#Finsubito news – Dalla formazione alla sostenibilità, le undici proposte di Cnmi al governo in vista della legge di bilancio



Carlo Capasa e Giorgia Meloni all’ultima Milano fashion week (courtesy Imagoeconomica)

Cnmi-Camera nazionale della moda italiana torna a dialogare con il governo in vista della legge di bilancio 2027. L’associazione ha veicolato undici proposte con l’obiettivo di fornire il proprio contributo alla definizione di strumenti e iniziative capaci di rafforzare ulteriormente la competitività dell’industria italiana della moda e accompagnarne lo sviluppo sui mercati internazionali.

Dalla promozione della creatività e dell’innovazione alla formazione e valorizzazione delle competenze, dal rafforzamento della competitività produttiva, anche attraverso una maggiore efficienza dei costi energetici, fino all’espansione sui mercati internazionali, le proposte delineano un percorso di crescita fondato sulla capacità delle imprese italiane di innovare, creare valore e consolidare la propria leadership.

«La moda italiana è uno dei grandi patrimoni industriali, creativi e culturali del nostro paese, un’eccellenza che continua a distinguersi nel mondo per qualità, innovazione e capacità manifatturiera», ha sottolineato Carlo Capasa, presidente di Cnmi. «In uno scenario
internazionale in continua trasformazione, è fondamentale valorizzare questi punti di forza e creare le condizioni per cogliere nuove opportunità di crescita. Le undici proposte che presentiamo si inseriscono nel dialogo costruttivo con il governo e intendono offrire un contributo concreto a una visione industriale di lungo periodo, capace di rafforzare la competitività delle nostre imprese e la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali. Investire nella moda significa investire nella crescita e nel futuro del Paese».

Le proposte si inseriscono in una visione di lungo periodo che riconosce nella moda italiana uno dei principali patrimoni industriali, creativi e culturali del paese. Con esportazioni annue prossime ai 90 miliardi di euro e un contributo determinante alla bilancia
commerciale italiana, la moda rappresenta una leva fondamentale per la competitività dell’Italia. Sostenerne lo sviluppo significa investire in un ecosistema di eccellenze che unisce grandi marchi, piccole e medie imprese, manifattura, artigianalità, creatività e competenze distintive riconosciute a livello internazionale.

Ecco nel dettaglio le undici proposte.

1. Creatività e design: investire nel futuro del Made in Italy

Cnmi propone la proroga fino al 2030 del credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, con un’aliquota del 10% e uno stanziamento proposto di 200 milioni di euro annui. La misura intende garantire continuità agli investimenti in creatività, elemento distintivo della produzione italiana e fattore determinante per la competitività internazionale. L’obiettivo è consentire alle imprese
di programmare gli investimenti con una prospettiva di lungo periodo, preservando il valore creativo che caratterizza il Made in Italy.

2. Formazione e competenze: sostegno alle academy aziendali

Cnmi propone l’istituzione presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy di uno specifico Albo delle academy aziendali, accompagnato da un credito d’imposta del 30% dei costi ammissibili, fino a un milione di euro per impresa per periodo d’imposta. La proposta mira a sostenere la formazione di nuove professionalità, il trasferimento delle competenze manifatturiere e i programmi di aggiornamento e riqualificazione dei lavoratori, favorendo l’incontro tra formazione e domanda occupazionale.
L’intervento intende valorizzare il ruolo delle imprese nella trasmissione del sapere artigianale e industriale, contribuendo a preservare competenze altamente specializzate e fondamentali per il futuro della filiera.

3. Internazionalizzazione: incentivare l’apertura di nuovi mercati

Per rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali e favorire la diversificazione delle destinazioni commerciali, Cnmi propone un credito d’imposta del 10% sull’incremento delle esportazioni verso i paesi del Mercosur e del Consiglio di cooperazione del Golfo nel biennio 2027–2028, fino a un massimo di 300.000 euro annui per impresa. La misura intende incentivare le imprese a sviluppare nuove opportunità commerciali, ampliando la propria presenza internazionale e riducendo la dipendenza dai mercati tradizionali.

4. Sostegno alle imprese maggiormente esposte ai dazi statunitensi 

Per contrastare gli effetti economici delle misure tariffarie statunitensi, Cnmi propone un credito d’imposta straordinario, limitato al 2027, pari al 50% dei maggiori costi direttamente riconducibili ai dazi Usa. L’agevolazione è destinata alle imprese della moda che realizzano almeno il 15% del proprio fatturato sul
mercato statunitense. L’intervento mira a tutelare la competitività delle aziende italiane maggiormente esposte alle conseguenze
delle politiche commerciali internazionali, sostenendone la capacità di mantenere la propria presenza su un mercato strategico per il settore.

5. Energia e transizione sostenibile

Per contrastare l’incidenza dei costi energetici e favorire l’autonomia della filiera, Cnmi propone un credito d’imposta del 30% per l’acquisto di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, subordinato a un incremento del prezzo medio della componente energetica di almeno il 20% rispetto al 2026. È inoltre previsto un incentivo fiscale del 30% per gli investimenti in nuovi impianti di produzione di energia rinnovabile e sistemi di accumulo destinati alle comunità energetiche rinnovabili della filiera moda.
Lo stanziamento complessivo proposto è di 70 milioni di euro per il 2027, di cui 20 milioni destinati al sostegno dei costi energetici e 50 milioni agli investimenti nelle comunità energetiche rinnovabili. Le misure intendono affiancare al sostegno immediato contro il caro energia un intervento strutturale volto a favorire l’autonomia energetica delle imprese e il coinvolgimento dei fornitori nei processi di transizione sostenibile.

6. Tutela dell’occupazione e salvaguardia delle competenze manifatturiere

Per fronteggiare la contrazione degli ordinativi e preservare il patrimonio di competenze manifatturiere, Cnmi propone la possibilità di prorogare fino a sei mesi, nel biennio 2027–2028, i trattamenti di integrazione salariale già previsti dalla normativa.
La misura è rivolta alle imprese che abbiano registrato una riduzione del fatturato o degli ordini di almeno il 20% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, riconducibile a condizioni temporanee di mercato. L’obiettivo è sostenere la continuità produttiva delle imprese, salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare la dispersione di competenze artigianali e industriali difficilmente ricostituibili, che rappresentano uno dei principali fattori della moda italiana.

7. Economia circolare e valorizzazione dei prodotti invenduti

In relazione alle nuove disposizioni europee sul divieto di distruzione dei prodotti invenduti, Cnmi propone un quadro fiscale che favorisca la gestione responsabile dei beni e ne incentivi il riutilizzo. Gli interventi riguardano:
• La definizione di regole documentali certe per i prodotti invenduti conferiti come rifiuti e destinati alla preparazione per il riutilizzo, evitando l’applicazione della presunzione fiscale di cessione quando la destinazione sia adeguatamente documentata.
• L’introduzione di un incentivo fiscale per la donazione a soggetti dell’economia sociale di prodotti invenduti ancora utilizzabili, escludendone, alle condizioni previste, il valore normale dalla formazione dei ricavi imponibili.
• La possibilità di tutelare i diritti di proprietà intellettuale dei marchi attraverso la rimozione delle caratteristiche identificative, senza compromettere l’idoneità dei prodotti al riutilizzo. Le misure intendono favorire modelli di gestione più sostenibili, promuovendo il recupero e il riutilizzo dei prodotti e garantendo al tempo stesso certezza fiscale e tutela dei marchi.

8. Valorizzazione dei materiali rinnovabili sostenibili 

Cnmi propone l’introduzione di criteri di premialità nei contributi previsti dai sistemi di responsabilità estesa del produttore, valorizzando l’impiego di materiali rinnovabili sostenibili, comprese le fibre naturali che rispettino i requisiti ambientali europei. L’obiettivo è incentivare modelli produttivi coerenti con i principi dell’economia circolare, attraverso parametri oggettivi, misurabili e verificabili. La proposta intende riconoscere e valorizzare l’impegno delle imprese che investono nell’utilizzo di materiali sostenibili, favorendo una progressiva evoluzione dei processi produttivi nel rispetto del quadro normativo europeo.

9. Consolidamento della filiera e sostegno alle imprese strategiche

Per rafforzare la solidità del sistema produttivo nazionale, Cnmi propone un credito d’imposta del 30% per le imprese che acquisiscono partecipazioni in aziende strategiche della filiera.
L’agevolazione è subordinata al mantenimento della produzione e dei livelli occupazionali in Italia per almeno 36 mesi. La misura intende favorire il consolidamento delle imprese fornitrici e subfornitrici, sostenendo interventi industriali capaci di preservare attività produttive, competenze specialistiche e occupazione. L’obiettivo è rafforzare l’integrazione della filiera e salvaguardare quel patrimonio di conoscenze manifatturiere che costituisce uno degli elementi fondamentali della competitività del Made in Italy.

10. Continuità delle imprese familiari e tutela della proprietà del Made in Italy 

Per favorire la continuità delle imprese familiari e preservare il radicamento nazionale degli assetti proprietari, Cnmi propone un intervento fiscale volto ad agevolare le operazioni di riorganizzazione societaria e di passaggio generazionale.
La misura prevede la possibilità di considerare unitariamente le partecipazioni conferite dai componenti dello stesso nucleo familiare ai fini del raggiungimento delle soglie previste per l’applicazione del regime fiscale del cosiddetto realizzo controllato, senza modificare le soglie vigenti né estendere l’agevolazione
a soggetti esterni alla famiglia. L’obiettivo è facilitare la riorganizzazione delle partecipazioni familiari, favorendo la continuità delle imprese e la trasmissione del patrimonio imprenditoriale tra generazioni. L’intervento intende inoltre
contribuire a mantenere in Italia la proprietà delle aziende e i relativi centri decisionali, evitando che rigidità fiscali possano incentivare la cessione delle partecipazioni o il trasferimento all’estero degli assetti proprietari.

11. Certezza fiscale e tutela delle imprese

Tra le proposte figura anche un intervento per la definizione delle posizioni relative ai crediti d’imposta per ricerca e sviluppo maturati tra il 2015 e il 2019. Cnmi propone una soluzione che tenga conto dell’affidamento delle imprese nel quadro interpretativo vigente all’epoca degli investimenti, attraverso una procedura di definizione agevolata, la riapertura dei termini di adesione e un meccanismo di riequilibrio per le aziende che hanno già effettuato il riversamento
integrale. La misura intende contribuire al superamento del contenzioso e al ripristino di condizioni di maggiore certezza fiscale, favorendo un contesto normativo più stabile per le imprese. (riproduzione riservata)



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