Eni ha deciso di estendere il price cap sui carburanti per tutto l’anno. Intanto la premier Giorgia Meloni tratta con Q8.
“Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quando riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina (come annunciato a inizio ottobre), monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo”. Lo ha affermato l’ad, Claudio Descalzi. L’ad ha annunciato, in un colloquio con alcuni quotidiani l’allungamento del tetto al prezzo del carburante per tutto l’anno, come confermato da un portavoce dell’Eni all’Adnkronos.
“Per noi fare impresa significa gestire una strategia volta a perseguire un valore sostenibile e a lungo termine. Crediamo che le aziende abbiano una responsabilità sociale, non possiamo vivere in una sorta di bolla al di fuori del mondo reale. Quindi vogliamo e dobbiamo essere realistici e pensare che sostenere i clienti sia una priorità per un’azienda che si occupa di un bisogno fondamentale com’è l’energia. Per questo abbiamo deciso di introdurre un tetto massimo alle nostre vendite di benzina e diesel”, ha affermato Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, nella call con gli investitori sui conti del terzo trimestre 2026. “Si tratta – ha spiegato – di un limite che verrà rivalutato periodicamente. In termini di stime, riteniamo che, nelle attuali condizioni di mercato e ipotizzando il livello osservato finora, l’impatto in un trimestre si attesterà nell’ordine di alcune centinaia di milioni. Questa è, quindi, la logica alla base della nostra decisione e l’entità dell’impatto”.
Q8 pronta a proroga
Nel corso del bilaterale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’emiro del Kuwait è emersa la disponibilità kuwaitiana di prorogare il price cap su benzina e gasolio, già applicato da Q8 nelle scorse settimane in risposta all’appello del governo italiano per contenere i costi dell’energia e tutelare famiglie e imprese. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi. “La disponibilità dell’emiro – specificano – rappresenta un segnale concreto della solidità delle relazioni tra Italia e Kuwait e della capacità del governo italiano di promuovere un dialogo costruttivo con i partner strategici, traducendo il confronto diplomatico in misure di rilievo per cittadini e sistema produttivo”.
Schlein: “Tetto volontario ai prezzi soffoca gli indipendenti, serve legge uguale per tutti”
“Non si può chiedere ai distributori indipendenti di soffocare, mentre i grandi gruppi continuano a macinare enormi profitti che andrebbero tassati. Eni oggi dichiara che da inizio anno ha aumentato gli utili del 70 per cento rispetto all’anno scorso, guadagnando 6,4 miliardi di euro in più. E ha annunciato in queste ore la proroga fino a fine anno del tetto ai suoi prezzi che ha introdotto qualche settimana fa con il plauso di Giorgia Meloni. Solo che quel tetto volontario crea problemi di concorrenza coi distributori indipendenti e rafforza posizioni già dominanti”. Lo dice Elly Schlein.
“Proprio oggi sono andata a San Severo a incontrare Michele Finizio che gestisce una pompa bianca e che era in sciopero della fame a causa delle conseguenze che quel tetto, deciso dalle grandi società petrolifere, sta avendo su migliaia di distributori indipendenti e sui loro lavoratori. Perché loro comprano il carburante dalle stesse grandi società ma a prezzo pieno di mercato, e poi non riescono a competere con esse. C’è chi ha dovuto chiudere, e chissà a chi si ritroverà a vendere la pompa”, prosegue la segretaria del Pd.
“Serve ristabilire equità, serve un intervento pubblico che introduca per legge un tetto al prezzo dei carburanti che sia uguale per tutti, temporaneo per 90 giorni e attuabile solo in circostanze eccezionali verificate dal Garante dei prezzi, come chiedono i gestori dei benzinai di Faib Confesercenti e Fegica. Michele dopo il nostro incontro ha sospeso lo sciopero della fame, ma gli ho promesso che porteremo avanti questa giusta battaglia”, conclude Schlein.
Capigruppo opposizione a La Russa: “Subito Salvini in aula, dl insufficiente”
Intanto i presidenti dei gruppi di opposizione al Senato Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5S), Peppe De Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (IV) hanno scritto una lettera al presidente del Senato Ignazio La Russa per chiedergli di calendarizzare al più presto comunicazioni urgenti del ministro dei Trasporti Matteo Salvini perché “il decreto legge appena approvato dal governo non offre una risposta all’altezza della situazione”, così come le modalità scelte dal ministro stesso per gestire l’emergenza.
“La protesta degli autotrasportatori che sta attraversando il Mezzogiorno – scrivono i senatori delle opposizioni – rende evidente una crisi che migliaia di lavoratori e imprese denunciano da tempo. Il decreto-legge appena approvato dal Governo non offre, a nostro giudizio, una risposta all’altezza della situazione. Le risorse aggiuntive arrivano dopo settimane di rincari e proteste; la nuova copertura del credito d’imposta si arresta al 5 ottobre, mentre i costi continuano a crescere. La possibilità di utilizzare i crediti fiscali anche nel 2027 non risolve il problema di chi deve pagare oggi carburante, personale e rate dei mezzi. Restano inoltre senza una risposta convincente la sostenibilità delle tariffe e le prospettive di rinnovo del parco veicoli”.
“Siamo consapevoli delle conseguenze che i blocchi producono sulla vita dei cittadini, sulle attività produttive e sui servizi essenziali. Ma il richiamo all’ordine pubblico, da solo, non può prendere il posto di una risposta alle ragioni della protesta. La scelta del ministro Salvini di condurre il confronto dalla Prefettura di Milano, mentre la crisi investe direttamente Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Molise e Sicilia, restituisce la distanza che si è creata tra il Governo e la realtà dei problemi del Paese”, proseguono.
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