Sami Khedira promuove il Brasile di Carlo Ancelotti, inserisce Germania, Spagna, Francia e Portogallo tra le favorite per il titolo mondiale e invita la Juventus a ritrovare continuità per tornare ai vertici. L’ex centrocampista bianconero, campione del mondo con la Germania nel 2014, ha parlato a New York a margine di un evento dedicato alle maglie storiche della Coppa del Mondo.
NEW YORK – Il mentore Carlo Ancelotti, i GOAT Messi e CR7, la Germania e la Juventus. L’ex centrocampista tedesco, Sami Khedira, campione del mondo con la Germania nel 2014 ha parlato a tutto tondo a margine di un evento dedicato alle maglie storiche dei Mondiali.
Ti sta piacendo questo Mondiale?
Moltissimo. Come dicevo prima, anche se l’Italia non è presente, puoi vedere tutte le grandi nazionali come Spagna, Germania e Argentina, ma allo stesso tempo anche squadre più piccole come Haiti e Curaçao. Questa è la bellezza di questo Mondiale: mette insieme le grandi potenze e le nazionali emergenti.
Cosa pensi della Spagna in questo Mondiale?
La prima partita contro Capo Verde è stata un po’ complicata per loro, ma stiamo parlando di una delle grandi favorite per la vittoria finale. La Spagna ha giocatori incredibili, ha vinto l’Europeo e credo abbia tutte le carte in regola per vincere di nuovo il Mondiale.
Sami Khedira
Fabio Russomando
La Germania in questo Mondiale? Può arrivare fino in fondo?
Assolutamente sì. La Germania ha una squadra molto forte e tanti giocatori di alto livello. Certo, l’infortunio di Schlotterbeck è una perdita importante, ma c’è Rüdiger, che è un vero animale competitivo ed è fantastico rivederlo in campo. Poi ci sono giocatori come Nmecha, Wirtz e Musiala. Se la squadra manterrà questo spirito e questa continuità, credo che possa fare molta strada nel torneo.
Hai parlato di Ancelotti. Pensi che possa essere l’“uomo in più” del Brasile?
Carlo è una persona straordinaria, un grande motivatore e ha uno staff di altissimo livello. Riesce a farti sentire il migliore. Il Brasile ha una buona squadra, anche se forse non è al livello di Spagna o Francia, che considero tra le mie favorite insieme al Portogallo. Basta guardare il centrocampo portoghese, è impressionante. Alla fine, però, contano il miglior allenatore, il miglior gruppo e il miglior spirito di squadra. E Ancelotti può sicuramente fare la differenza.
Messi ha 39 anni e continua a dominare il Mondiale. Come lo spieghi?
Sta semplicemente facendo cose da Messi. Se parliamo degli ultimi vent’anni di calcio, tutti noi dovremmo sentirci fortunati di aver visto giocare Messi e Cristiano Ronaldo. Hanno cambiato completamente questo sport e continuano a influenzarlo ancora oggi. Messi e Cristiano sono molto diversi tra loro. In questo momento Messi sembra attraversare una condizione migliore, ma continuo a credere che anche Cristiano tornerà a segnare (intervista realizzata poco prima della doppietta di CR7 all’Uzbekistan, ndr) perché è incredibilmente competitivo e il Portogallo ha una squadra fortissima.
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Forse Messi non ha più l’intensità fisica di quindici anni fa, ma la qualità tecnica è rimasta la stessa. La cosa che più mi impressiona, però, è la passione. Ha vinto tutto: Mondiale, Champions League, Palloni d’Oro. Eppure continua a divertirsi, a esultare con i compagni, a vivere ogni partita come fosse la prima. Questo amore per il calcio è ciò che rende lui, Cristiano e Neymar così speciali e ciò che fa innamorare tutti noi di questo sport.
L’Italia ha mancato la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva. Cosa ne pensi?
Non sono italiano, ma ho vissuto tanti anni in Italia e mi sento un po’ italiano. Amo il Paese, amo la gente e amo la Juventus. Quando si parla di calcio italiano si parla di campioni come Buffon, Chiellini e Bonucci. L’Italia ha vinto l’Europeo nel 2021 e ha una storia straordinaria ai Mondiali. Per questo mi fa male vedere gli Azzurri fuori dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva. Soprattutto quest’anno mi aspettavo di vedere l’Italia sul grande palcoscenico. Con giocatori come Bastoni, Barella e tanti altri pensavo fosse arrivato il momento del ritorno. L’Italia ha ancora ottimi calciatori, ma evidentemente manca qualcosa. Adesso servono le decisioni giuste a livello federale: il giusto allenatore, un progetto tecnico chiaro e soprattutto un grande lavoro sui giovani. Per questo spero davvero di rivedere l’Italia sul grande palcoscenico tra quattro anni. Il Mondiale ha bisogno dell’Italia.
Cosa pensi della situazione della Juventus? Può tornare ai livelli del passato?
Certo che può. La Juventus ha sempre attraversato momenti difficili nella sua storia. Non qualificarsi per la Champions League è stato un duro colpo, ma può anche rappresentare un’opportunità per ripartire. Serve però continuità a livello dirigenziale, tecnico e nella rosa. Quando arrivai alla Juventus esisteva già uno zoccolo duro formato da Bonucci, Chiellini, Barzagli, Buffon, Lichtsteiner e Marchisio. Poi furono aggiunti pochi giocatori come Mandžukić, Dybala e me. Quel gruppo è rimasto insieme per anni e questo ha permesso alla squadra di competere ai massimi livelli. Credo che questo debba essere l’obiettivo della Juventus di oggi. Continuo a credere nel club. Giorgio Chiellini è ancora coinvolto nel progetto e io gli voglio molto bene. Sono sicuro che stia dando un contributo importante.
Pensi che Spalletti possa fare la differenza come Ancelotti?
Onestamente non conosco personalmente Spalletti. Quello che posso dire è che ha avuto molto successo nel calcio italiano, quindi ha senso continuare a puntare su di lui. Quando scegli un allenatore devi sostenerlo e dargli tempo. Per costruire il successo servono continuità a livello dirigenziale, stabilità in panchina e un gruppo di giocatori che cresca insieme nel tempo. È così che si costruiscono le grandi squadre.
Fabio Russomando è Direttore Responsabile di Diretta.it e Flashscore Italia. Nel corso della sua carriera ha raccontato alcuni dei più importanti eventi sportivi e di attualità a livello internazionale, tra cui Mondiali di calcio, Copa América, US Open, elezioni statunitensi e grandi eventi di cronaca. Vive tra Italia e Stati Uniti e segue con particolare interesse calcio, tennis e le storie che nascono dietro i grandi eventi sportivi. Puoi seguire Fabio su Instagram e su X.
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