#Finsubito news – «Ora basta blocchi, non cedo ai ricatti»


Arriva il decreto del governo con gli aiuti ad autotrasportatori, agricoltori e settore della pesca. Stanziati 175,2 milioni di euro complessivi, di cui, come anticipato da Il Messaggero: 105,2 milioni destinati all’autotrasporto, 60 milioni all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Ma il provvedimento non basta a fermare la protesta dei camionisti, che continua soprattutto in Campania, dove restano gravi le difficoltà nei rifornimenti di carburante e i disagi per la distribuzione delle merci. Il Garante per gli scioperi valuta possibili interventi urgenti, compresa la precettazione, mentre la premier Giorgia Meloni dice di «non cedere ai ricatti» e chiede di fermare i blocchi. I manifestanti e le opposizioni (dal Pd al M5s e Avs), però, contestano l’adeguatezza delle misure rispetto ai costi sostenuti dalle imprese. Per l’autotrasporto, il decreto stanzia 105,2 milioni aggiuntivi. Di questi, 45,2 milioni rafforzano il credito d’imposta per il gasolio acquistato da marzo ad agosto, portando la dotazione complessiva per quel periodo a circa 480 milioni, mentre altri 60 milioni sono destinati alle spese sostenute dal primo settembre al 5 ottobre. Secondo il viceministro dei Trasporto Edoardo Rixi sono già in arrivo i crediti d’imposta per duemila imprese. Sono 32mila quelle interessate fino ad agosto, a cui si aggiungeranno le domande per le spese extra affrontate a settembre e ottobre.

LE MISURE

Per sostenere la liquidità delle aziende, gli autotrasportatori iscritti all’Albo nazionale potranno chiedere la sospensione dei canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre di quest’anno e marzo 2027, rinviando i pagamenti fino al 31 marzo prossimo. Gli interessi restano dovuti secondo il contratto. Il decreto introduce anche una norma sul modello spagnolo per ripartire i rincari del gasolio tra autotrasportatori e committenti. Il ministero pubblicherà ogni tre mesi le soglie di riferimento per l’incidenza del carburante sui costi: nei contratti non scritti, i valori minimi saranno obbligatori per calcolare la quota da indicare in fattura. L’obiettivo è evitare che, quando il prezzo del diesel aumenta, il peso dei rincari ricada soltanto sui trasportatori, come spesso avviene proprio nel Mezzogiorno. Nei contratti scritti, invece, le soglie serviranno da riferimento per gli accordi tra le parti. Altri 70 milioni sono destinati ad agricoltura e pesca. Le imprese agricole potranno ricevere un contributo pari al 20% delle spese per il carburante acquistato dal primo giugno al 15 ottobre, fino a 45 centesimi al litro. Le risorse sosterranno 121 milioni di litri, entro il limite di 60 milioni.

Per le imprese della pesca sono stanziati 10 milioni, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Le modalità di accesso saranno definite dai provvedimenti attuativi. Il decreto rinvia inoltre dal primo dicembre di quest’anno al primo gennaio 2027 l’entrata in vigore del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore. Sul piano politico, Meloni rivendica la scelta di intervenire con risorse concrete e ringrazia gli autotrasportatori che hanno accettato il confronto e revocato i fermi. La premier avverte però che non saranno tollerate intimidazioni contro chi vuole continuare a lavorare, citando le segnalazioni di minacce e pneumatici tagliati ai camion dei colleghi. Meloni richiama il decreto Sicurezza, che ha introdotto il reato di blocco stradale, e non esclude la precettazione. Salvini dice che la protesta si è sbloccata in Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise, ma restano problemi in Campania e Calabria; le forze dell’ordine interverranno in caso di aggressioni. Anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida invita a consentire il passaggio delle merci, sottolineando che le mobilitazioni devono svolgersi nel rispetto delle regole e senza danneggiare altri lavoratori. Per il centrosinistra, invece, quelle accampate dal governo sono solo scuse per nascondere il fallimento nella gestione dell’ordine pubblico e nel contenimento dei prezzi dei carburanti. Le misure non convincono tutte le rappresentanze di categoria. Conftrasporto apprezza il decreto, mentre Confimprenditori giudica gli interventi insufficienti e li definisce «pannicelli caldi». Il Codacons stima possibili rincari per l’88% delle merci vendute nei negozi.

IL PERICOLO

Intanto la Commissione di garanzia sugli scioperi parla di un pericolo grave e imminente per i diritti dei cittadini, perché i blocchi compromettono l’approvvigionamento di beni essenziali e minacciano salute, sicurezza e libera circolazione. Per questo valuta interventi urgenti. Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha avviato accertamenti sulle denunce di minacce e danneggiamenti ai camion. Anche la Commissione Antimafia ha disposto approfondimenti su alcuni presidi in Calabria per verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata: si tratta di verifiche preliminari, che dovranno chiarire se vi siano responsabilità. In Campania la carenza di carburante ha lasciato a secco gran parte dei distributori. A Napoli un corteo ha bloccato le autocisterne e restano presidi fuori dai caselli. Sotto pressione anche i collegamenti con Ischia, Capri e Procida. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha segnalato rischi per servizi essenziali, dalla raccolta dei rifiuti agli spostamenti di medici e ambulanze. Le autorità hanno organizzato scorte e percorsi protetti per consentire la ripresa delle consegne, mentre in Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise la situazione torna gradualmente alla normalità. Ma la fine dei blocchi non significherà un ritorno immediato alla normalità: gli arretrati nelle forniture possono continuare a pesare su cantieri, panifici, fabbriche e stabilimenti industriali, con ritardi nella consegna di materie prime e merci.


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