#Finsubito news – pane e carne a rischio


Pane, pizza, biscotti, carne e uova potrebbero costare di più nelle prossime settimane. A segnalare il rischio è il Codacons, che il 20 ottobre 2026 ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze della crisi dei cereali e sulle possibili ripercussioni per la spesa delle famiglie italiane.

Le difficoltà nelle esportazioni attraverso il Mar Nero, aggravate dagli attacchi russi alle infrastrutture e ai collegamenti commerciali, stanno alimentando nuove tensioni sui mercati delle materie prime agricole.

Secondo i dati richiamati dall’associazione, alla Borsa Merci di Bologna il grano tenero ha registrato un aumento del 24%, mentre il mais destinato agli allevamenti è cresciuto del 17%.

La preoccupazione riguarda il possibile trasferimento dei maggiori costi lungo la filiera agroalimentare, fino ai prodotti acquistati quotidianamente dai consumatori.

Grano e mais più cari: perché il Codacons teme nuovi aumenti

La crisi dei cereali è collegata alle difficoltà che interessano i trasporti e le esportazioni nell’area del Mar Nero, uno dei principali snodi commerciali per le materie prime agricole.

Le tensioni sui collegamenti marittimi e sulle infrastrutture utilizzate per il trasporto delle merci possono incidere sulla disponibilità dei prodotti e sui costi di approvvigionamento.

Il Codacons richiama in particolare l’aumento delle quotazioni di grano tenero e mais, due materie prime utilizzate in numerose filiere alimentari.

Il grano tenero viene impiegato per produrre farine destinate a pane, pizza, biscotti e altri prodotti da forno. Il mais trova invece applicazione sia nell’industria alimentare sia nella produzione di mangimi per gli animali.

Le variazioni delle quotazioni possono quindi interessare aziende alimentari, panifici e allevamenti, con possibili effetti sui prezzi finali.

Per seguire l’andamento dei mercati italiani, un riferimento è costituito dai listini ufficiali della Borsa Merci di Bologna, che pubblicano le quotazioni settimanali delle principali materie prime agricole.

Il Codacons teme che l’aumento dei costi di approvvigionamento possa tradursi in una nuova fase di rincari per diversi alimenti di largo consumo.

Pane, pizza e biscotti: i prodotti più esposti al caro grano

Tra i primi prodotti indicati dall’associazione figurano quelli realizzati con farina di grano tenero.

L’elenco comprende pane, pizza, cracker, grissini e farine confezionate, oltre a numerosi prodotti dolciari.

Anche biscotti, brioches, merendine, torte e snack potrebbero risentire dell’aumento delle quotazioni.

Il collegamento dipende dall’impiego del grano e dei suoi derivati nei processi produttivi.

Quando il costo della materia prima cresce, le imprese devono affrontare spese di approvvigionamento più elevate. L’effetto sul prezzo finale dipende però anche dagli altri costi industriali, dai contratti di fornitura e dalle scelte commerciali.

Il Codacons invita per questo a seguire con attenzione l’evoluzione dei listini, soprattutto per gli alimenti acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie.

Tra i prodotti interessati figurano inoltre i cereali per la prima colazione, che possono contenere differenti materie prime agricole.

Olio di semi e prodotti confezionati: quali rincari sono possibili

Il Codacons segnala anche il rischio di aumenti per alcuni oli alimentari diversi dall’olio di oliva.

L’attenzione riguarda in particolare l’olio di semi di girasole e l’olio di mais, in relazione all’andamento delle rispettive materie prime.

Questi prodotti vengono utilizzati sia per il consumo domestico sia nella preparazione industriale di numerosi alimenti.

Le tensioni sui mercati agricoli possono quindi interessare più filiere contemporaneamente, con effetti che dipendono dalle caratteristiche di ciascun prodotto.

Il possibile rincaro degli oli di semi si aggiunge a quello degli alimenti a base di farina, ampliando il numero delle categorie merceologiche da monitorare.

Per le famiglie, l’impatto dipenderà dall’entità degli eventuali aumenti e dalla frequenza con cui i singoli prodotti entrano nel carrello della spesa.

Carne, uova e latticini: il possibile effetto dell’aumento del mais

Il rialzo del mais destinato agli allevamenti potrebbe avere conseguenze anche su prodotti che non contengono direttamente cereali.

Secondo il Codacons, tra gli alimenti esposti a possibili aumenti figurano carne, uova e latticini.

Il collegamento passa attraverso i mangimi utilizzati per l’alimentazione degli animali.

Il mais rappresenta una delle materie prime impiegate nell’allevamento. Un aumento del suo prezzo può incidere sui costi sostenuti dalle aziende zootecniche.

Le ripercussioni possono raggiungere, attraverso i diversi passaggi produttivi e commerciali, anche i prezzi dei prodotti di origine animale.

L’effetto non è necessariamente immediato: i tempi e l’entità delle variazioni dipendono dall’organizzazione delle filiere e dall’incidenza dell’alimentazione animale sui costi complessivi.

È questo il motivo per cui l’associazione include carne, uova e latticini tra i prodotti da tenere sotto osservazione.

Pasta, perché il prezzo segue dinamiche differenti

Nel quadro delineato dal Codacons, la pasta presenta caratteristiche diverse rispetto a pane e prodotti da forno.

La ragione riguarda la materia prima utilizzata: la pasta secca di semola viene prodotta con grano duro, mentre pane e molti prodotti da forno impiegano principalmente grano tenero.

I due cereali hanno mercati e dinamiche di prezzo differenti.

Per questo, secondo l’associazione, la pasta potrebbe risentire in misura meno diretta degli aumenti registrati dal grano tenero.

La distinzione permette di comprendere perché una variazione delle quotazioni agricole non si trasmetta nello stesso modo a tutti i prodotti alimentari.

Le rilevazioni di ISMEA Mercati consentono di consultare separatamente le quotazioni delle diverse categorie di cereali, comprese quelle rilevate sulla piazza di Bologna.

Quali alimenti rischiano di aumentare: la tabella

Prodotto alimentare Materia prima o fattore interessato Possibile effetto
Pane e pizza Grano tenero e farine Maggiori costi di produzione
Cracker e grissini Grano tenero Possibili aumenti dei listini
Biscotti e merendine Farine e altre materie prime Rincari dei prodotti confezionati
Cereali da colazione Cereali utilizzati nelle ricette Possibili variazioni di prezzo
Olio di girasole e di mais Semi oleosi e mais Aumenti legati alle rispettive quotazioni
Carne Mais utilizzato nei mangimi Possibile aumento dei costi di allevamento
Uova Mangimi per animali Possibili effetti indiretti
Latticini Costi dell’alimentazione animale Possibili effetti indiretti
Pasta Grano duro Impatto meno diretto dei rialzi del grano tenero

Fonte: elaborazione delle categorie indicate dal Codacons. Si tratta di possibili effetti sui prezzi, non di aumenti già accertati per ciascun prodotto.

Codacons, Francesco Tanasi chiede controlli contro i rincari ingiustificati

Di fronte alle tensioni sulle materie prime, il Codacons chiede di rafforzare il monitoraggio dei prezzi lungo l’intera filiera agroalimentare.

L’associazione invita a distinguere gli aumenti legati a effettive difficoltà produttive e commerciali da eventuali anomalie nella formazione dei listini.

Il segretario nazionale Francesco Tanasi sollecita l’intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi, anche attraverso la possibile attivazione della Commissione di allerta rapida.

«Le tensioni internazionali sui mercati delle materie prime non possono diventare il pretesto per trasferire indiscriminatamente sui consumatori aumenti che non trovino un’effettiva giustificazione nell’andamento dei costi – afferma il professor Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – È indispensabile distinguere i rincari determinati da reali difficoltà produttive e commerciali da eventuali fenomeni speculativi, garantendo trasparenza nella formazione dei prezzi lungo l’intera filiera agroalimentare. Non possiamo consentire che le famiglie, già sottoposte a una crescente pressione sul potere d’acquisto, diventino l’anello debole di un sistema nel quale gli aumenti vengono trasferiti rapidamente sui prezzi al dettaglio, mentre le eventuali riduzioni dei costi rischiano di non tradursi con altrettanta tempestività in benefici per i consumatori. Chiediamo pertanto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di intensificare il monitoraggio delle filiere interessate e di valutare, ove necessario, l’attivazione della Commissione di allerta rapida, affinché siano accertate le cause di eventuali anomalie e segnalate alle autorità competenti le condotte che presentino profili di illiceità. La libertà d’impresa e il corretto funzionamento del mercato devono accompagnarsi alla trasparenza, alla leale concorrenza e alla tutela dei diritti dei consumatori. Le crisi internazionali non possono trasformarsi in un’occasione per compromettere ulteriormente la capacità delle famiglie di acquistare beni alimentari essenziali».

La richiesta riguarda la trasparenza nella formazione dei prezzi e la verifica delle eventuali anomalie che potrebbero emergere durante la fase di tensione sui mercati.

Come seguire i prezzi alimentari nelle prossime settimane

Per comprendere l’evoluzione dei possibili rincari sarà utile osservare sia le quotazioni delle materie prime sia i prezzi al dettaglio.

I listini delle borse merci permettono di seguire l’andamento di grano, mais e altri prodotti agricoli. Le rilevazioni sui prezzi al consumo mostrano invece quanto effettivamente pagano le famiglie.

I due indicatori descrivono passaggi diversi della filiera e possono muoversi con tempi differenti.

L’attenzione si concentrerà soprattutto sui prodotti a base di grano tenero e sugli alimenti collegati ai costi dei mangimi, mentre per gli oli vegetali sarà necessario seguire l’andamento delle rispettive materie prime.

La richiesta del Codacons al Garante dei prezzi punta proprio a verificare come le tensioni internazionali si riflettano sui listini applicati ai consumatori.

Immagine del post generata con l’AI.


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