La violenza contro le donne si combatte anche con il lavoro. È questo il messaggio al centro di “Trame di Rinascita”, il progetto presentato alla Camera dei deputati su iniziativa del deputato di Fdi, Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, e promosso dalla Fondazione La Crisalide in Rete.
All’incontro hanno partecipato, oltre a Rizzetto, Antonio Briscione, sindaco di Contursi Terme (Salerno), Roberta Bolettieri, presidente della Fondazione La Crisalide in Rete, Valeria Giaccari, vicepresidente di Assolavoro, e Barbara Lunelli, componente della Giunta “Movimento Donna Impresa” di Confartigianato. A moderare i lavori è stata la giornalista Rai Simona Decina, membro dell’Associazione Giornaliste Italiane.
Aprendo l’iniziativa, Walter Rizzetto ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a ospitare la presentazione alla Camera. «Ho ritenuto importante ospitare alla Camera la presentazione di “Trame di Rinascita”, perché credo che le istituzioni debbano dare spazio e voce a progetti capaci di trasformare la tutela in percorsi concreti di autonomia, lavoro e ricostruzione personale», ha dichiarato. Per il presidente della Commissione Lavoro, «una donna che ha vissuto la violenza non deve essere definita per sempre da ciò che ha subìto, ma deve poter ritrovare fiducia e indipendenza».
Rizzetto ha poi rilanciato la necessità di una collaborazione stabile tra istituzioni e associazioni impegnate sul territorio. «Parlo a nome di tutta la Commissione Lavoro, a prescindere dalle bandiere politiche: a volte il Parlamento non basta. È fondamentale per noi instaurare un dialogo con queste associazioni virtuose che operano nei territori per trovare spunti normativi che vadano ad affiancarle e rendere il loro operato più efficace», ha spiegato.
Il presidente della Commissione Lavoro ha quindi richiamato i dati sulla violenza di genere: «I dati Istat ci dicono che il 32 per cento delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito violenza. Un dato troppo alto, che ci impone non solo un intervento normativo ma anche di promuovere un cambiamento culturale, che passa soprattutto dai temi dell’occupazione femminile, della parità salariale e della formazione continua».
L’autonomia economica per uscire definitivamente dalla violenza
Il progetto nasce dall’esperienza maturata dalla Fondazione La Crisalide in Rete, fondata nel 2019 a Montecorvino Pugliano (Salerno), che da anni opera accanto alle donne vittime di violenza. L’obiettivo è favorire percorsi di inclusione sociale e lavorativa attraverso un modello che integra accoglienza, formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro, valorizzando la sartoria, il Made in Italy e le tradizioni artigianali.
«Abbiamo rilevato che l’autonomia economica rappresenta la condizione imprescindibile per una fuoriuscita definitiva dalla relazione abusiva e che la violenza economica costituisce una delle principali cause di ricaduta nelle situazioni di abuso», ha spiegato Roberta Bolettieri, evidenziando come da questa consapevolezza sia nato un progetto che unisce tutela, formazione e occupazione.
Il percorso prevede l’accoglienza in una casa protetta semiresidenziale, seguita da 250 ore di formazione specialistica in sartoria, modellistica, cartamodelli, tecniche di tintura naturale e produzione di accessori artigianali. Le partecipanti saranno poi accompagnate nell’orientamento professionale e nell’inserimento lavorativo attraverso tirocini nelle aziende del comparto tessile e dell’artigianato italiano. Dieci beneficiarie avranno inoltre una prima opportunità di impiego retribuito nella gestione dei laboratori.
L’intero progetto sarà seguito da un’équipe multidisciplinare composta da psicologhe, educatrici sanitarie, avvocate e sociologhe, con l’obiettivo di garantire sostegno psicologico, tutela legale e piena autonomia.
Dalla Campania al resto d’Italia
La fase pilota prenderà il via quest’estate a Contursi Terme, nell’Ambito Sociale del Consorzio Sele Inclusione, con il coinvolgimento iniziale di cinque donne ospiti delle case rifugio del territorio. Successivamente il progetto sarà esteso ad altri Comuni della Campania, quindi al Lazio e progressivamente ad altre regioni italiane, con l’obiettivo di raggiungere dieci regioni e coinvolgere cinquanta beneficiarie.
«La sartoria, il Made in Italy e la tradizione artigiana del nostro Paese non sono solo eccellenze economiche: sono un patrimonio culturale che può trasformarsi in una concreta possibilità di rinascita», ha affermato Antonio Briscione, sindaco di Contursi Terme.
Il sostegno di Confartigianato, Assolavoro e Singer Italia
Il progetto può contare sulla collaborazione di Singer Italia, che ha fornito le macchine professionali destinate ai laboratori, e sul sostegno di Confartigianato e Assolavoro.
Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha ribadito l’impegno dell’associazione nel promuovere le pari opportunità e l’imprenditorialità femminile, sottolineando come il lavoro rappresenti uno strumento di emancipazione e libertà.
Per Barbara Lunelli, componente della Giunta “Movimento Donna Impresa” di Confartigianato, il progetto rappresenta una buona pratica nell’ambito dell’imprenditoria artigiana femminile. Ha inoltre annunciato la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per favorire la nascita e il consolidamento delle imprese artigiane create dalle beneficiarie e rafforzare la rete territoriale.
Anche Valeria Giaccari, vicepresidente di Assolavoro, ha posto l’accento sul ruolo decisivo dell’indipendenza economica nella lotta alla violenza di genere, ricordando che il nuovo contratto collettivo del settore ha introdotto una prestazione economica dedicata alle lavoratrici vittime di violenza.
Tra gli interventi anche quello della deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo nella Commissione bicamerale sul Femminicidio, Elisabetta Lancellotta, che ha ribadito l’impegno sul fronte delle politiche a sostegno delle donne: «Siamo una squadra che investe tantissimo sul sostegno delle nostre donne, come dimostra il fatto che la prima presidente del Consiglio donna arrivi da Fratelli d’Italia. Stiamo investendo in politiche attive sul lavoro proprio per rendere libere le donne, perché la libertà passa dalla cultura».
In chiusura, Rizzetto ha ribadito il valore dell’iniziativa: «Questo progetto ha il merito di tenere insieme protezione, formazione certificata e inserimento socio-lavorativo, dimostrando come sartoria e artigianato italiano possano diventare strumenti di riscatto e dignità». E ha concluso: «Quando istituzioni, imprese, Terzo settore e mondo della formazione costruiscono insieme percorsi virtuosi, la risposta alla violenza diventa una leva potente di rinascita sia personale che collettiva».
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