La sua fuga e la sua permanenza nell’ombra si sono concluse a pochi passi dai binari della Stazione Termini, nel cuore del rione Esquilino, dove per mesi avrebbe cercato di confondersi tra la folla e i margini della Capitale.
A.S., il 24enne di origine senegalese salito alle cronache giudiziarie per una drammatica catena di brutali e inspiegabili aggressioni ai danni di donne sole a Milano, è stato tratto in arresto dai carabinieri del nucleo scalo Termini. Su di lui pendeva un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura di Milano, al quale il giovane si era sottratto nei mesi scorsi risultando irreperibile.
Le manette a Termini
L’intervento dei militari dell’Arma è scattato intorno alle 8:00 di mattina di domenica 18 ottobre, lungo via Giolitti. I carabinieri in pattuglia nell’area dello scalo ferroviario hanno notato un uomo dall’atteggiamento palesemente sospetto che si aggirava tra i passanti e gli esercizi commerciali della via. Sottoposto a un ordinario controllo d’identità e all’incrocio dei dati con le banche dati Interforze delle forze dell’ordine, è emersa la vera identità del fermato: A.S., nato in Senegal il 5 febbraio 2002, senza dimora, disoccupato e già ampiamente censurato.
Dal sistema informatico è emerso con immediatezza un provvedimento restrittivo pendente a suo carico: un ordine di carcerazione siglato l’8 ottobre 2026 dalla procura di Milano. A.S. deve infatti scontare una pena residua complessiva di un anno, 9 mesi e 17 giorni di reclusione. Dopo le formalità di rito sbrigate, il 24enne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.
L’incubo di Milano delle aggressioni seriali
Il nome di A.S., come riporta MilanoToday, evoca una drammatica scia di violenza che nell’estate del 2025 aveva gettato nel panico diversi quartieri del centro di Milano, in particolare la zona tra la Stazione Centrale, via Tadino e Porta Venezia. Tra il 13 agosto e il 5 ottobre 2025, l’uomo si sarebbe reso responsabile di almeno sette distinte e cruente aggressioni fisiche ai danni di donne sole.
Il modus operandi appariva drammaticamente sistematico e del tutto privo di apparente movente: il giovane prendeva di mira donne a caso che stavano rientrando a casa dal lavoro o che si stavano incamminando di prima mattina verso le proprie auto o i mezzi pubblici. Nessun tentativo di rapina o di furto; l’aggressore si avvicinava alle sue vittime in totale silenzio per poi colpirle improvvisamente con inaudita violenza sferrando calci, pugni o spintoni, lasciando dietro di sé solo traumi fisici e terrore.
La ricostruzione degli episodi contestati tratteggia un quadro di accentuata pericolosità sociale. Il primo attacco documentato risale al 13 agosto 2025 in via Tadino, dove una donna venne colpita a calci alle caviglie in pieno giorno, riportando lesioni guaribili in 8 giorni di prognosi. Il 28 agosto, in via Boscovich, A.S. avrebbe aggredito una 61enne appena uscita di casa, sferrandole calci di tale brutalità da provocarle la frattura e gravi traumi contusivi alla gamba sinistra (60 giorni di prognosi). Ventiquattr’ore dopo, il 29 agosto, in piazza San Camillo De Lellis, un’altra donna di 59 anni venne colpita con violenza alle caviglie e fatta cadere a terra alle 7:30 del mattino.
L’escalation toccò il culmine nella notte del 5 ottobre 2025, quando l’aggressore scatenò una vera e propria furia seriale: in appena trenta minuti, tra le 23:00 e le 23:30, colpì quattro donne tra via Tadino e via Castaldi. Prima una donna di 41 anni, poi una ragazza di 24 anni (5 giorni di prognosi per contusioni), a seguire una terza passante e infine una 32enne, colpita con un violentissimo calcio al volto mentre era a terra, riportando la frattura del setto nasale.
I 43 fotosegnalamenti e gli 11 alias
A mettere fine a quella catena di violenze a Milano furono gli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia, che alla fine di ottobre 2025 individuarono e arrestarono il giovane, conducendolo nel carcere di San Vittore. Le indagini si avvalsero dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, che avevano immortalato l’aggressore tradito da tute dai colori appariscenti e da una capigliatura con particolari ciocche bionde.
I successivi accertamenti e l’esame approfondito delle banche dati rivelarono i complessi trascorsi del giovane. Arrivato in Italia nel 2017 da minorenne in seguito allo sbarco a Lampedusa, A.S. nutriva il sogno di diventare un calciatore professionista. Ben presto, tuttavia, la sua parabola si era instradata lungo i binari della criminalità.
All’epoca dell’arresto milanese, le forze dell’ordine accertarono che il giovane senegalese – pur in possesso dello status di rifugiato – accumulava ben 43 fotosegnalamenti registrati tra il 2022 e il 2025 e faceva uso di 11 alias differenti per eludere i controlli. Il suo curriculum annoverava già contestazioni per minacce, percosse, porto abusivo di armi e una rapina commessa proprio a Roma, presso la Stazione Termini, nel luglio del 2025. In quell’occasione romana non era scattata alcuna misura cautelare, consentendo al giovane di spostarsi a Milano dove avrebbe poi messo a segno l’escalation di lesioni.
Dalla condanna al decreto di irreperibilità
La vicenda processuale ha seguito un percorso articolato davanti ai magistrati del capoluogo lombardo. Il primo aprile 2026, la quinta sezione penale del tribunale di Milano ha emesso la sentenza di condanna a suo carico divenuta definitiva in data 18 maggio 2026.
Successivamente, il 24 giugno, l’ufficio esecuzioni penali ha emesso il provvedimento di unificazione delle pene concorrenti, rideterminando la pena residua in un anno, 9 mesi e 17 giorni di reclusione. Quando le autorità hanno cercato di rintracciare il 24enne, di A.S. si erano perse le tracce. Il 23 luglio 2026 la procura milanese ha emesso il decreto di irreperibilità.
L’ipotesi degli investigatori è che A.S. si sia diretto verso Roma, città che già conosceva e dove poteva contare sull’anonimato offerto dall’area della stazione Termini e dell’Esquilino. L’intervento dei carabinieri dello scalo Termini ha evitato che la presenza del 24enne sul territorio capitolino potesse sfociare in nuovi episodi di violenza. Resta da chiarire se nei mesi trascorsi a Roma abbia beneficiato di appoggi all’Esquilino.
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