Protesta tir verso lo stop definitivo. Il governo annuncia la stretta per una chiusura delle proteste degli autotrasportatori sul caro carburanti, dopo il giudizio positivo delle associazioni di categoria sulle misure del governo. Si registrano ancora delle proteste al Sud ed in particolare in Sicilia. Il ministro Adolfo Urso annuncia la sospensione delle agitazioni e avverte: “Il Viminale sta identificando chi mantiene i blocchi stradali, rischiano sanzioni penali”.
“Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con un comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del Question Time alla Camera, in merito alle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante. “Il Viminale riferisce che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo, emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha aggiunto Urso.
LE ASSOCIAZIONI DELL’AUTOTRAPORTO CHIEDONO UN INTERVENTO PER RIMUOVERE I PRESIDI
Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.
SALVINI: “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”
“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.
“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.
PROTESTA TIR-AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.
ANCORA PRESIDI A PALERMO E CATANIA
In Sicilia la protesta tir, da parte degli autotrasportatori, prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni. Il Cts – Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini.
Ma al porto di Palermo è proseguita la protesta. Decine di autotrasportatori hanno passato la notte nel piazzale dello scalo. Una parte dei padroncini vuole mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando ci sarà un nuovo incontro con il ministro Salvini. Proteste anche a Catania.
Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia “blocchi illegali e minacce ai conducenti” nel capoluogo etneo, con i camionisti “impossibilitati a lavorare” e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” e per “ripristinare subito la legalità in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale”.
La quasi totalità degli associati Cts “manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.
PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.
CODACONS: “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”
“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”.
“Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude il Codacons.
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