Regione Lombardia apre una misura per le imprese innovative nelle prime fasi di sviluppo: contributi a fondo perduto fino all’80% delle spese e a un milione di euro per progetto, elevabili a 1,5 milioni in specifiche aree. Sette milioni sono riservati all’energia. Candidature aperte fino al 25 novembre 2026.
Un prototipo tecnologico può richiedere anni di ricerca prima di diventare un prodotto industriale. Tra la dimostrazione iniziale del suo funzionamento e la possibilità di proporlo a clienti e investitori si concentrano sperimentazioni, costi di sviluppo, test e verifiche che spesso eccedono la capacità finanziaria di una giovane impresa. Regione Lombardia interviene su questa fase con 15.637.408,95 euro destinati alle startup innovative, attraverso una misura che finanzia il passaggio dalla ricerca alla validazione industriale delle tecnologie.
Il programma, promosso dall’assessorato allo Sviluppo economico guidato da Guido Guidesi e finanziato attraverso il PR FESR Lombardia 2021-2027, è operativo dal 28 settembre 2026. Le domande potranno essere presentate fino alle ore 15 del 25 novembre.
La scelta di concentrare le risorse sulle aziende early stage affronta una delle difficoltà strutturali dell’innovazione tecnologica: reperire il capitale necessario quando un prodotto deve ancora dimostrare di funzionare su scala industriale e non è nelle condizioni di generare ricavi sufficienti a sostenere autonomamente gli investimenti.
Per la Lombardia, che riunisce università, centri di ricerca, startup e distretti manifatturieri, la misura mira ad aumentare il numero di tecnologie capaci di raggiungere il mercato, attraverso un sostegno pubblico che può arrivare a coprire quattro quinti dei costi ammessi.
Contributi fino a un milione di euro, elevabili a 1,5 milioni
L’agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, nel rispetto delle condizioni previste dall’avviso.
Il limite ordinario è fissato a un milione di euro per startup, mentre può raggiungere 1,5 milioni di euro per le imprese che realizzano il progetto in una delle zone lombarde ammesse agli aiuti a finalità regionale ai sensi della normativa europea.
L’ubicazione della sede operativa nella zona assistita e la conformità ai requisiti indicati nell’avviso costituiscono quindi elementi determinanti per l’accesso al massimale più elevato. La dotazione complessiva è pari a 15,637 milioni di euro, provenienti dall’Azione 1.3.3 del Programma regionale FESR, dedicata al sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese.
La misura finanzia attività collegate allo sviluppo tecnologico, comprese ricerca, prototipazione, sperimentazione, test e validazione delle soluzioni. Il sostegno pubblico può ridurre l’impegno finanziario richiesto ai fondatori durante le fasi di sviluppo più rischiose, ma non elimina la necessità di disporre di risorse proprie e di un piano economico sostenibile.
Una startup che ricevesse il massimo contributo ordinario con un’intensità dell’80%, per esempio, dovrebbe presentare almeno 1,25 milioni di euro di spese integralmente ammissibili, sostenendo con altre risorse la quota non finanziata. Il calcolo illustra l’effetto dell’agevolazione, mentre la concessione effettiva dipende dai requisiti, dal progetto e dalle regole del bando.
Sette milioni riservati alle nuove tecnologie per l’energia
Una componente particolarmente rilevante del programma riguarda il settore energetico.
Sette milioni di euro, circa il 45% della dotazione complessiva, sono riservati a progetti che sviluppano soluzioni innovative destinate direttamente e prevalentemente alla resilienza, all’efficienza o all’autosufficienza energetica.
La scelta risponde a esigenze che interessano l’intero sistema produttivo, soprattutto nei comparti caratterizzati da consumi elevati o dalla necessità di garantire continuità alle attività industriali.
L’innovazione energetica può riguardare tecnologie di gestione e ottimizzazione dei consumi, sistemi di controllo, soluzioni per l’accumulo o applicazioni capaci di migliorare l’affidabilità dell’approvvigionamento, purché i progetti siano compatibili con il perimetro tecnico dell’avviso. Per il sistema manifatturiero lombardo, queste tecnologie possono avere conseguenze economiche concrete.
L’energia rappresenta infatti una componente dei costi operativi per numerose lavorazioni, comprese attività tessili, trattamenti dei materiali e processi industriali utilizzati anche nelle filiere del Made in Italy.
La disponibilità di tecnologie capaci di ridurre sprechi o migliorare l’efficienza può quindi contribuire alla competitività, a condizione che i benefici siano dimostrabili e proporzionati ai costi di adozione.
La riserva finanziaria introduce inoltre un criterio di politica industriale: concentrare una parte delle risorse sull’innovazione energetica, in un settore nel quale sicurezza degli approvvigionamenti e capacità produttiva sono sempre più interdipendenti.
Dalla ricerca al mercato: perché conta il Technology Readiness Level
Il programma utilizza come riferimento il Technology Readiness Level (TRL), la scala che misura il grado di maturità di una tecnologia lungo il percorso che conduce dalla ricerca alle applicazioni operative.
Nei livelli iniziali, una soluzione può essere ancora oggetto di studio o di verifica sperimentale. Nei livelli successivi, il progetto deve dimostrare prestazioni e affidabilità attraverso prototipi e test in condizioni progressivamente più vicine a quelle di utilizzo reale. Il sostegno regionale è orientato all’avanzamento della maturità tecnologica delle soluzioni sviluppate dalle startup.
Il passaggio assume particolare rilievo perché un risultato scientifico promettente non garantisce automaticamente la disponibilità di un prodotto utilizzabile dall’industria.
Servono verifiche tecniche, valutazioni di sicurezza, definizione dei costi produttivi e una comprensione delle esigenze dei clienti. Per un investitore, la maturità della tecnologia rappresenta uno degli elementi attraverso cui valutare il rischio dell’operazione, insieme al mercato potenziale, alla solidità del gruppo imprenditoriale e al modello di ricavi.
Ridurre l’incertezza tecnica può quindi facilitare, senza garantirlo, l’accesso a investimenti privati nelle fasi successive.
È questa la funzione economica più interessante del provvedimento: permettere alle startup di raggiungere traguardi tecnologici che potrebbero renderle maggiormente credibili agli occhi di partner industriali e finanziatori.
Quali startup possono accedere al bando
L’avviso si rivolge alle startup innovative che possiedono i requisiti previsti dalla normativa e dalla disciplina regionale. Le imprese devono rientrare nella categoria delle micro o piccole imprese, essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative e avere una sede operativa in Lombardia, oppure impegnarsi a costituirla entro i termini stabiliti.
La regola generale riguarda società costituite e attive da non più di 36 mesi al momento della presentazione della domanda. È ammessa un’estensione fino a 60 mesi per specifiche imprese il cui progetto presenti una maturità tecnologica pari o inferiore a TRL 6, condizione da motivare adeguatamente nella candidatura.
Sono inoltre previsti ulteriori requisiti, tra cui l’assenza di quotazione su mercati regolamentati e di distribuzione di utili, nonché limitazioni relative ad acquisizioni e operazioni societarie.
Ogni impresa può presentare una sola domanda. La selezione avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Dopo il controllo dei requisiti formali, i progetti vengono sottoposti alla valutazione di un nucleo tecnico.
Per ottenere l’ammissibilità è necessario raggiungere almeno 65 punti, al netto delle eventuali premialità, oltre alle soglie minime previste per specifici criteri.
Tra gli elementi valutati figurano la qualità del progetto e la risposta a un bisogno di mercato, le competenze tecnico-scientifiche e manageriali del team, il modello di ricavi e il posizionamento competitivo.
Il programma richiede quindi una proposta imprenditoriale strutturata, nella quale la qualità della ricerca sia accompagnata da una strategia credibile di sviluppo commerciale.
Moda, design e manifattura: le possibili applicazioni per il Made in Italy
L’innovazione tecnologica sostenuta dalla misura potrebbe avere applicazioni anche nelle filiere dell’alto di gamma. Moda, tessile, gioielleria, cosmetica e design condividono la necessità di introdurre strumenti capaci di migliorare i processi produttivi, la qualità, il controllo dei materiali e l’efficienza delle attività.
Le opportunità riguardano, per esempio, tecnologie industriali per il monitoraggio delle lavorazioni, materiali avanzati, sistemi di analisi dei dati e soluzioni che permettano di ridurre consumi o scarti.
Questi ambiti rappresentano possibili mercati per le startup tecnologiche, senza che il bando riservi finanziamenti specifici alle imprese del lusso.
Milano Luxury Life ha già affrontato il rapporto tra industria tradizionale e nuove tecnologie nel reportage dedicato a Ingenium, la piattaforma che collega il Made in Italy all’innovazione tecnologica.
L’iniziativa ha coinvolto operatori tecnologici e imprese manifatturiere attorno alla possibilità di introdurre nuove soluzioni nelle filiere produttive italiane, con un’attenzione particolare al passaggio dalle dimostrazioni tecnologiche alle applicazioni aziendali.
Una questione analoga era emersa al Congresso internazionale SAMAB 2026, seguito dal magazine a Palazzo Giureconsulti, dove aziende, associazioni industriali e professionisti si erano confrontati sull’impiego dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nella produzione della moda.
Il programma regionale interviene in una fase precedente rispetto all’adozione industriale su larga scala: finanzia lo sviluppo delle soluzioni che, una volta validate, potranno essere proposte alle imprese.
Per il Made in Italy, il potenziale beneficio dipenderà dalla capacità di costruire collaborazioni tra startup e aziende produttrici, trasformando la ricerca applicata in tecnologie realmente utilizzabili.
Regione Lombardia costruisce una filiera di sostegno all’innovazione
La nuova misura si aggiunge agli strumenti regionali destinati all’imprenditorialità e alla crescita delle imprese innovative.
Tra questi figurano StartCup Lombardia, le competizioni tematiche sviluppate con il sistema universitario, Nuova Impresa 2026 e i programmi Lombardia Venture e Lombardia Venture STEP.
Le iniziative operano su esigenze differenti. Le competizioni favoriscono l’individuazione e lo sviluppo iniziale dei progetti imprenditoriali; gli strumenti finanziari orientati al capitale di rischio possono sostenere imprese che necessitano di risorse per crescere; i contributi destinati allo sviluppo tecnologico intervengono quando una soluzione richiede attività sperimentali prima di poter essere commercializzata.
L’obiettivo complessivo consiste nell’accompagnare le imprese in fasi nelle quali cambiano tanto il fabbisogno finanziario quanto i rischi. Per una startup, infatti, la disponibilità di capitale deve essere coerente con lo stadio di sviluppo.
Un finanziamento destinato alla prototipazione risponde a necessità differenti rispetto alle risorse richieste per l’espansione commerciale, l’internazionalizzazione o la realizzazione di un impianto produttivo.
La costruzione di strumenti complementari può migliorare l’accesso alle opportunità, purché le imprese riescano a orientarsi tra requisiti, procedure e forme di agevolazione.
Guido Guidesi e il rapporto tra innovazione e sviluppo industriale
La misura è stata promossa dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, nell’ambito delle politiche dedicate al rafforzamento della competitività lombarda.
L’intervento individua nelle imprese tecnologiche in fase iniziale un possibile fattore di sviluppo del sistema industriale, soprattutto quando la ricerca riesce a generare prodotti e servizi in grado di rispondere a esigenze concrete delle aziende.
Il ruolo della Lombardia dipende anche dalla concentrazione di università, centri di ricerca, imprese manifatturiere e attività finanziarie, che possono offrire opportunità di collaborazione alle startup.
La presenza di questi soggetti costituisce una risorsa, ma il trasferimento tecnologico richiede relazioni strutturate e una capacità di gestione adeguata.
Una startup può sviluppare una tecnologia promettente senza riuscire a trovare clienti industriali, oppure individuare un mercato interessante prima di avere completato le verifiche tecniche necessarie.
Il sostegno regionale punta a ridurre questa distanza, finanziando attività che consentano di dimostrare la funzionalità e la possibilità di sviluppo delle soluzioni.
Per valutarne l’efficacia sarà necessario considerare il numero dei progetti completati, il grado di maturità tecnologica raggiunto e l’eventuale capacità delle imprese beneficiarie di raccogliere ulteriori capitali.
Domande aperte fino al 25 novembre 2026
Le candidature alla Misura per lo sviluppo tecnologico delle startup innovative possono essere presentate esclusivamente online attraverso il portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
La finestra è stata aperta il 28 settembre 2026, mentre il termine è fissato alle ore 15 del 25 novembre 2026.
Il bando è identificato dal codice RLO12026055303. La documentazione ufficiale contiene i requisiti di partecipazione, le caratteristiche dei progetti finanziabili, le spese ammissibili, i criteri di valutazione e le modalità di rendicontazione.
Il gestore operativo è Finlombarda, che svolge attività di supporto all’istruttoria, alla gestione e alle verifiche necessarie per l’erogazione dei contributi.
La selezione non dipende esclusivamente dall’ordine di presentazione delle domande: è prevista una graduatoria costruita attraverso la valutazione tecnica dei progetti.
Le imprese interessate devono pertanto predisporre candidature che dimostrino la qualità della soluzione tecnologica, la capacità del gruppo di lavoro e l’esistenza di un mercato potenziale.
Il finanziamento pubblico e la sfida dell’industrializzazione
La dotazione di 15,6 milioni di euro rappresenta un intervento mirato nel percorso di sviluppo delle startup lombarde.
La possibilità di finanziare fino all’80% delle spese può contribuire ad accelerare attività di sperimentazione e validazione che, nelle prime fasi, presentano rischi difficilmente sostenibili attraverso i soli ricavi aziendali.
La disponibilità del contributo deve però tradursi in risultati tecnologici verificabili.
Per le imprese beneficiarie sarà fondamentale dimostrare che le soluzioni sviluppate possano essere utilizzate, prodotte o integrate nei processi industriali con costi compatibili con il mercato.
La quota riservata all’energia introduce un ulteriore elemento di interesse, perché indirizza parte delle risorse verso tecnologie che possono incidere sull’efficienza e sulla resilienza del sistema produttivo.
Per la Lombardia, il risultato sarà misurabile nella capacità delle startup finanziate di superare la fase sperimentale e costruire rapporti industriali e commerciali duraturi.
L’accesso al mercato rimane infatti il passaggio attraverso il quale una tecnologia sviluppata con il sostegno pubblico può trasformarsi in un’impresa capace di generare ricavi, competenze e occupazione.
Fonti: Regione Lombardia, Misura per lo sviluppo tecnologico delle startup innovative; PR FESR Lombardia 2021-2027; portale Bandi e Servizi, avviso approvato con decreto n. 10622 del 4 agosto 2026; Open Innovation Lombardia. Approfondimento editoriale Milano Luxury Life.
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