 Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.12 Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.91 Attività di ristoranti connesse alle aziende agricole
56.11.92 Attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche
56.21.01 Attività di catering per eventi presso location dei clienti
56.21.02 Attività di catering per eventi presso sale per banchetti
56.22.01 Attività di servizi di catering su base contrattuale
56.22.02 Altri servizi di ristorazione
96.23.10 Servizi di centri termali
96.23.9 Altri servizi di centri benessere, sauna e bagno di vapore
93.21.00 Attività dei parchi di divertimento e dei parchi tematici
93.29.10 Discoteche, sale da ballo e simili
93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari
82.30.0 Organizzazione di convegni e fiere
82.30.01 Organizzazione di conferenze e congressi

La Manovra prevede uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro per il periodo 2026-2028 destinato a contributi diretti alle imprese. In base alle indicazioni attualmente disponibili, l’agevolazione potrebbe coprire fino al 60% delle spese ammissibili, in attesa delle disposizioni operative definitive.

Le modalità applicative saranno definite tramite decreto attuativo del Ministero del Turismo, di concerto con il MEF e previa intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Il secondo canale di intervento riguarda il rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia, con una dotazione complessiva pari a 550 milioni di euro fino al 2029.

Per il settore turistico lo strumento è rivolto principalmente a progetti di maggiore dimensione, caratterizzati da soglie minime di investimento normalmente elevate, ma ridotte in presenza di interventi nelle aree interne o finalizzati al recupero di strutture dismesse.

L’intensità dell’aiuto può raggiungere il 70% degli investimenti ammissibili, nel rispetto della disciplina applicabile e delle valutazioni tecnico-amministrative previste.

Le richieste di agevolazione devono essere presentate tramite la piattaforma informatica di Invitalia e devono includere un piano di investimento dettagliato, corredato da:

  • dichiarazione di possesso dei requisiti generali previsti dalla normativa vigente;
  • attestazione delle competenze tecniche e amministrative necessarie alla realizzazione del progetto;
  • progetto tecnico redatto da un professionista abilitato, con indicazione dell’impatto atteso in termini di incremento delle presenze turistiche e delle autorizzazioni disponibili;
  • piano economico-finanziario con analisi di costi, ricavi e impatti previsti su un orizzonte temporale di almeno 3-5 anni;
  • cronoprogramma degli interventi;
  • eventuale dichiarazione relativa al rating di legalità e alla certificazione di parità di genere.
Voce Dettaglio
Micro e piccole imprese +20%
Medie imprese +10%
Interventi con risparmio energetico ≥ 40% +15%
Investimenti nel Mezzogiorno +15%
Investimenti in aree assistite +5%
Anticipazione Fino al 30% con fideiussione
Erogazioni intermedie (SAL) Fino al 70% dell’investimento
Saldo finale Entro 150 giorni dalla rendicontazione

Il comma 470 rappresenta una delle novità più immediate per il settore. Lo stanziamento prevede 50 milioni di euro complessivi nel triennio 2026-2028, con una quota dell’1% destinata alle attività di gestione della misura. Le restanti risorse saranno erogate alle imprese sotto forma di contributi a fondo perduto.

Secondo la relazione tecnica allegata alla legge, il contributo potrà coprire fino al 60% dell’investimento ammissibile. Ad esempio, un intervento da 500.000 euro potrebbe beneficiare di un contributo fino a 300.000 euro senza obbligo di restituzione.

Il decreto attuativo dovrà essere adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Qualora i tempi vengano rispettati, le prime finestre per la presentazione delle domande potrebbero aprirsi già nella primavera del 2026.

Dal punto di vista fiscale, i contributi a fondo perduto rientrano generalmente nella base imponibile del beneficiario, salvo eventuali esenzioni specifiche. Sul piano degli aiuti di Stato, la compatibilità con la normativa europea dovrà essere verificata caso per caso, verosimilmente attraverso il regime de minimis o tramite autorizzazioni specifiche previste dal regolamento GBER.

Il comma 471 amplia l’intervento oltre il comparto turistico, rifinanziando i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia, strumento centrale della politica industriale nazionale per il sostegno a grandi programmi di investimento.

Le soglie minime di investimento sono pari a 20 milioni di euro, ridotte a 7,5 milioni per progetti turistici localizzati nelle aree interne o finalizzati al recupero di strutture dismesse.

Le risorse previste sono:

  • 250 milioni di euro per il 2027;
  • 50 milioni di euro per il 2028;
  • 250 milioni di euro per il 2029.

L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 70% degli investimenti ammissibili sotto forma di contributo a fondo perduto.

Lo strumento consente di finanziare il potenziamento dell’offerta ricettiva, la realizzazione di strutture polifunzionali, interventi di digitalizzazione e progetti di innovazione organizzativa. La sua particolarità risiede nella componente negoziale, che prevede un confronto diretto tra impresa proponente, Invitalia e Regioni interessate.

Attualmente, lo sportello per i programmi turistici risulta temporaneamente chiuso dal 1° luglio 2025 per effetto del Decreto Direttoriale del 23 giugno 2025. La riapertura potrebbe avvenire in concomitanza con il rifinanziamento previsto dalla nuova legge di bilancio.

La Manovra interviene anche sul Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), sia per la componente corrente sia per quella in conto capitale.

L’obiettivo è semplificare l’iter di concessione dei finanziamenti, in particolare nelle fasi di riparto e assegnazione delle risorse, al fine di garantire una programmazione più efficiente e coerente con la nuova governance economica europea.

Il Fondo viene rifinanziato con 37,5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028.

Tra le nuove misure compare il riconoscimento di “Destinazione turistica di qualità”, destinato a valorizzare i territori che investono su qualità dei servizi, sostenibilità e accessibilità.

Il titolo sarà attribuito dal Ministero del Turismo a Comuni, Unioni di Comuni e isole minori con popolazione inferiore a 30.000 abitanti. Il riconoscimento avrà durata biennale e comporterà un supporto prioritario da parte di ENIT nelle attività di promozione.

La misura è accompagnata da uno stanziamento di 500.000 euro annui a partire dal 2026.

È inoltre previsto un fondo da 250.000 euro annui, a decorrere dal 2026, per garantire l’efficienza dei servizi digitali del Ministero del Turismo migrati sul Polo Strategico Nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’interoperabilità tra enti pubblici.

Parallelamente, viene istituito un fondo dedicato all’operatività del Tourism Digital Hub collegato all’ecosistema italia.it, con una dotazione di 4,2 milioni di euro per il 2026 e 3,5 milioni annui a partire dal 2027, al fine di assicurare la continuità dei servizi oltre la fase di finanziamento PNRR.

La cumulabilità con altri incentivi dipenderà dalle disposizioni contenute nei decreti attuativi. In linea generale, il cumulo è consentito nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.

Per le imprese del Mezzogiorno, potrebbe risultare particolarmente interessante la combinazione con strumenti come ZES Unica e Transizione 5.0, soprattutto in presenza di investimenti in beni 4.0 con efficientamento energetico.

Resta tuttavia necessario verificare il rispetto del limite massimo di copertura dei costi ammissibili e la corretta distinzione tra le spese finanziate.

Il nuovo regolamento UE 2023/2831 ha portato il plafond de minimis a 300.000 euro in tre anni, limite che molte imprese turistiche dovranno monitorare con attenzione.

In attesa dei decreti attuativi, le imprese possono avviare attività preparatorie quali:

  • pianificazione degli investimenti;
  • raccolta di preventivi;
  • verifica della regolarità contributiva e fiscale;
  • analisi della capienza residua de minimis.

Per i progetti di dimensione rilevante, può essere opportuno valutare già ora la possibilità di accedere ai Contratti di Sviluppo, predisponendo business plan dettagliati e sostenibili.

I commi 469-471 della Legge di Bilancio 2026 rappresentano un passaggio significativo nel rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti nel settore turistico.

Le risorse disponibili e il rifinanziamento dei principali strumenti agevolativi aprono nuove opportunità per le imprese, pur lasciando aperti alcuni aspetti legati alla fase attuativa.

Come spesso accade, l’effettiva portata delle misure dipenderà dalla concreta applicazione operativa e dall’efficienza dei processi amministrativi.


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