La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti non si ferma (andando oltre le indicazioni di molte sigle dei Tir) e le conseguenze si estendono dal trasporto merci alle attività produttive e i servizi essenziali. Il Sud è sotto pressione e il rischio è che il blocco delle merci finisca per paralizzare l’intero Paese. Per questo oggi il governo varerà le prime nuove misure, con un decreto legge per sostenere l’autotrasporto e l’agricoltura. Pronti circa 100 milioni di euro aggiuntivi per i crediti d’imposta contro il caro-gasolio, dopo lo sblocco promesso dei fondi già previsti, per un totale di oltre un miliardo di euro di aiuti. Ma arriva anche una norma, sul modello spagnolo, per obbligare i committenti, come spesso non avviene al Sud, a rispettare le soglie sul prezzo del gasolio previste dai contratti con gli autotrasportatori (se si superano, i costi devono essere spalmati su entrambi). E un intervento di flessibilità sugli accordi di leasing, sempre per ridurre i costi a carico del settore, oltre a norme per garantire il libero transito delle merci.
Ieri però, nonostante la prima intesa di massima raggiunta da alcune associazioni con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, i blocchi sono proseguiti soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia. In serata le forze dell’ordine hanno rimosso diversi presidi e ripristinato la circolazione sull’A1 e sull’A30 nel Napoletano, con operazioni coordinate dalla prefettura. Ma la protesta è continuata in altri punti, con anche intimidazioni contro i camionisti che volevano ripartire (nel Casertano sono state tagliate alcune gomme).
Le tensioni
Proprio il capoluogo campano è tra i territori più colpiti. Nei supermercati le scorte si riducono, mentre davanti ai distributori ancora operativi si formano lunghe code. Le difficoltà riguardano soprattutto i prodotti freschi e surgelati e coinvolgono anche fabbriche, cantieri, caseifici e attività della ristorazione, con materie prime e merci bloccate lungo la catena distributiva. A Gela, nel Nisseno, l’acqua minerale è diventata introvabile in diversi supermercati. In Calabria, secondo le comunicazioni di Enav, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei: agli equipaggi è stato raccomandato di fare rifornimento negli scali di partenza o in quelli precedenti. In Campania alcuni Comuni hanno inoltre invitato i cittadini a sospendere il conferimento dei rifiuti per le difficoltà nella raccolta, mentre la tensione ha raggiunto in alcuni momenti livelli elevati. Un camionista ha addirittura minacciato di darsi fuoco ad Avellino. La risposta del governo si muove su due fronti: sostegno economico al settore e ripristino della circolazione, anche con la repressione delle proteste. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato per oggi un Consiglio dei ministri per approvare misure per l’autotrasporto e ulteriori risorse per l’agricoltura. Salvini ha parlato di 430 milioni di crediti d’imposta in erogazione per il caro gasolio, a cui si aggiungeranno circa 102 milioni per sostenere i maggiori costi anche di settembre e ottobre. Altri 590 milioni in tre anni, già stanziati ma da mettere a terra, sono destinati al rinnovo del parco dei veicoli industriali.
Le domande presentate per gli aiuti al carburante sono circa 32mila. Il ministro si è detto inoltre disponibile a discutere un tetto al prezzo del diesel, precisando che il confronto non può giustificare blocchi illegali o atti di violenza. Ieri il Viminale ha avviato controlli nei presidi, soprattutto in Campania. Ci sono state 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate. Sono state inoltre predisposte scorte per i mezzi di trasporto, circa 500 soltanto in Campania, per agevolare le operazioni di carico e scarico (un’operazione, dice il governo, che potrà replicarsi su richiesta). Fonti di Palazzo Chigi hanno invitato a distinguere le rivendicazioni legittime degli operatori dai comportamenti illegali, ribadendo che libertà di circolazione e tutela delle attività economiche sono priorità. Il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha parlato di possibili infiltrazioni di gruppi organizzati estranei al settore, mentre il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha invitato a verificare i precedenti penali dei leader della protesta. Il confronto con l’esecutivo non ha ricomposto la frattura tra le varie componenti della mobilitazione. In Sicilia, il Comitato trasportatori siciliani ha annunciato la revoca del fermo, pur mantenendo lo stato di agitazione, mentre l’Aias ha deciso di proseguire la protesta a oltranza. Le principali associazioni di categoria hanno invece chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di rimuovere i blocchi. I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno poi parlato apertamente di «rischio paralisi» e chiesto di anticipare il nuovo tavolo con Salvini, previsto per il 27 ottobre, per affrontare i problemi negli approvvigionamenti e nei servizi urbani. Secondo Confesercenti, al Sud quattro aziende su dieci hanno problemi di approvvigionamento.
Botta e risposta
Confcommercio Caserta avverte che presto oltre l’80% dei negozi del territorio potrebbe restare senza rifornimenti. Sul fronte agroalimentare, Legacoop parla di difficoltà per frutta, ortaggi, prodotti lattiero-caseari e surgelati, chiedendo ai consumatori di accettare le carenze senza sostituire i prodotti italiani mancanti con quelli stranieri. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha aggiunto che, se la situazione non si risolverà rapidamente, le conseguenze saranno molto gravi. Non si escludono poi riflessi sul settore farmaceutico, che già nei giorni scorsi parlava di possibili ritardi nelle consegne. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha ricordato che le associazioni dell’autotrasporto hanno accolto con favore gli impegni del governo, mentre Lollobrigida ha ribadito la necessità di garantire il movimento delle merci. Le opposizioni contestano l’efficacia degli aiuti e la gestione dell’ordine pubblico. La segretaria del Pd, Elly Schlein, rilancia l’ipotesi di un tetto pubblico ai prezzi del carburante, mentre M5s e Avs giudicano inutili e pericolosi gli interventi repressivi. Al Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, intanto, ieri il presidente Pasquale Russo ha chiesto di rafforzare il sostegno alle imprese. Per l’Osservatorio Freight Insights, dal 2019 il costo del gasolio è cresciuto del 30%, mentre la congestione stradale costa cinque miliardi l’anno.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



